mercoledì 28 agosto 2019

L'ESPERIMENTO (E I SUOI FRUTTI)




A tre giorni dalla fine della raccolta fondi per il mio terzo film sulla Palestina (L'esperimento), pubblico una botta di conti con annesse comunicazioni. https://www.produzionidalbasso.com/project/l-esperimento/
Sono partita a testa bassa e non pensavo di raccogliere i soldini necessari; quindi sono venuta qui in Trentino a pulire i cessi dei signori (come al solito) per raccogliere i soldi necessari. Quelle 600 euro al mese per la lavorazione del film, pertanto, li ho guadagnati facendo la stagione qui.
Mi interessava raccogliere i costi per fare i dvd e per coprire le spese delle tre proiezioni dei gruppi che hanno appoggiato il film (Radio Black out Torino e TG Maddalena, Comunità palestinese di Parma, Comitato Terra e Libertà di Martano).

Allora: in questi 3 mesi sono stati donati 1.545.00 euro sulla piattaforma Produzioni Dal Basso e 645.00 euro sull'iban di israele, il cancro. Per un totale di 2.190.00 euro. Da questo totale c'è da togliere la percentuale che va a produzionidalbasso (pochissimo).
Decurtando i soldi che vanno a coprire la spesa dvd e le proiezioni, rimangono 1.380.00 euro. Aggiungo i costi per le proiezioni di Valle Elvo e Serra che hanno donato e invitato il film e un'altra proiezione in Toscana (non anticipo nulla).
Visto che da anni mi sono abituata a vivere con pochissimo, non mi tengo i soldi che avanzano, ma li darò (ovviamente) ai palestinesi. Sulla destinazione di questa donazione, mi riservo di parlarne direttamente alle proiezioni.
Vi ringrazio, davvero, tutti. Temevo che fosse solo un'idea mia di fare un altro film sulla Palestina e specialmente fatto in questo modo. Invece, voi avete dato la Speranza. E questa è la miglior risposta agli oppressori (israele) ed agli oppressi (i palestinesi).
So che alcuni di voi hanno fatto sacrifici per fare la donazione (so cosa vuol dire). Sono fisicamente distrutta dalla stagione qui in Trentino e molto stanca mentalmente; il film non è ancora finito (e questo non mi fa dormire). Fra poco sarò di nuovo a Bologna e potrò concentrarmi sulla parte che manca. Farò di tutto per mettere un dito in culo ad israele, ancora una volta.
Contatterò nei prossimi giorni, tutti i donatori/produttori per accordarmi su come inserire la vostra “firma di produzione” alla fine del film.
Ringrazio Il Base per la grafica. Ringrazio David, “l'israeliano” che ha prestato la voce al film. Ringrazio Davide, il bimbo al quale ho dedicato il film.
Ringrazio mio zio che non c'è più per avermi ispirata.

p.s.: sono così incazzati, che ho sempre il profilo fb bloccato ;)



mercoledì 14 agosto 2019

LE BADANTI IN PALESTINA (israele)


L'articolo di "giornale" che alcuni di voi hanno condiviso, è una stronzata. Perdonatemi se scrivo le precisazioni di seguito, ma non sopporto la confusione (cattiva informazione).
Non funziona assolutamente com'è scritto nell'articolo; e lo so perchè quand'ero in prigionia a Givon, ero proprio con le filippine (oltre alla africane e rumene) che mi hanno raccontato le loro storie. Che poi è sempre la stessa la storia....
Filippine, cinesi, rumene, africane...arrivano in Palestina (che viene chiamata israele) a lavorare come badanti/cameriere/pulizie per gli israeliani. Per lavorare lì, nel frattempo che sono lì...devono fare un percorso per diventare "israeliane" ovvero essere riconosciute dalla sinagoga. il percorso prevede la conversione nell'ebraismo. E questo è il primo punto.
Il secondo punto sono, appunto, i 5 anni di lavoro/permesso di soggiorno. i loro "datori di lavoro", cioè gli israeliani, lo sanno benissimo. Quindi, che fanno?
Le pagano dopo 5 anni. Non mese per mese o anno per anno; ma gli dicono che gli daranno i soldini alla fine.
Quando stanno per scadere i 5 anni, magicamente....arrivano gli sbirri ed arrestano le badanti/cameriere/pulizie dicendo che non sono israeliane e che devono controllare la loro posizione. Intanto le mettono in prigione. Durante la prigionia, gli scade il permesso di soggiorno e quindi vengono deportate. Tutto questo per non pagargli i 5 anni di lavoro.
Il punto n.1 va a pari passo con il punto n.2 perchè "i poveracci" non vengono mai riconosciuti come israeliani e vengono riconosciuti, invece, come "impostori" che per poter diventare israeliani abbracciano l'ebraismo.
Non è un particolare da poco, perchè quando fu fondata israele (e anche oggi) diventi "israeliano" se COMPRI il tuo status religioso. Quindi, ripeto, per i poveracci non c'è posto. Vengono inculati due volte; visto che li fottono chiamando la polizia e facendoli arrestare e non pagandogli il lavoro di 5 anni.
Un ultimo particolare: tutte le prigioniere che erano con me a Givon, mi avevano detto che non era la loro prima volta...perchè in tutto il mondo quando torni nel tuo Stato, puoi fare una cosa: cambiare nome, rifare il passaporto e rientrare in "israele". Fanno tutti così, in tutto il mondo, tranne in uno Stato. Indovinate un pò in quale Stato non si può cambiare il nome?
In Italia.
Delle storie che mi hanno raccontato, me ne ricordo una in particolare: una cinese...che era in auto con il padrone israeliano e le aveva dato i soldi dei 5 anni di lavoro. E' arrivata la polizia sull'auto..lei stava seduta dietro e sotto al culo aveva la borsa con tutti soldi. Mi diceva che la tiravano per le braccia per arrestarla e lei stava aggrappata alla borsa e diceva " i miei soldi, di 5 anni di lavoro".... Arrestata, portata a Givon, padrone libero di tornare a casa con i suoi soldini.
Lei è stata deportata 3 giorni prima di me.

giovedì 8 agosto 2019

METODOLOGIA DELL'ATTACCO SIONISTA




Pochi conoscono la metodologia dell'attacco sionista, anzi, chi lo conosce è perchè ne è vittima. Tento con questo articolo di scriverne e non mi frega un cazzo delle accuse che ne seguiranno (malata di mente, complottista, etc.etc.). Non lo scrivo né per difendere una persona in particolare né me stessa; bensì affinchè rimanga scritto, poiché a qualcuno potrebbe servire.
Quello che so è per testimonianza diretta e per testimonianze che ho raccolto in questi anni. Chi attua questa metodologia sono i sayanim (aiutanti dei Mossad) ed i Mossad stessi. In genere personalità brillanti e coinvolgenti. Alcuni di loro si identificano nel nuovo sionismo (ovvero coloro che riconoscono anche lo “Stato” di Palestina).

Per chi sceglie di schierarsi contro il nazista israele, c'è una via crucis ben definita fin dall'inizio. La si scopre strada facendo, ma, appunto, scrivo qui le “tappe”.

  1. Attacco via social (facebook, twitter) con insinuazioni/accuse/diffamazioni atte a screditarti, ma che non hanno nulla a che vedere con il sionismo. Faccio alcuni esempi: storie di sesso, storie di infamie, storie di soldi. Questa prima tappa è difficile da individuare ed essere ricondotta ai sionisti (ed in particolare all'hasbara), ma purtroppo sono loro. Quando sei all'apice dell'attenzione e della tua nota posizione contro israele, dal nulla, spuntano account che buttano merda su di te cercando di screditarti agli occhi di chi ti segue.
  2. Attacco legale. In modo molto più esplicito, iniziano ad arrivare le denunce che nei 90% dei casi vedranno la tua condanna in processi teatrini. Puoi portare prove, avere il miglior avvocato del momento che non serve ad un cazzo.
  3. Attacco nella vita privata. Questa “tappa” si sviluppa in più punti, tutti, molto pesanti e dolorosi:
    - perdita del lavoro. Solitamente la motivazione non è mai esplicita, ma viene ricondotta ad altre motivazioni che il più delle volte sono conseguenze dei punti 1 e 2.
    - minacce e persecuzioni ai tuoi famigliari/cari/amici. Dapprima tramite internet e poi sotto casa. Consiglio di tutelare le persone che abbiamo vicino (via dai social e non parlarne mai in pubblico).
    - la comparsa nella tua vita di amici e fidanzati/e che in realtà non lo sono. Sul discorso “fidanzati/e” si riesce a risolvere in qualche modo. Avendo un sesto senso ed ascoltando quella vocina nella testa che pensi sia paranoia, ma che in realtà è ciò che non vorresti fosse vero. Doloroso, si soffre, ma mettendosi le ali ai piedi e scappando; ci si salva. Non ce l'hanno fatta (ad esempio) Mordechai Vanunu (https://it.wikipedia.org/wiki/Mordechai_Vanunu ) e Lisa ( https://www.theguardian.com/uk-news/2015/nov/20/lisa-jones-girlfriend-of-undercover-police-office-mark-kennedy-interview ) . Generalmente agiscono con la tecnica seduttiva da far perdere la testa e iniziano, poi, a succhiarvi piano piano le energie. Lo scopo è distruggervi. Ci sono passata due volte. La prima volta aveva fatto un tale lavorino da portarmi al suicidio. Avevo totalmente perso l'autostima. Tutte e due le volte ho avuto la fortuna di avere al mio fianco, amici, che mi hanno presa per i capelli e “tirata fuori”. Gli israeliani che ti osservano, conoscono i nostri punti deboli meglio di noi e agiscono su quei punti. Ho avuto un altro “amico” anti-israeliano, che si è imbattuto in una relazione con una donna che l'ha portato quasi all'autodistruzione. In Palestina questo giochino è più alla luce del sole perchè gli shebab vivono la repressione sessuale religiosa; quindi, attirarli in una trappola e fotterli è molto semplice.
    Arrivo però all'aspetto più complicato: se arrivano nella tua vita come “amicizie”. Non puoi farci un cazzo. Non puoi fargli capire che hai capito, sennò la risposta sarà pesante. Quindi puoi solo assecondare i loro comportamenti, riservandoti di non fidarti e consapevole che ti stanno fottendo. Tutte le volte che cercherai di allontanarti, riceverai un attacco e non capirai da dove arriva.
  4. L'isolamento creato dai “compagni”. Chi ha conosciuto Lotta Continua ne ha avuto un assaggio (anche se non centra col sionismo). Eh sì, non è una novità che nei vari movimenti ai quali si fa riferimento per le lotte, ci sia una componente sionista. Ve li troverete contro e vi screditeranno dall'interno dei movimenti facendo nascere discussioni che verranno archiviate pur di “ non rompere il movimento per prendere una posizione”. Quindi, vi ritroverete soli.
  5. L'eliminazione fisica. Se siete in Palestina o in un altro Paese arabo, e avete già passato le tappe precedenti di questa via crucis, seguirà questa tappa a mettere la parola “fine”. Gli esecutori, saranno i palestinesi o gli arabi.

Ora... questo articolo è per tutti coloro che faranno la scelta che ho fatto io perchè semplicemente “sono” dalla parte giusta. Ma, mi nasce in questo momento nel quale Chef Rubio sta (a mio avviso) affrontando un paio di “tappe” di questa via crucis. Gode della mia stima e rispetto, ma questo non gli servirà ad una cippa (purtroppo). Rubio, chi lotta per gli ideali, non si ferma per le conseguenze e so che questo lo sai. Il giorno che sarai in difficoltà, se vorrai, io ci sarò. Ci sono e ci sarò non per Rubio, Mohammed, Laura, Pierino....ci sono e ci sarò per la Causa.

Io di Palestina e di lotta ne sono poco, ne so poco...quindi se pensate che abbia scritto cazzate...forse avete ragione; ma, al momento, mi inginocchio al coraggio di Rubio.