mercoledì 11 ottobre 2023

PALESTINA: IL CIMITERO DEI NUMERI O FOSSE COMUNI?

 




E' l'autunno del 2014, vivo a Nablus. Alcuni amici palestinesi mi invitano ad essere nella piazza che si chiama Duar nel pomeriggio perchè ci sarà un funerale.

E' il funerale del figlio di un loro amico. Chiedo quando è stato ucciso? La risposta ha dell'incredibile “è stato ucciso nel 2006, aveva 17 anni”.

Non capisco come mai dal 2006 ci sarà il funerale oggi, con il corpo, nell'autunno del 2014? E lì apprendo tutta una robona mostruosa... israele in questi 70 anni di Genocidio, ha anche trattenuto i corpi dei palestinesi uccisi, senza ridarli alle famiglie per una degna sepoltura. Famiglie che da decenni aspettano di poter seppellire chi gli hanno ucciso, dove poter portare un fiore.

Mi spiegano (e trovo riscontro nelle tante testimonianze/articoli) che israele lo chiama “il cimitero dei numeri”. Lì ci sono fosse comuni, alcune numerate, altre no, con i corpi dei palestinesi uccisi in 70 anni.

Ogni tanto gli israeliani si sono degnati di ridare un corpo, come in questo caso. Questo dopo anni di trattative con avvocati e Corte suprema. In un processo seguito da Maan's news e riportato da Info Pal, nonostante la Corte suprema intimasse il rilascio di quattro corpi di palestinesi, le famiglie hanno dovuto rinunciare perchè la risposta ufficiale è stata “i corpi sono già sepolti nel cimitero dei numeri senza essere numerati, quindi non sappiamo più dove sono”.

Una persona “nota” morta l'estate scorsa ed attualmente nel cimitero dei numeri è Khader Adnan, di Nablus, leader della Jihad islamica. Un uomo così determinato, che è morto con lo sciopero della fame in prigionia israeliana dopo 87 giorni. Era in prigione senza accusa di reato; in detenzione amministrativa. Il corpo di Khader Adnan è la, nel cimitero dei numeri da quando è morto.


Arriva il pomeriggio ed arriva il funerale del ragazzo che, ai tempi, aveva 17 anni. Il tempo è passato e la famiglia ha avuto anni per elaborare la morte del figlio; quindi mi avvicino per le condoglianze o due parole.

Mi trovo davanti ad una famiglia distrutta in primis per aver perso il figlio, secondo per non averlo potuto seppellire fino ad oggi e terzo... perchè l'autopsia aveva rivelato che al corpo mancava qualcosa.

Gli avevano cavato gli occhi ed il cuore.

Gli altri palestinesi mi dicono che è accaduto spesso, che quando ridanno il corpo manca qualcosa; specialmente gli occhi ed il cuore. Un ennesimo sfregio/tortura per la famiglia?


Perchè, oggi, ottobre 2023 ri-scrivo del cimitero dei numeri?


Non guardo la tv né leggo i giornali, mi sparerei un colpo in testa prima di arrivare all'ora di pranzo. Non ce la farei davanti a tante menzogne.

Ma quando accendo il pc e devo leggere le mail, la pagina dell'”home” mi si apre su delle notizie. In queste ore ho letto solo il titolo “fossa comune di palestinesi decapitati uccisi da Hamas”....


Sapete cos'ho pensato? Ho pensato che nella menzogna, forse era una buona notizia, perchè forse, finalmente, un bel po' di corpi dei palestinesi uccisi in 70 anni dagli israeliani, tenuti nelle fosse comuni, e trovati oggi; anche tramite una menzogna...forse ora torneranno alle famiglie con degno funerale (anche se non tutti interi).

lunedì 9 ottobre 2023

LA STORIA PICCOLA

 


Sono le 08,00, finalmente è sera e siamo tutti riuniti attorno al tavolo per la cena. Mio marito Hassan è stanco, ha lavorato tutto il giorno nel campo; ma è soddisfatto...i mandorli ci stanno dando tante mandorle. Ne ha regalate un po' al nostro vicino di casa, Yosha l'ebreo. Lui ci ha ricambiati con il suo prezzemolo. I miei figli Amina e Mahmuod un po' mangiano e un po' giocano.

E' il momento migliore della giornata, quando cucino l'ahuia con l'erba che ho raccolto. Giovanni, il nostro vicino cristiano, mi ha dato i pomodori e ne ho fatto una bella insalata. Era il suo modo per ringraziarci delle olive che gli diamo per fare l'olio.

Passiamo così tutte le sere e le giornate.

Sono le 08,30 di sera. Ci bussano alla porta.... ma chi è a quest'ora?

E' Yosha, sembra impazzito, fatichiamo a calmarlo e ci dice “scappate, io sto scappando, qui sta arrivando il Diavolo”. Nel frattempo vediamo Giovanni che sta andando via da casa sua, porta via anche la famiglia.

“Giovanni, dove andate? Che succede”. Ma anche Giovanni ci dice “scappate”.

Non sappiamo cosa stia per accadere, ma Hassan ed io decidiamo di rimanere. Non vogliamo lasciare i nostri frutteti, la nostra casa; vogliamo che i nostri figli vivano come noi, con la stessa armonia con questa terra e con le persone che la abitano.

Passano le ore e anche se con poca serenità, andiamo a dormire.

Sono le 11,00 di notte. Un boato ci scuote e con un balzo siamo tutti giù dai letti.

La porta di casa nostra è stata buttata giù. Fumo che offusca la vista e un odore nauseabondo ci invade le narici.

Dal fumo si intravedono delle sagome...che si fanno largo nella nostra cucina.

Sono soldati!

Mio figlio piccolo, Mahmuod, urla! E in un solo istante, in un sol suono netto, che rompe i miei timpani.....un solo sparo che arriva dritto al cuore di mio figlio Mahmuod. Lo hanno ucciso. Hanno sparato al cuore di Mahmuod!

Lo shock, il dolore al mio petto. Mi pietrifico.

Mio marito Hassan si scaglia contro di loro, ma è una lotta impari. Lo picchiano, lo insultano, gli sputano in faccia e ci spingono fuori dalla nostra casa.

Hassan urla “questa è casa nostra, la nostra terra, non ce ne andiamo! Mostri avete ucciso mio figlio!”

I soldati allora si avvicinano a mia figlia Amina, la prendono mentre lei urla, io urlo.... La mettono su una loro jeep e la portano via.

In quel momento non lo sapevo, ma è stata l'ultima volta che ho visto mia figlia Amina.

Il corpo di mio figlio Mahmuod è lì per terra, in cucina, nel sangue. E non possiamo nemmeno prenderlo.

Hassan decide di legarsi ad un albero di mandorle, mentre i soldati stanno dando fuoco a tutti i nostri alberi. Non si fermano, non si fermano.... danno fuoco anche al mandorlo dove c'è legato Hassan. Vedo mio marito bruciare assieme ai mandorli. Non riesco nemmeno più a gridare. Non ho più voce, non ho più respiro.

Svengo davanti a quella che era casa mia, dove sono morti Mahmuod ed Hassan, dove giacciono i loro corpi senza nemmeno una sepoltura, dove vivevamo...

Sorge il sole e con la luce arrivano delle ruspe ed altre macchine. Iniziano a costruire un muro, molto alto e lunghissimo. Il muro è tutto attorno al mio frutteto e alla mia casa. Dentro e fuori ci sono i soldati. Si avvicina a me una donna soldato.

Penso, forse perchè è donna come me e magari mamma come me, si è pentita e vuole aiutarmi. Ma quando mi è vicina mi dice “Te ne devi andare. Questa terra ora è nostra perchè anche noi abbiamo il diritto di avere una terra”. Sono sgomenta e non capisco, quindi chiedo “ma chi siete?”. La sua risposta è del tutto inaspettata: “siamo italiani, spagnoli, polacchi, inglesi e ci riconosciamo tutti sotto ad un unica bandiera che chiameremo Stato di israele”.

Non capisco nemmeno di cosa stia parlando, solo mi esce un ...”Mio Dio!”.

Ma lei, con occhi di giaccio e con voce metallica, mi risponde “no, Dio non c'entra, non esiste”.

Continuo a stare lì davanti. Vedo tutta la costruzione del muro. La mia casa, i miei frutteti, i miei vicini di casa, la mia famiglia... non si vedono più.

Passano i giorni, i mesi, gli anni. Sono sempre qui davanti e loro sono lì. Oggi stanno facendo una festa lì sull'erba, con tanta musica. Da lontano e aldilà del muro mi insultano e ogni tanto mi tirano delle bombe per mandarmi via.

La rabbia ha sostituito il dolore. Da pietrificata sono diventata pietra. Sono sola.

Mi alzo in piedi e gli urlo “Quanto tempo starò senza reagire secondo voi?”

Dall'altra parte del muro qualcuno spara senza colpirmi mortalmente e mi chiede “hai ancora voce? Ah sì? Dicci come ti chiami?”


Mi è rimasto un filo di voce e ho con me il proiettile che mi hanno sparato.

Mi rialzo e mentre gli tiro il proiettile gli urlo “Mi chiamo Palestina!”.

AGGIORNAMENTO

 Buongiorno a tutt*, in particolare a tutto il Popolo palestinese e soprattutto a chi da decenni aspetta di poter ritornare in Palestina ( mi metto anch'io con questo desiderio).

Ho avuto un importante aggiornamento direttamente dalla Palestina e ci tengo a precisare alcune cose su ciò che sta accadendo; anche a fronte di ciò che avevo scritto nell'articolo precedente.
La mappa che avevo pubblicato dove si dava la parvenza di un arrivo del battaglione palestinese in Cisgiordania, è mal interpretata.
Nella mappa divulgata ieri si diceva che gli mancavano 10 km per arrivare al muro della Cisgiordania. In realtà la città più vicina sarebbe Al Kahlil (quella che viene chiamata con il nome di occupazione "Hebron").
Ad oggi, nessuno ad Al Kahlil ha visto arrivare i palestinesi partiti da Gaza. Questo perchè NON è loro intenzione arrivare al muro con la Cisgiordania.
Seconda precisazione.... nell'articolo mi chiedevo dove fosse la polizia palestinese e cosa stesse facendo.... Era ovviamente quasi ironico, ma oggi mi è stato confermato: la polizia palestinese sta arrestando i palestinesi per difendere israele (come sempre).
Terza precisazione.... Fatah non sta partecipando all'azione di difesa palestinese.
Quarta precisazione.... tutte le azioni, manifestazioni e similari, i palestinesi le stanno facendo sotto ad unica bandiera: quella palestinese (e non con la bandiera di Hamas).
Quinta precisazione.... se il partito che governa la Palestina viene a mancare (Fatah) è ovvio che il coordinamento di tutto è nelle mani dell'altro partito al governo, ovvero Hamas.
Hamas ha appena iniziato la trattativa per il rilasci degli ostaggi israeliani in cambio del rilascio dei prigionieri politici palestinesi (spero che rilascino per primi i bambini palestinesi...).
Concludo dicendo la cosa più importante e che già avevo accennato.... non si torna indietro questa volta.
E' guerra.
israele non è solo come sappiamo, ma nemmeno la Palestina è sola.
Auguratevi tutti che la Palestina sia liberata. Se crolla la Palestina, la punta del compasso del mondo, è finita.



10 PUNTI BASILARI

1) Si chiama Gaza e non striscia di Gaza Si chiama Palestina e non territori occupati o Cisgiordania o altro.
2) La Palestina va da Gaza alla Giordania ed è stata occupata (ufficialmente) con il Trattato di Balfour nel 1917 dal movimento sionista.
3) Il movimento sionista è fondato da persone fuori dalla Palestina e con l'obiettivo di “creare israele” occupando la Palestina.
4) Non esistono civili israeliani; tutti i coloni israeliani sono militari
5) Le violenze e le uccisioni QUOTIDIANE da parte degli israeliani sui palestinesi durano da decenni prima del 1917.
6) I palestinesi non hanno più armi dalla seconda Intifada (Anno 2000).
7) In Palestina ci sono i partiti politici: Fatha, Fronte di liberazione popolare, Hamas, Jihad islamica.
otto) A Gaza governa Hamas (regolarmente eletto) nel resto della Palestina governa Fatah (senza elezioni dal 2005)
9) le spie esistono sia fra gli israeliani sia fra i palestinesi
10) uccidere un/a palestinese è per legge israeliana “legittima difesa” in ogni caso (anche se ha 8 anni e sta giocando per strada).
Detti questi punti basilari, vorrei tentare di approfondire almeno un attimino quanto sta accadendo...
Sderot non è un insediamento, bensì una città dove ogni giorno i palestinesi entrano per andare a lavorare. Così come in altre città israeliane.
Ci sono punti del muro israeliano (lungo 480 km) che sono veri e propri passaggi, si sa.
Tutt* voi, così come i media, continuate ad attribuire l'azione ad Hamas. Che lo dicano i media non stupisce, lo fanno apposta; ma voi lo dite perchè lo sapete? Davvero?
Non lo sapete, e sinceramente dai primi video che sono usciti, parrebbe che la prima azione sia stata della Jihad islamica (oltretutto proprio il giorno successivo all'anniversario della loro fondazione celebrato in una festa con migliaia di persone che è stata soffocata dagli apparati di sicurezza palestinesi). La repressione della celebrazione della Jihad islamica ha visto l'intervento a voce sia di Assad dalla Siria, sia di Hezbollah in Libano.
L'azione non è stata “entrare a Sderot”, bensì prenderne il controllo a livello armato e militare.
Che dopo la prima azione, si siano unite anche le altre entità politiche palestinesi, questo è ovvio e sacrosanto.
Quindi, se i palestinesi non hanno armi e ora ce le hanno, è solo perchè le hanno prese ai coloni israeliani. Gli stessi coloni israeliani che stanno trattenendo come ostaggi (se è la verità).
Il lancio di razzi da Gaza e i bombardamenti su Gaza non sono una novità, ci sono sempre stati. Israele ha lo scudo protettivo, Gaza no.
Gaza viene bombardata da sempre perchè al suo interno non ci sono israeliani; a differenza del resto della Palestina occupata che non può essere bombardata perchè ci sono gli insediamenti israeliani.
Quest'ennesimo botta e risposta di missili, in questo momento, lo vedo solamente come un diversivo. Distrarre l'attenzione di tutti da ciò che conta realmente: la lotta via terra e gli ostaggi.
Gli ostaggi sono fondamentali per il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi (soprattutto i bambini) e anche perchè le armi in mano ai palestinesi finiranno presto.
Ho un timore enorme però, venutomi oggi quando ho visto che il governo israeliano invita i coloni ad evacuare. Gli israeliani si vantano parecchio del loro paese come il più sicuro al mondo, non perdono la faccia facendo evacuare i coloni (anche se c'è pericolo). Se in quella che viene chiamata “Cisgiordania” non ci saranno più i coloni....potranno bombardarla? E se sì, è forse dunque questa la fine della Palestina e l'inizio della base militare europea (chiamata israele) per distruggere quel che resta del Medio Oriente ed agire contro la Russia con le 122 testate nucleari che hanno gli israeliani? La Palestina non è slegata da ciò che sta accadendo fra NATO e Russia, non lo è mai stata. Se crolla la Palestina....crolla tutto.
Se non è così e sono solo paturnie mie, come mai Abbas non interviene in questo momento con un piano di sicurezza per i palestinesi e dov'è la polizia palestinese in questo momento? Quest'ultima si sta muovendo nella direzione giusta?
Voglio sperare ancora. Sono due giorni che vedo indaco e quando vedo indaco significa che il mio terzo occhio è aperto. A tutt* voi che da poche ore pubblicate la bandiera palestinese, dando notizie fake o superficiali o scrivete “forza Hamas”..... ma in questi cinquant'anni, mentre noi andavamo in Palestina a rischiare la vita (e qualcuno l'ha anche persa), voi, esattamente dove cazzo eravate?
La foto che allego è l'avanzamento dei palestinesi da Gaza (in rosa) e verso il resto della Palestina (con speranza).


lunedì 7 marzo 2022

E' GIUNTO IL MOMENTO DI CAMBIARE (E FORSE E' ANCHE GIA' TARDI)

 




Sì, l'avevo scritto e detto in un video due anni fa, ad inizio plan-demia, che era il momento di cambiare modo di vivere. Oggi, che al cambiamento ci siamo quasi costretti per la strada di povertà che abbiamo imboccato, oggi forse è troppo tardi. Ma si può ancora fare qualcosa?

Dopo anni ad urlare la verità, dopo due anni di plan-demia, ora anche la storia dell'Ucraina...

Dovrei urlare ancora la verità? Davvero? E per chi esattamente?

No, mi spiace. In tutti questi anni mi sono resa conto che chi vuol capire e sapere, lo sa e lo fa. Non gli servo io.

La seconda volta che sono stata in Libano, avevo la possibilità di intervistare i leader di Hezbollah e andare nei campi profughi. Ho risposto “Ancora? Io lo so come stanno i profughi, e lo sa anche il mondo che li ignora. Dovrei andar lì, con la violenza di una telecamera invadendo il loro spazio e soprattutto alimentandogli la speranza che facendo vedere le immagini in Europa, qualcosa cambi....No, non ci vado”

E' un dovere divulgare la verità? Davvero? Ecco ditelo ad Assange, ad Andrea Rocchelli, a Simone Camilli, a Mordechai Vanunu. Ditelo a tutti quelli che son diventati martiri o che sono martiri in vita perchè li hanno massacrati. Venite a dirlo anche a me, che ho pagato per tutti questi anni con i modi più svariati.

Venite a dirmelo ora, che davanti all'Ucraina, chi dice la verità viene ucciso o distrutto come, appunto, martire in vita.

Questo post rimarrà fissato in alto sul mio profilo facebook e pubblicato sul mio sito web (la pagina pubblica già l'avevo chiusa); per dirvi che d'ora in avanti non pubblicherò più notizie sulla Palestina, e su oppressi ed oppressori in ogni luogo. Chi voleva capire ha capito; basta. Non voglio più alimentare false speranze nelle vittime.

Ci sarò, dicendo le stesse cose, ma con un nuovo linguaggio, con i film, e con altre modalità creative. Per me è giunto il momento di essere ciò che non sono mai stata: astuta.


mercoledì 3 novembre 2021

ORE 5,30 DEL MATTINO

 

5,30 del mattino, sono sveglia e non riesco a dormire. Penso e ripenso alla sceneggiatura del film legata a quello che stiamo vivendo. No, non mi riferisco a mascherine, lockdown, green pass... Tutta sta roba che sa di carta appiccicosa per le mosche.
Sono stata in Toscana per qualche giorno, visitando luoghi che ho sempre ritenuto “spirituali e magici”. Ho trovato le porte chiuse. Chiese divenute hotel (poi chiusi per covid). Bagno Vignoni divenuto un'attrazione turistica con tanto di iceberg in plastica riflettente al centro della piscina/piazza. Persone che non vogliono il contatto umano. San Galgano dove si entra solo con nazi pass e pagando il biglietto (San Galgano è una chiesa senza tetto e quasi completamente aperta perchè in rovina). Vado sul lago Trasimeno, all'isola Maggiore; dovrebbe essere un altro luogo magico... ma trovo anche lì le chiese chiuse ed il cammino circolare all'isola chiuso perchè il castello è in mano ad una disputa di proprietà. Torno a Ravenna e, a parte la chiesa di San Francesco, gli altri luoghi di spiritualità sono a pagamento e con nazi pass; oppure chiusi. In una chiesa semi abbandonata trovo quello che vedete in foto (causa “covid”).

Non sono credente ad alcuna religione, ma se vuoi trovare opere artistiche, spiritualità, meditazione vai anche nelle chiese; che oltretutto sono il simbolo del nostro “credo” da secoli (ora il “credo” dei popoli è il camice bianco).
Eppure, nel corso degli ultimi anni, ci hanno tolto proprio questo. Altro che foto delle bare (falsa) esposte in chiesa...
E' il nuovo mondo. Il mondo digitale; dove esisti se hai un QR code. San Francesco, Tarkovsky, San Galgano, Dante....piscierebbero in testa a sto mondo. Io li seguo.
La mia generazione ha avuto la fortuna di nascere, essere adolescenti e anche un po' adulti...senza cellulare né internet. Ecco, il prossimo film è per spiegare la poesia, la magia, la spiritualità che hanno cancellato.
Ritengo che mai come in questo caso, solo la creatività e l'arte libera possano contrastarli veramente.

UN'OCCASIONE MANCATA

 




Sono nata a Novara e la mia posizione sulla plan-demia la si conosce. Ho aspettato qualche giorno per dire due parole sulla manifestazione di sabato scorso a Novara perchè (come sempre) spero sempre di leggere quello che penso da qualcun'altro. Ma eccomi qui a scrivere.

Mi trovo in totale disaccordo con il teatrino dei deportati ebrei nella manifestazione contro il green pass di Novara pur capendo l'intento di denunciare la discriminazione.

Eh, però avrei voluto vedere lo stesso teatrino, ma con la Giusta collocazione storica; ovvero con i palestinesi. Sì perchè se è sulla discriminazione che si vuole mettere l'accento, allora dietro al filo spinato ci sono i palestinesi. Così come ci sono i messicani al confine con gli Stati Uniti, o i tibetani o i popoli africani. Ma proprio sui palestinesi, trovo che il gruppo di Novara ABBIA PERSO L'OCCASIONE di dire la VERITA'.

Altresì, ha dato l'occasione ancora una volta di versare le solite lacrime di coccodrillo agli ISRAELIANI.

Non metto assolutamente in discussione l'orrore dell'Olocausto; ma il nazismo c'è stato in tanti luoghi e c'è ancora su tante popolazioni. La prima su tutte è proprio la Palestina.

Quando accadono queste cose nelle manifestazioni mi chiedo sempre “quo vadis?”. In questo caso al nemico. E' per questo e per tante altre volte che non credo più negli obiettivi delle manifestazioni.


Samantha Comizzoli (deportata dalla Palestina)

giovedì 3 giugno 2021

MOSTRI CRESCONO

 




Due giorni fa è morto un Uomo, un Dottore. Parto dal rapporto che ho avuto con lui per farvi capire l'orrore di questa morte.

Da quando avevo tredici anni soffrivo di mal di testa che interessavano metà del viso e del cranio. I vari medici di base che ho avuto (nelle varie città dove ho vissuto) hanno ipotizzato di tutto, ma senza mai risolvere il problema e azzeccare la vera diagnosi.

Nei primi anni 2000 mi sposo e vengo a vivere in provincia di Ravenna. Devo scegliere il medico di base e sento parlare di questo Dottore strano.... i pazienti tornano a casa anche all'una di notte, perchè lui è sempre lì in ambulatorio.

Sto parlando del Dottor Danilo Molducci di Campiano (Ravenna).

Il Dottor Molducci era effettivamente così. Sala d'aspetto piena, ma tu entravi e ti ascoltava per un'ora abbondante; a volte ci si fumava anche la sigaretta. Poi, arrivava una telefonata di qualcuno che stava male e non riusciva ad andare in ambulatorio...e allora lui faceva semplicemente una cosa: andava nella sala d'aspetto piena e diceva”io devo andar via, torno quando posso”. E con la classica borsa da medico, andava dal paziente. E gli altri pazienti stavano lì ad aspettare; e altri si aggiungevano. E si faceva la mezzanotte.

Io andai da lui per questo solito mal di testa. Era la prima volta che mi vedeva. Mi ascoltò e mi fece un'impegnativa per visita dal maxxillo facciale a Cesena. Aveva ragione, era mala occlusione della mandibola. Dopo vent'anni di aulin, il Dottor Molducci aveva trovato il problema.

Ma ecco, ciò che per me è straordinario da trovare in un medico... Tornai da lui e mi chese com'era andata, gli dissi che quel maxillo facciale a Cesena non mi era piaciuto. Era il classico “barone” con i dottorini che pendevano dalle sue labbra e guardavano la mia lastra ignorandomi e che quando mi aveva fatto fare alcuni esercizi per verificare la mala occlusione, mi aveva trattato come una deficiente. Il Dottor Molducci mi chiese quando ci dovevo tornare e non aggiunse nulla.

Alla visita successiva dal maxillo facciale, mentre sono fuori dalla porta che attendo il “luminare della mandibola”, arriva una telefonata al segretario. Un Dottore aveva telefonato sporgendo lamentela verso i modi poco umili ed educati del maxillo facciale con una sua paziente.

Era il mio medico, Molducci; aveva telefonato per tutelare me, una sua paziente.

Ripeto, questo fatto l'ho raccontato per farvi rendere conto di quanto mi addolori il seguito della storia.

Passano gli anni e il Dottor Molducci si ammala di cancro. Chiude l'ambulatorio e va in pensione. Da quel momento in poi ho sempre saputo che era malato; null'altro. Fino a due giorni fa quando è diventato una notizia nazionale.

Due giorni fa il Dottor Danilo Molducci è morto, ma viene bloccato il funerale perchè c'è il sospetto che sia stato avvelenato.

I due indagati sono il figlio e la badante. L'hanno ammazzato? Per i soldi? Già c'era un buco di centinaia di migliaia di euro e non bastava?

Molducci aveva anche dato incarico ad un investigatore privato di indagare sull'ammanco patrimoniale.


Davanti ad orrori così, vorrei essere una di quelle macchine che si usano per schiacciare l'asfalto fresco..sapete quella con il rullo? Ecco. Passerei su tutta la società.

venerdì 21 maggio 2021

DEJAVU'


Fortuna che questa mattina non potevo scrivere, e nemmeno oggi pomeriggio. E fortuna che ora sono troppo stanca per buttar fuori anche la merda che mi frulla in testa.
In questi 10 giorni di bombardamenti, molti di voi mi inviavano messaggi per chiedermi "secondo te, cosa sta succedendo?". Non ho risposto a nessuno, e non risponderò nemmeno ora.
Dico solo che mi son vissuta per 11 giorni un dejavù al 2014 (margine protettivo) sia per come si è svolto, sia per come è terminato.
C'è solo una differenza: sebbene nel 2014 fossi là, avevo vissuto con molto meno dolore quanto accadesse. Forse ero ancora piena di speranze.
Questo volta qualche speranza è andata a fare in culo quando i soldati israeliani hanno ammazzato uno di quei bambini con i quali avevo condiviso momenti, sogni, problemi e gioie.
Hossan Wael di Assira Al Qabilja, era un bambino allora, oggi era un ragazzo; ma sicuramente aveva ancora sogni e speranze. Sono incazzata e dispiaciuta io, provate solo ad immaginare la famiglia e gli amici....
Chissà quanti di voi quando pensano ad una persona cara che non c'è più, pensano a tanti momenti che avreste voluto ancora vivere assieme, alle parole non dette, agli abbracci che non bastano mai.
Ecco, ora immaginate se a morire è chi immaginavate vi avrebbe accompagnato alla vecchiaia, che avreste visto crescere, innamorarsi, sposarsi, laurearsi.... invece gli hanno sparato in testa ed in un secondo non c'è più. E nessuno sarà giudicato colpevole per questo.
Questa è la Palestina.
Hossan Wael di Assira Al Qablja è morto da martire; ovvero con dignità e rispetto della Resistenza.
Non ho altro da aggiungere su questi 11 giorni passati.




venerdì 7 maggio 2021

L'ESCALATION IN PALESTINA...

 




Avete letto dei morti in Palestina e la hasbara sionista ha divulgato di un'operazione della Resistenza al checkpoint di Zaatara (Nablus); in queste ultime ore altri due palestinesi uccisi perchè “avevano l'intenzione” di fare un attentato a Salem.

Non che tutto questo orrore sia nuovo in Palestina, oramai sono più di 70 anni che israele occupa la Palestina.

Ci sono periodi più tranquilli e altri meno; questo è un periodo intenso ed i motivi sono chiari.

  1. sono state annullate per l'ennesima volta le elezioni (le ultime sono state nel 2005)

  2. Sheik Jarrar.

Vediamo prima il discorso elezioni....

Chi ha annullato le elezioni in Palestina? Beh, gli israeliani ovviamente. E dico che è ovvio perchè gli israeliani non autorizzano a far nulla ai palestinesi. E quindi, se monta la rabbia, la colpa è ancora una volta dell'autorità palestinese. E' palese che israele non dia il permesso ai palestinesi; sta ai palestinesi fare ugualmente le loro elezioni. Invece, Mahmuod Abbas ha stizzito per 5 minuti e poi … il nulla.

Quindi già il discorso elezioni cancellate ha fatto salire la rabbia e portato i palestinesi di nuovo in piazza; ma ciò che è stato scatenante è Sheik Jarrar.


Sheik Jarrar è un quartiere di Gerusalemme abitato dai palestinesi. I coloni israeliani hanno preso le loro case. I soldati israeliani sono entrati e buttato fuori chi ci viveva e fatto sì che vi entrassero i coloni (coloni e soldati sono la stessa cosa in Palestina perchè tutti i coloni sono soldati).

I palestinesi abitanti di quelle case hanno deciso di stazionare davanti le loro case, seduti su delle sedie di plastica; ed anche di fare l'iftar lì. (Perchè oltretutto siamo in pieno Ramadan).

Da tutta la Palestina è arrivata solidarietà al quartiere di Sheik Jarrar con manifestazioni.

I coloni israeliani sono usciti dalle case occupate ed hanno spruzzato lo spray al peperoncino sui palestinesi seduti a mangiare per l'iftar. I palestinesi hanno risposto tirandogli le sedie di plastica. soldati israeliani da due settimane sparano, arrestano, picchiano. Bambini feriti, persone ferite. Morti.


Ora arriviamo alla sparatoria per mano palestinese avvenuta due giorni fa al checkpoint di Zaatara. Un colono israeliano è morto, due feriti gravi.

L'azione della Resistenza palestinese è stata eseguita da un palestinese con cittadinanza americana, da solo.

E' già stato preso e durante i rastrellamenti nei villaggi per trovarlo, gli israeliani hanno ucciso a sangue freddo un ragazzino palestinese.

Questa notte la casa del palestinese esecutore della sparatoria a Zaatara, è stata presa d'assalto. Eh sì, perchè la procedura è che siccome è morto un colono, gli demoliranno la casa e butteranno fuori tutta la famiglia.


Ed arriviamo ad oggi, dove due ragazzi palestinesi sono stati uccisi a Salem (che io descrivo sempre come le porte dell'inferno). Non so se le armi gli son state messe vicino per fare le foto, come spesso accade o se fosse un'altra azione della Resistenza; certo è che il pensiero è semplicemente umano:

“quanto resistereste voi se venissero a casa vostra, vi sbattessero fuori, picchiassero i vostri figli, ammazzassero i vostri genitori e portassero via la persona che amate....quanto resistereste senza reagire?”

I palestinesi hanno il diritto di difendersi. Le loro azioni sono tutte conseguenze di ciò che subiscono dall'occupazione israeliana.


Quest'anno, l'ultimo giorno di Ramadan coincide con la celebrazione israeliana dell'occupazione di Gerusalemme. Gli israeliani vogliono invadere Gerusalemme per celebrare, ed i palestinesi terminano il ramadan. Temo un ulteriore escalation che verrà divulgata con le solite balle.


Ecco, in breve, ancora una volta, quello che i media non vi dicono.