venerdì 18 aprile 2014

SOFFOCARE LA PALESTINA

C'è un villaggio che si chiama Qaryut al quale hanno chiuso la strada d'accesso. Si trova circondato da uno dei più grandi insediamenti illegali della West Bank. Gli abitanti del villaggio lavorano quasi tutti a Ramallah e per raggiungere la strada principale che li porta a Ramallah, ora, devono girare tutto intorno all'insediamento. La strada che israele ha chiuso era di soli 2 km per arrivare a quella principale.
Disagi enormi, ingiustizia per aver occupato una terra che aveva dei proprietari e allarme se un ambulanza non dovesse arrivare in tempo a Ramallah.
Tre settimane fa il villaggio ha deciso di manifestare tutti i venerdì in nome della libertà e della giustizia.
Oggi, ben trecento persone dei quali cento bambini hanno camminato fino alla cima della collina per pregare lì. Questa era la manifestazione.
I soldati sono arrivati subito e hanno detto che tutti dovevano andarsene, non hanno voluto ascoltare gli shebab che gli dicevano “siamo qui per pregare, possiamo parlarne?”. Nulla, hanno messo il dito sul grilletto e preso le sound bomb.
Le trecento persone hanno pregato circondati dai soldati, anche noi attivisti e giornalisti eravamo lì.
Finita la preghiera con il megafono viene detto loro che ce ne andiamo e di non sparare, di non iniziare con la violenza.
Ma, facciamo pochi passi di spalle su quella collina impervia e piena di spine e loro iniziano a spararci.
Sparano gas, molti gas e il vento ci è contro perchè porta tutto il gas verso di noi. Non si riesce a correre sulla collina. Inizio a soffocare e non riesco ad allontanarmi, continuano nel frattempo a sparare. Siamo a terra, in molti. Un paramedico, Yahtzan, arriva in mio soccorso, ma non ha la maschera antigas e soffoca vicino a me dopo avermi soccorso. Non riesco a rialzarmi. Soffocare è bruttissimo perchè non vuoi morire, tenti di respirare e non ce la fai e più ti sforza di respirare e più soffochi. Arriva un'attivista del SMFP, Ghassan, mi trascina per le braccia, ma sta soffocando anche lui. Non so come, siamo arrivati sulla strada sterrata e i gas sono un po' più lontani ora.
Il paramedico viene soccorso da altri colleghi, un altro paramedico nel frattempo è stato soccorso per soffocamento. Quindici persone sono state vittime da soffocamento grave, io sono fra quelle quindici. Ora respiro, mi gira la testa ed è come se mi fosse passato un tir sopra. Con due giornalisti torno in auto a Nablus, anche loro, nonostante le maschere antigas, sono rimasti soffocati perchè l'auto era piena di gas.
Il video che ho girato è reale, purtroppo non di qualità perchè mentre soffocavo la telecamera era accesa, ma io ero per terra e non pensavo a riprendere.
Oggi, ho pensato per un attimo che sarei rimasta su quella collina, in mezzo alle spine e ai gas. L'ambulanza non aveva modo di arrivare in quel punto e anche i paramedici erano soffocati. Oggi mi sono sentita in un forno a gas.

E' questa la realtà: israele gasa le persone.



martedì 15 aprile 2014

15 aprile. Palestina.

Ci sono alcune farfalle che vivono un giorno, altre solo qualche ora. Ai nostri occhi vivono poco, ma ciò che pensiamo di una farfalla è che è bella. Ci sono persone che vivono 70 anni altri pochi anni, ma davanti alla Storia e all'universo viviamo comunque poco. Ciò che importa è che, come per le farfalle, se in questa breve vita siamo stati belli, siamo stati amati e siamo stati felici. Un abbraccio a Alessandra Arrigoni ed Egidia Beretta


IL MIO FRUTTIVENDOLO E' UN EROE

 A Nablus, nel suk vado sempre a comperare la verdura da un omino con gli occhi buoni e mi da la verdura a poco prezzo. Non ha un negozio, solo una bancherella. Qualche giorno fa mi ha chiesto cosa faccio qui in Palestina e quando gliel'ho detto mi ha risposto “grazie a tutti voi per essere qui, la vedi questa foto sulla parete della casa? E' mio figlio, è in prigione, gli hanno dato 30 anni”. Mi ha spaccato il cuore e questa storia inizia così, come una delle tante storie della seconda intifada.

E' aprile 2002, siamo nel suk a Nablus. Il suk di Nablus è bellissimo, fatto di portici bassi e vie molto strette, tutto in pietra. E' la vera vita di Nablus. Quando scende la notte però, in quelle stradine buie arriva il mostro. Siamo in piena seconda intifada. Israele arriva nel suk con un lanciamissili largo quanto la stradina del suk e spara nel suk, sulle case, mentre i Palestinesi sono dentro. E' un disastro. Hussein è un fruttivendolo, viene colpito da proiettili e schegge varie alla testa, alle braccia e alle gambe.
Agosto 2002, israele piazza dei cecchini sulla collina, è sera tarda e iniziano a sparare da quella collina verso il suk. Feriscono centinaia di persone, feriscono il figlio di Hussein e ammazzano il fratello di Hussein. Erano sul terrazzo che stavano parlando.
Hussein ha un figlio, Ahmad Hussein, 21 anni e lavora nella polizia palestinese. Dopo quest'ennesimo attacco e dopo che israele si è presentato lanciando missili nel suk, Ahmad decide di difendere la Palestina, la sua famiglia, di fare il suo lavoro. Tenta di piazzare una bomba per l'arrivo dei soldati nel suk di Nablus, i soldati arrivano, gli sparano, lui risponde al fuoco ferendo un soldato.
Novembre 2002, è notte e Ahmad sta dormendo nella casa della sorella. Israele trivella di spari la casa. Ahmad ha paura per la sorella e non reagisce. Viene arrestato.
Il processo si svolge in modo a dir poco “delinquente” perchè è all'interno della prigione e senza un avvocato difensore.
Ahmad Hussein viene condannato a 30 anni di prigione. In prigione la polizia israeliana gli fa visita con i cani e viene attaccato da essi.
Ahmad Hussein è malato, urina sangue e ha problemi allo stomaco. Se dovesse scontare tutta la condanna sarà libero a 51 anni. Per i primi 4 anni nessuno ha potuto far visita ad Ahmad in prigione, ora ogni 6 mesi possono fargli visita i suoi genitori e le sorelle. La sorella più piccola ha 10 anni, quindi non ha mai potuto abbracciare o toccare Ahmad, l'ha conosciuto attraverso un vetro. Ahmad in prigione, nonostante tutto, sta studiando e il padre è felice di questo.
Due anni fa il padre, che vende la verdura a me a poco prezzo nel suk, ha preso un avvocato che ha fatto riaprire il processo perchè svolto senza l'avvocato difensore. Il padre è speranzoso che Ahmad entro un anno venga liberato.
Faccio qualche foto alla bancherella di Hussein, alla foto del figlio con vicino le date di possibilità di visita in prigione. Il tutto posizionato sulla parete della casa trivellata dai missili e dalle pallottole. Chiedo ad Hussein se ha un messaggio da scrivere in questo articolo per gli altri Paesi e mi risponde: “la Palestina vive sotto due occupazioni, quella israeliana e quella dell'ANP”.
Due più due fa quattro, suo figlio era un poliziotto dell'ANP, ma la polizia palestinese normalmente non interviene per difendere i Palestinesi.

Pensate a quest'immagine quando sentite i media che chiamano i Palestinesi “terroristi”, pensate ad Hussein, che vende la verdura, con gli occhi dolci e pieni di lacrime e trivellato sul corpo dai proiettili israeliani. Pensate ad Ahmad che per difendere i diritti umani, la sua famiglia e la Palestina ora è in prigione, pisciando sangue, per 30 anni.





lunedì 14 aprile 2014

LA PERSECUZIONE CONTINUA, MA ANCHE LA RESISTENZA

Oggi, di corsa, siamo arrivati a Burin (Nablus) quando ci è arrivata la telefonata che un uomo era stato attaccato dai coloni mentre lavorava sulla sua terra.
Il tempo di arrivare lì e i coloni erano scappati, però abbiamo trovato i soldati che impedivano all'uomo di lavorare.
Quest'uomo stava costruendo una strada sulla sua terra perchè israele ha chiuso quella principale ai Palestinesi, solo i coloni possono usarla. Pur trovandosi sulla sua terra e in area B i soldati non gli permettono di continuare i lavori. Mentre sto riprendendo l'azione illegale e nazista dei soldati israeliani, sento alle mie spalle un altro soldato che ci chiede che cosa facciamo qui....
Così mi giro e gli chiedo che cosa fa LUI qui...con il fucile spianato.....
Quando gli fai queste domande non rispondono mai, soprattutto se c'è la telecamera. Nel frattempo l'uomo mette in moto il bulldozer e si allontana. Fine dei lavori. Per oggi.

La Resistenza non si ferma. Domani è un altro giorno e poi c'è dopodomani. Loro continuano con la persecuzione, i Palestinesi continuano a resistere.

domenica 13 aprile 2014

M5S, TI SCRIVO.....

Venerdì 11 aprile Manlio Di Stefano, deputato del M5S mi ha mandato questo messaggio via facebook:

“Ciao Samantha. Sono Manlio Di Stefano, un deputato del M5S, ho visto il tuo video e, sinceramente, non l'ho capito. Non l'ho capito perché posso darti anche ora i link degli atti parlamentati presentati in difesa dei diritti palestinesi, non l'ho capito perché sono stato aggredito per mesi dai sionisti per dei miei discorsi in aula in difesa della Palestina, non l'ho capito perché lotto contro una casta da 12 mesi in difesa dei diritti di tutti. Se vorrai conoscere la nostra azione politica, magari prima di sputarci addosso o definirci sionisti, scrivimi pure. Ciao “

Il video in questione è del luglio 2013, quindi un po' tardiva come risposta, ed è questo: https://www.youtube.com/watch?v=uv7DqYOVNq8

In questo video mi riferivo al vostro viaggio avuto in Palestina in quei giorni e a vostra successiva posizione presa con la lettera inviata alla Comunità Ebraica Italiana. Non credo assolutamente che, come qualcuno mi ha scritto, “l'importante è che se ne parli...”. No, scusate, ma le parole hanno la loro importanza, possono essere d'aiuto o di danno a seconda di ciò che si dice, a seconda di ciò che si decide di dire/scrivere. Nella lettera, infatti, leggo..:
“Abbiamo intrapreso questo viaggio per conoscere da vicino la situazione dei territori contesi e pertanto abbiamo deciso di incontrare gruppi della società civile, per lo più palestinese, nonché i rappresentanti delle Nazioni Unite, del consolato italiano e della cooperazione italiana a Gerusalemme. È, ovviamente, nostro interesse ascoltare il popolo israeliano, ed è, infatti, in programma un viaggio per conoscere i territori israeliani e per raccogliere, anche lì, la voce di chi soffre a causa diretta o indiretta del conflitto.
Avevamo poco tempo a disposizione per cui abbiamo scelto di ascoltare le due “campane” in due distinti viaggi, così da non apprendere poche e confuse nozioni ma per immergerci totalmente nelle due diverse realtà....” e “ Il MoVimento 5 Stelle non ha e non pretende di avere una linea filo palestinese o filo israeliana: ci interessa semplicemente porre l'accento sulle violazioni dei diritti umani e sulle possibili misure che l'Unione Europea potrebbe adottare per migliorare la vita di profughi e civili in quella terra come in tutte le altre afflitte dagli stessi mali.
Purtroppo di “muri” e attentatori ce ne sono fin troppi in giro per il pianeta, ne siamo ben consci....”

Questa non è ignoranza, questa non diplomazia, questa è una posizione ben precisa. Se si usano parole come “conflitto” e non GENOCIDIO oppure “territori contesi” e non “terra occupata” e se non si riconosce che qui esiste un piano di persecuzione e distruzione di un Popolo da parte dei nazisti e pensato a fine '800 e se soprattutto si paragona l'unico muro dell'apartheid al mondo lungo 700 km ad altri muri...Beh, in questo caso la posizione è di non dire la verità, di mistificare la realtà, riducendola ad un conflitto come altri. Addirittura, si mette nero su bianco che gli oppressori stanno soffrendo anche loro per questa situazione.
Come avevo già detto nel video e come si vede benissimo venendo qui, israele rapisce i bambini, li tortura, li violenta, li chiude in carcere, distrugge le case, ruba l'acqua, la terra, brucia gli ulivi, spara qualsiasi cosa sui civili e dentro alle case, anche armi chimiche, controlla le strade, le città, costruisce checkpoint che i palestinesi devono attraversare come bestie al macello, trattiene in prigioni militari persone solo perchè attivisti politici, trattiene i corpi dei prigionieri anche dopo morti per anni e molte volte ne ruba gli organi come il cuore e gli occhi. I coloni attaccano armati i contadini o i bambini. I Palestinesi, dall'altra parte, tirano pietre. QUI NON C'E' NESSUNO CONFLITTO- QUESTO SI CHIAMA GENOCIDIO. Dove sono le vittime in israele nel fare tutto questo? Volete forse intendere che soffrono mentre sparano o violentano i bambini?
Due righe dopo, nella vostra lettera, peccate d'onestà e lo dichiarate apertamente, purtroppo forse è sfuggito ai vostri seguaci: “Il MoVimento 5 Stelle non è antisionista e tantomeno antisemita, siamo ben lontani dall’esserlo e ciò che trapela da saltuarie interviste o dichiarazioni estemporanee sono da considerare a titolo strettamente personale. “
Ecco, questa frase basterebbe per capire qual'è la vostra strada....

Forse una delle ultime affermazioni è dettata dall'ignoranza “Siamo per il rispetto degli accordi di Oslo...”, forse non sapete che i trattati di Oslo hanno definitivamente fottuto la Palestina. Andate a vedere cos'è la Jordan Valley, diventata zona militare per esercitazioni alla quale hanno tolto l'acqua e le famiglie soffrono la SETE e la FAME, oltre che le quotidiane violenze.

Tutto questo era per ri-chiarire tutto quello che non era forse chiaro nel video, Di Stefano, ma non mi aspettavo altro dal M5s fondato da una delle antiche famiglie sioniste (prime 10 pagine della Pulizia etnica della Palestina di I. Pappè e ci trovi il nome fatidico) e da Beppe Grillo al quale non mi posso avvicinare se non calando uno striscione da un balcone, così come è stato per Shimon Perez ad Assisi. Prova sul web che sono sempre andata da tutti, ma proprio tutti a porre domande e contestazioni, ma a Grillo non posso avvicinarmi.
Allora, Di Stefano, visto che mi hai scritto e che mi inviti a confrontarmi, ti rispondo pubblicamente perchè di segreti non ce ne sono su questa Terra. Ti rispondo che forse mi sbaglio, forse, e che tu e tutto il M5s:
  • sarete in prima fila il 17 aprile davanti all'ambasciata israeliana con la foto dei 5 bambini di Hares per chiederne la liberazione.
  • interromperete subito la presenza dei TIPH (Carabinieri in Palestina a nostre spese sui quali scrissi un anno fa http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/blog/i-caramba-palestina )
  • pubblicherete e divulgherete sui vostri blog/sitiweb l'unica foto della realtà storica della Palestina e avrete il coraggio di chiamare israele con il suo nome: lo stato militare più terrorista e nazista al mondo.

Solo un'ultima cosa: Vittorio Arrigoni non era un ragazzo normale, i ragazzi normali stanno nel divano a cliccare sulla tastiera o nei centri commerciali a non fare un cazzo. Vittorio Arrigoni era un eroe, una persona speciale, unica, un Partigiano.

Attendo gentili risposte in merito al 17 aprile, ai TIPH e alla verità,


Samantha Comizzoli

sabato 12 aprile 2014

ISRAELE HA RUBATO L'ACQUA AD ALMALEH


Nella Jordan Valley c'è un posto magico che si chiama Almaleh. Ci sono stata due settimane fa per la prima volta ed avevo già scritto delle cose orribile che israele fa in questo posto. Confisca degli animali per metterli in una prigione per animali, confisca dei trattori, chiusura dell'acqua, esercitazioni militari tutte le settimane, demolizioni di tutte le case/tende tutte le settimane.
Quello che scrivo oggi è un triste aggiornamento di questo posto magico.
Cinque giorni fa, israele, ha confiscato le autobotti che portano l'acqua comprata dai palestinesi ad Almaleh (comprata e pagata a caro prezzo visto che il fiume è stato chiuso da israele con una diga). Da cinque giorni tutta la valle è senz'acqua. Un bambino ha tentato di prendere un litro d'acqua da queste taniche mentre le sequestravano ed è stato picchiato dai soldati. Vicino alle tende passano i tubi dell'acqua che va agli insediamenti illegali, ma i palestinesi non possono avere un bicchiere d'acqua.
Per avere l'acqua sequestrata il giudice israeliano ha detto che devono pagare quasi mille euro, ma anche se pagano gli verrà restituita fra dieci giorni.
Oggi ad Almaleh abbiamo portato un po' di giochi per quei 400 bambini che non hanno nulla perchè quando ero stata lì mi avevano detto che non hanno nulla con il quale giocare. Certo, la vicenda dell'acqua fa decisamente passare in ultimo piano che non hanno giochi. E' dura resistere in una situazione simile, ma gli abitanti di Almaleh resistono, non se ne vanno.
Per me è un posto magico, per la sua bellezza, perchè ogni volta che ci vado trovo gli animali che stanno benissimo, liberi, che comunicano fra loro. Oggi ho trovato i due asini legati a due alberi diversi, uno di fronte all'altro e si parlavano. Arif mi ha detto “sono marito e moglie, si parlano, ma ho dovuto legarli separati perchè non è il momento di amarsi..”. E' incredibile come in un luogo dove c'è tanta violenza queste persone vivano in completa armonia con la natura e gli animali. L'amore che hanno ti entra nella pelle. E' magia. Consiglio a tutti coloro che vengono in Palestina di portarsi una tenda e stare in questa valle, come turisti, per assaporare la sua magia.

Intanto però ad israele ho solo da dire “ladro, ridai l'acqua a chi l'hai presa, e il primo ad averla dev'essere quel bambino che hai picchiato”.

mercoledì 9 aprile 2014

IL MURO DELL'APARTHEID AVANZA


Due giorni fa il villaggio di Osarin è stato attaccato di notte dai nazisti israeliani. I media locali riportavano che 5 shebab erano stati arrestati. Credevo che questo fosse già un buon motivo per far visita a questo villaggio, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che la realtà è ben peggiore.
Gli arrestati non sono 5 shebab, bensì 10 bambini/ragazzi, tutti al di sotto dei 16 anni e sono stati presi nell'ultimo mese.
Sono in prigione per aver tirato delle pietre sulla strada principale. Questa strada è in zona “c”, sotto il controllo israeliano e viene usata
anche dai coloni.
Ma, c'è qualcosa di più...... : sei mesi fa israele ha comunicato tramite la DCO che vuole tutta la terra attorno a questa strada per una lunghezza di 10 km. Se i proprietari palestinesi non sono disposti a vendere, nazi israele la prenderà ugualmente. Perchè israele vuole quella terra?
Inizialmente ha dichiarato di volerla solo per costruire 3 torrette militari, poi, però al tribunale al quale i contadini hanno presentato ricorso è saltata fuori la mezza verità. Vogliono costruire il MURO.
Parlo di mezza verità perchè la causante di costruire il muro in quel punto , secondo israele, è la difesa della strada dalle pietre dei bambini. Ridicoli e senza vergogna. Costruire un muro di cemento con 3 torri alto 8 metri e lungo km per difendersi dai sassi?
Guardando la mappa, invece, la motivazione è evidente e lo era già prima di ascoltare la conferma di Osarin. Il muro dell'apartheid sta avanzando in due punti per entrare dentro alla West Bank, tagliarla in 3 parti ed isolare le principali città. In pratica per fare 3 ghetti.
Il villaggio di Osarin è a sud est di Nablus e vicino alla Jordain Valley, ma guardando la mappa è anche sulla linea del muro che avanza nell'ara di Salfit, così come altri villaggi che sono già stati convocati alla DCO per problemi di “lancio di pietre vicino alla strada”, come ad Osarin.
Quindi, quei 10 bambini che tiravano le pietre ad Osarin, sempre che le abbiano tirate, non stavano forse difendendo i diritti umani dalla costruzione del muro dell'apartheid?
Il MURO già lungo 700 km e alto 8 mt, condannato come killer per i diritti umani, che crea il peggior regime d'apartheid al mondo; sta avanzando. 10 bambini, senza alcuna voce per la denuncia, hanno cercato di impedirlo tirando dei sassi. Voi, che state leggendo, tirate il vostro o sarete complici del cemento che toglie la vita.


martedì 8 aprile 2014

17 aprile: PRISONER'S DAY PER I 5 RAGAZZI DI HARES

Il 17 aprile e’ il Prisoner’s Day in Palestina, la giornata per i prigionieri politici. Siamo entusiasti di dare il nostro supporto ad utilizzare questa data per costruire un evento per la campagna a favore della liberazione dei 5 ragazzi di Hares sequestrati dalle forze di occupazione israeliane a marzo 2013. I ragazzi sono sotto processo attraverso il sistema giudiziario militare con venti capi di imputazione per tentato omicidio  nonostante prove  minime o inesistenti  (per maggiori informazionihttp://haresboys.wordpress.com/   ........ ) .
Questa iniziativa viene in un momento cruciale per la campagna in favore dei 5 ragazzi, dal momento che iniziano ad essere chiamati i “testimoni” e l’anniversario della loro detenzione nella prigione di Megiddo e’ passato di recente. Dopo aver incontrato la maggior parte delle loro famiglie la settimana scorsa, possiamo dire che appoggiano pienamente la nostra proposta di far crescere la pressione sulle autorita’ israeliane iniziando con una giornata di azione il 17.  Abbiamo anche avuto incontri con altri gruppi attivi in Palestina come l’International Women’s Peace Service, tutti sono d’accordo sul fatto che questa potrebbe essere un’azione molto efficace ed appoggiano la campagna. C'e’ poco tempo da qui al 17, con l’aiuto di tutti potremmo comunque raggiungere un grande risultato. La nostra proposta e’ che attivisti da ogni parte del mondo tengano eventi nelle proprie citta’ presso Ambasciate israeliane o edifici rilevanti per l’occupazione, esponendo il manifesto dell’immagine allegata. Sarebbe importante quindi che gli attivisti mandino foto o video degli eventi all’ISM all’indirizzo palreports@gmail.com in modo da poterli raccogliere e dare ad Israele e al mondo dimostrazione del sostegno internazionale che i ragazzi hanno. Siamo consapevoli che molti attivisti hanno probabilmente gia’ pianificato degli eventi per questa data, ma anche in questo caso, vi chiediamo di affiancare questa azione alle vostre iniziative, come supporto diretto ai ragazzi di Hares.
Il giorno prima dell’evento (16 aprile), vorremmo anche orchestrare una twitter action. Il suo scopo sarebbe di catturare l’attenzione dei media proprio il giorno prima dell’evento, con la speranza di aumentare cosi’ efficacia e portata del messaggio. Al momento i dettagli sono ancora in via di definizione, quindi per maggiori informazioni si prega di tenere d’occhio il Titan Pad che e’ stato creato per questo evento all’indirizzo  http://titanpad.com/haresboys .

Vi ringraziamo per aver dedicato del tempo a leggere questa mail e speriamo che possiate supportare questa campagna in qualche modo.
In solidarieta’
International Solidarity Movement