mercoledì 29 giugno 2016

MOSTRI


Sono dei mostri che uccidono la bellezza..... sono sempre gli stessi, si riconoscono (sembra il film dell'invasione dei bacelli e mi piacerebbe che fosse solo così).
Avevo già raccontato la storia di Gigi.. qui.. https://www.youtube.com/watch?v=7t3W2t-7994 e che mi misi davanti alla sua “casa” per fermare le ruspe. Gigi è, da allora, senza casa; è un uomo dolce di circa 60 anni. Gigi, ha assemblato una bicicletta e me l'ha regalata. Questo è Gigi, questo è essere umani, la bellezza.


Nel frattempo, in questi giorni, sono arrivati i mostri a completare la loro opera di distruzione. Stanno demolendo tutto: la palazzina che poteva essere una casa (e che forze lo era già da chi casa non ne ha) i capannoni dove le Fucine Vulcaniche hanno creato arte donando a Bologna la bellezza. Ci faranno un centro commerciale.


Gigi si è unito ad altri amici sotto al ponte di Via Libia e hanno dato vita ad una ciclo officina. Quindi, ve lo dico, se volete trovare umanità, bellezza, e farvi una bicicletta o farvi aggiustare la vostra; questo è il posto giusto.
Delle immagini che riportano questa vergogna di storia bolognese che dire? “Faranno il deserto e lo chiameranno Pace (euro)”.
King Sion is in your city and you don't know!

lunedì 20 giugno 2016

A MARIARCA TERRACCIANO




C'era un gran tensione sabato sotto al ponte di Via Libia a Bologna, che poi si è trasformata in commozione. Abbiamo onorato Mariarca Terracciano e per noi tutti che abbiamo partecipato è stato un onore.
Un Donna eroe che ha usato quello che aveva, il suo corpo e la sua mente, con strategia per ribadire il diritto al salario lavorativo. Salasso di sangue e sciopero della fame, ha sacrificato la sua vita lottando per la vita.
RosaeKhan sculture di Giulietta Grimaldi è entrata nello spirito giusto per eseguire la statua in suo omaggio. Quando l'abbiamo scoperta dal lenzuolo bianco, un silenzio di commozione spontaneo.
La lettura delle poesie da parte di Sabina Macchiavelli ha rotto il silenzio. Ne è seguito il concerto di “Canti Nudi” e le performance mozzafiato del violino di Fulvio Renzi.
Sotto al ponte di Via Libia, è questo che siamo riusciti a fare, con onore. Sono passati 6 anni dalla sua morte e in Italia pochissimi sanno chi è Mariarca Terracciano. Non è un caso...
Svergognare i sindacati, le lobby di stipendiati e di chi lucra sulla pelle delle persone, da sola. E' una Donna, solo un Donna, ma è martire, eroe.
In questi giorni molti mi hanno contattata volendo informazioni e forse in altre città si onorerà Mariarca. Bene, lo spirito doveva essere anche questo.
In molti, altresì, mi hanno motivato la loro assenza.... Non dovete motivare a me, ma alla vostra coscienza.
Abbiamo consegnato la statua al marito di Mariarca, che la porterà a Napoli ai suoi figli. Grazie Michele, per esserci stato. Che i nostri abbracci ti aiutino a sopportare l'assenza di una donna straordinaria, tua moglie Mariarca; il mio sindacato.


BREVE VIDEO DELL'EVENTO: 

domenica 12 giugno 2016

UN ANNO FA



Un anno fa oggi gli israeliani attaccavano il taxi sul quale mi trovavo vicino a Nablus, in corsa, e mi RAPIVANO. La loro frase “non sei in arresto, ma devi venire con noi” mi è stata ripetuta da quel momento fino a quando mi misero il culo sull'aereo dieci giorni dopo, deportandomi.
Dieci giorni di Resistenza in quelle prigioni, per la metà in isolamento con trattamento da prigioniero politico. Giorni nei quali digiunavo per chiedere alla Farnesina di essere usata come esca per il rilascio dei 350 bambini palestinesi (numero di allora) presi da israele.
Dieci giorni nei quali dovevo fare i conti con il fatto di “aver perso tutto”, la mia casa, i miei poster sulle pareti, i miei amici/compagni. E che essendo deportata e loro palestinesi, quindi impossibilitati da israele nell'uscire dalla Palestina; non li avrei mai più riabbracciati.
Sfogavo la mia rabbia sputando sulle bandiere israeliane nei corridoi della prigione o urlando “il mondo saprà la verità, che questa è la Palestina”; ma, poca roba.
E' passato un anno, dovrei fare il triste bilancio dei “free Sam” che non esistono, del fatto che tornando qui viva mi hanno di fatto martirizzata in una società così. Del fatto che tutto ciò è stata un'ovvia conseguenza nello schierarsi veramente con gli oppressi e di altra conseguenza, che diventi un oppresso anche tu che ti schieri.
Due giorni fa, mentre facevo delle riprese qui a Bologna con delle persone che sapevano benissimo chi ero, mi sono trovata davanti ad un ragazzino vestito da soldato nazista israeliano. Gli altri hanno cercato di sdrammatizzare.... un cazzo. Me ne sono andata e lì non mi vedranno più. La coerenza è una roba che non più in questo cazzo di mondo. Non per me, ma bisogna scegliere da che parte stare e la scelta è semplice: o con gli oppressi o con gli oppressori. Non è che per difendere i palestinesi sto con chi picchia le donne o per difendere gli animali sto con i fascisti e così via...Ho scelto, pago le conseguenze, ma al tempo stesso...sono ancora qui, non ho perso le gambe, né le braccia, né gli occhi, né le dita per scrivere. Poteva accadere e la mia vita sarebbe stata molto peggio.
Quando incontri il mostro è così che inizi a ragionare... danno 20 mesi di detenzione? Beh, meglio che 5 anni... Ti hanno sparato, rapita, torturata, deportata? Beh..sei ancora viva....
Per puro caso, una settimana fa ho riavuto alcune cose mie dalla Palestina... un anno dopo.. Una borsa fatta a mano da una mamma di un bambino prigioniero, la targa di quando mi hanno sparato e una pietra dalla Terra di Palestina.
E' ovvio che oggi più che mai, toccando quella pietra ed annusandola, piango. Sono ancora umana seppur con il cuore bruciato da israele....e sono stanca, molto stanca, soprattutto di essere sola. Ma, come dicevo nel film, è un tunnel, non hai bivi, non si torna indietro.


sabato 11 giugno 2016

Per Mariarca Terracciano

18 giugno alle ore 18,00 sotto al ponte di via Libia 72c a Bologna.
Con la partecipazione straordinaria di Fulvio Renzi al violino.




mercoledì 8 giugno 2016

NON ANDATE IN SALENTO






A due giorni dall'evento a Martano, Salento, la tensione si era alzata in diversi di noi.... Pensavo che dopo la diffida dell'Anpi nazionale e le pressioni sull'amministrazione comunale, la proiezione del film non ci sarebbe stata. I primi due giorni nel Salento sono stati per conoscere questa terra di una bellezza mozzafiato. Sembra la Palestina, ma con il mare che mi mancava tanto. Ma la bellezza di questo mare è passata in secondo piano quando penso a ciò che ho visto/vissuto... Ve lo racconto..
Martano era stata, appunto, diffidata dal proiettare il film e c'erano state pesanti pressioni....
Eppure il Comitato di solidarietà ai popoli oppressi non ha battuto ciglio. Ed è così che nella piazza principale di Martano, in una sala comunale, si è proiettato il film. Sala piena.
Ed è così che nella piazza principale di Martano sventolavano le bandiere palestinesi ed allestita mostra fotografica che metteva vicine le immagini dei campi di concentramento nazisti con le immagini dell'odierna Palestina.
Ed è così che lo storico Ippazio Luceri ed io parlavamo di Palestina con un pubblico incazzato per il comportamento dell'Anpi.
Ed è così che in quella sala, quella sera, ho ritrovato i PARTIGIANI, con tutta la loro lucidità e forza.
Serata successiva a Lecce, presso la libreria anarchica Farenheit, anche qui sala piena e persone che mi hanno ri invitato a fare le proiezioni.
5 giorni nel Salento con questo successo, non mio, ma della lotta e della Resistenza. Ed in questi 5 giorni, ho viaggiato su e giù per il Salento con una mia Compagna, Emanuela. Con i discorsi fra donne, con le emozioni dei ricordi, con lo scambio umano di ricchezza interna.
E' difficile venire via da un luogo così, immagino come sia difficile doverlo abbandonare per chi c'è nato. Mi piacerebbe che i giovani non lo facessero, che non pensassero a quello che gli manca, ma a quello che hanno. Avete il Salento da difendere, avete i coloni da buttar fuori, avete la ricchezza d'umanità.

Ecco, a proposito di difesa.. dopo questo articolo, vi prego, voi che leggete... non andate in Salento, non invadetelo. Il Salento dev'essere per chi se lo merita.


mercoledì 1 giugno 2016

PALESTINA:LA RIVOLUZIONE DALLA PUGLIA



Sta accadendo questo, anche se giornali e facebook non ne parlano..... e io ne sono coinvolta.
E' per me un onore essere coinvolta in un fatto rivoluzionario, in un “fatto di partigiani”.
Sto per raggiungere la Puglia per la proiezione a Martano di “israele, IL CANCRO”, da questo gruppo di compagni (termine che non uso mai, se non veramente) che sta scrivendo la Storia. Ora ve la racconto..
Quando alcuni giorni fa ho pubblicato la notizia che ci sarebbe stata la proiezione del mio film “israele, IL CANCRO” in Puglia, su facebook, c'è stata da subito la divulgazione da parte dell'hasbara sionista con termini “antisemita, nazista, etc.etc.”. Questo sarebbe già oggetto di denuncia per diffamazione. Tutti quanti hanno visto il film e mi seguono sanno la verità sul film e sulla mia lotta per i diritti umani, che per me la pietà non è selettiva, etc.etc..
Sapevo che la location scelta dagli organizzatori avrebbe causato un incidente politico, perchè il gruppo organizzativo era la sede dell'Anpi di Martano. Non pensavo così però.
Parrebbe che il gruppo Anpi di Martano, Puglia, SIA STATO DIFFIDATO dall'Anpi nazionale tramite il Ministero dell'Interno di fare l'evento a favore dei diritti umani. Conseguenza: IL GRUPPO ANPI DI MARTANO HA STRACCIATO LE TESSERE E L'ANPI DI MARTANO NON ESISTE PIU'.
Altresì, parrebbe che si sia disturbato Emanuele Fiano a far pressioni sul Sindaco di Martano per non far fare l'evento nel paese di Martano.
Quanto sta accadendo da una speranza enorme, la speranza PARTIGIANA.
A questo punto non ha nemmeno più importanza che si proietti il film o no (anche se la proiezione ci sarà comunque, è anche per questo che hanno stracciato le tessere). Ciò che conta in questo fatto è che i nazisti non vogliono che la verità sullo Stato più terrorista al mondo, israele, venga divulgata; MA SOPRATTUTTO il gesto dei compagni di Martano ha stracciato il loro attacco rendendolo vano e scrivendo la storia.
Qualcuno dei compagni si è chiesto “come mai tanta violenza per un film”... E qualcun altro mi ha fatto riflettere sul fatto che il film è uscito in Italia il 18 aprile e ha fatto presentazioni senza alcun problema fino a giugno. Poi, però, io sono stata sparata/rapita/deportata e ho iniziato ad essere presente alle proiezioni, parlando e raccontando... e lì, sono iniziati gli atti nazisti per vietarne la proiezione. Quindi, il problema potrebbe non essere il film....
Aldilà di quest'ultimo aspetto personale, ripeto, ciò che conta, è ciò che sta accadendo.
Compagni di Martano, è per me un onore conoscervi ed essere al vostro fianco per difendere i diritti umani, augurandomi che il vostro gesto sia solo l'inizio per tutti coloro che difendono la Memoria Partigiana, la Storia, la Resistenza; vi ringrazio per esservi sacrificati davanti al nazismo per tutti noi. Sono certa che saranno in molti a voler essere al vostro fianco. I nostri nonni che nascondevano gli ebrei in cantina per salvarli dai nazisti, questa volta, almeno questa volta, non sono morti inutilmente e sono orgogliosi che stiamo cercando di salvare i palestinesi.

venerdì 27 maggio 2016

DOVEVATE AMMAZZARMI



Dovevate ammazzarmi per far vendere 10 mila copie dei miei film.
Dovevate ammazzarmi per far portare i fiori e far nascere un logo.
Dovevate ammazzarmi per non farmi vedere i profughi e rifugiati qui.
Dovevate ammazzarmi per non farmi vivere in questa società morta, apatica, normale.
Dovevate ammazzarmi per non farmi sorridere e piangere di gioia davanti ad una foto in privato due giorni fa.
Dovevate ammazzarmi quando per quella mezz'ora al bordo di quella strada isolata, mi avete fatta sedere con un M16 puntato alla testa, ridendo.
Dovevate ammazzarmi per non farmi godere davanti ai continui messaggi dei sionisti che mi dedicano tanta attenzione.
Dovevate ammazzarmi per non farmi incazzare davanti alla finta presenza dei pro-pal.
Dovevate ammazzarmi per farmi smettere di lottare, di documentare, di essere testimone e d'opposizione.
Dovevate ammazzarmi, amen, sono ancora qui con la mia telecamera come il vostro M16.
Dovevate ammazzarmi e non insegnarmi a lavorare nell'oscurità (buon facebook....).

Dovevate ammazzarmi ed invece mi avete resa più forte e, lunga o corta vita che mi rimanga, sarò sempre antisionista, antirazzista, antifascista, antinazista.

domenica 22 maggio 2016

CHI VENDE LA PALESTINA



Ieri, cercando di avere aggiornamenti sugli scontri a Nablus fra gli shebab di Fatah di Balata e la polizia palestinese, arriva alle mie orecchie un'altra storia.
Intanto vi scrivo subito che l'ex governatore di Nablus, Jbril Rajoub, che era stato sollevato dal suo incarico, tornerà presto al suo posto; era tutta una “mossa” di Mahmuod Abbas per salvargli il culo.
Ma, ieri appunto, mi si apre lo scenario “Ramallah”.....
Circa 15 giorni fa uno shebab è in un bar con amici, di giorno. Va in bagno e quando esce si trova nel bar uno squadrone di mukabarak che lo attendono per prenderlo. Scena da film americano. Credetemi, di giorno, nel pieno centro di Ramallah, una roba così non si è mai vista. Ed, altresì, nessuno lo avrebbe permesso.
Il ragazzo viene portato in prigione con l'accusa di aver offeso Mahmuod Abbas su facebook. Non è l'unico, le prigioni palestinese sono piene in questo momento di palestinesi che avrebbero creato “problemi alla sicurezza del Paese” perchè esprimono la propria opinione sul non-eletto Mahmuod Abbas. Tutti i giorni i mukabarak e l'wucoi prendono shebab e li portano in prigione, oppure li consegnano direttamente agli israeliani. Questa cosa si è intensificata a dismisura negli ultimi due mesi. Accade, quindi, che anche in Palestina, come in Giordania, è vietato scrivere il proprio pensiero su facebook. Anche perchè in Palestina non c'è alcuna legislazione (non essendo uno Stato) e quindi viene applicata un'antica legge giordana. Ma torniamo al ragazzo.....
Lo portano a processo (si può istituire una corte senza legislazione e Stato? Boh!) e il Giudice emette sentenza che deve essere lasciato immediatamente perchè non ci sono prove. I Mukabarak, presenti al processo, invece dicono “no, non lo lasciamo andare”. Ecco cosa succede quando, appunto, non c'è alcuna legislazione: facciamo un processo, c'è una sentenza, ma facciamo il cazzo che vogliamo. Mmmmm mi ricorda israele che fa il cazzo che vuole...
Così il ragazzo viene riportato in prigione e due giorni dopo, quando i mukabarak si allontanano un attimo dalla prigione, i soldati palestinesi presenti lo fanno uscire dalla prigione e lo lasciano andare. Assurdo, vero?
I mukabarak non si erano allontanati per caso... a Ramallah c'è in corso una vera e propria battuta di caccia per una cosa ben specifica: hanno fatto una strada intitolata a Mahmuod Abbas. Nessuno sa dove sia esattamente e la cosa non è stata divulgata. Sembra sia nella zona del palazzo dell'ONU (oltretutto una zona di merda). Ma, uno shebab ha trovato quella strada e ha fatto una foto al cartello stradale alzando il dito medio. Ohhhhh apriti o cielo!!!!! Ora i mukabarak stanno cercando l'autore della foto in tutta Ramallah....
Insomma... l'ANP è l'organizzazione più criminale in Palestina; Re Abdullah di Giordania (che già aveva venduto la Palestina) porta la sua “democrazia” con leggi da regime e i mukabarak; israele ha già chiuso il cerchio e i partiti politici palestinesi fanno i cazzoni in vista di probabili elezioni nelle quali la vittoria del blocco islamico è oramai scontata con uno scenario così.

Alzo il mio dito medio a Mahmuod Abbas, è il minimo che si possa fare.

venerdì 20 maggio 2016

L'ANIMALISMO?



Anni fa ho intrapreso battaglie per difendere gli animali, per il loro rispetto. Per me la pietà non è selettiva, una vittima è una vittima, dopo posso vedere chi è quella vittima, ma il primo sguardo è per la vittima.
Contro lo zoo di Ravenna, contro gli allevamenti, contro il lager di Guberti, maltrattamenti vari, etc. etc. Ecco, quello che vi ho elencato qui d'esempio era per indicare quadrupedi e/o bipedi animali. Difficile, anzi per me impossibile, dimenticare che anche l'uomo è un animale (il più feroce, il più stronzo, il più spietato, il più creativo, il più sognatore, il più loquace; ma sempre animale). Non mi capacitavo, pertanto, quando in Palestina mi sono accorta che moltissimi dei miei contatti o conoscenti avrebbero bruciato o continuato a bruciare i Palestinesi o gli arabi in generale.
E allora mi fermo ed analizzo chi cazzo siete....
Un'area dell'animalismo è formata da sionisti, razzisti, fascisti e nazisti che usano i diritti degli animali per: avere consensi, per infilarsi dentro ai movimenti, per infilare i loro ideali (nazisti, razzisti, fascisti, nazisti) in coloro che si avvicinano per salvare un cane.
La seconda area è, invece, formata da persone che vivono sulla pelle il non rispetto, la violenza, i traumi, la prigionia. Nella maggior parte dei casi, sono situazioni avute da questa società alienante e disumana, altre volte si tratta di orrori vissuti nell'ambiente famigliare. Sono, però, coloro che difendono solo chi ai loro occhi è più debole o inferiore a loro stessi facendo, così, anch'essi una selezione. La prima area si mescola alla prima...
Poi, c'è la terza area: quelli che, appunto, non fanno differenze, si sbattono e lottano non per Argo, Pallino, Mohammed o Mahmuod; ma per Giustizia e Libertà. Quest'ultima area è quella meno diffusa......
Quando ero in Palestina ho visto cose orribili, a volte per mano palestinese, a volte per mano israeliana. Così come ho visto atti di amore e rispetto incredibili verso gli animali da parte dei palestinesi. Insomma, per me vale sempre il discorso che non è che perchè sei palestinese, africano, etc.etc., sei per forza una brava persona. Uno stronzo è uno stronzo.
Ma, visto che gli israeliani e molti di voi sbandierano israele come “paladina dei diritti animali”, vi parlo delle mie esperienze, di ciò che ho visto là.
Caso n. 1) L'asina a Qaryout.
Era su tutte le fonti di stampa, l'asina di Qaryout, Nablus. Così anch'io andai a farle visita per ascoltare la sua storia. L'asina, gravida, stava vicino alla casa del contadino palestinese, ma un giorno aveva fatto qualche passetto in più ed era “sconfinata” in area C, sotto il controllo israeliano. Sono arrivati i soldati israeliani e volevano ammazzarla. Il contadino le si parò davanti, arrivarono anche gli shebab ed alla fine l'asina fu riportata incolume vicino alla casa del contadino. La foto dell'asina circondata dai soldati israeliani fece il giro del web e ci ridemmo sopra.. Purtroppo, una settimana dopo l'asina fu trovata morta, avvelenata. E' un metodo che usano spesso, gli israeliani, per levarsi di torno i palestinesi (animali). ( http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2014/04/qaryut-lasino-terrorista.html ) 
Caso n. 2) la prigione degli animali a Gerico.
Un giorno sono andata nella Jordan Valley da un contadino disperato. I soldati israeliani gli avevano preso i suoi due cammelli, 6 capre, e due cani. Tutto quello che aveva. Questo perchè scorrazzavano liberi, come lo stesso contadino nella Jordan Valley, che dagli accordi di Oslo è diventata “zona militare”. In quel momento ho appreso che gli animali presi dagli israeliani (quelli che non vengono uccisi sul posto) vengono portati in una “prigione per animali”. E' vicino a Gerico. E lì stanno fino a quando il contadino non paga il riscatto per averli. Siccome il prezzo che impongono per riaverli è pari al prezzo di un animale comprato al mercato, anche se il contadino trova i soldi non va a riprendersi l'animale. Questo gli israeliani l'hanno capito ed è un mercato della carne che stanno abbandonando e che viene, invece, incrementato con i prigionieri politici alzando sempre di più il riscatto e rapendo sempre di più i palestinesi (soprattutto i bambini). Quindi, nella maggior parte dei casi gli animali vengono uccisi sul posto, avvelenati o sparati. E nella Jordan Valley capita spessissimo.
Caso n. 3) i pulcini di Madma.
Sulla strada principale di Madma c'era un piccolo allevamento, vuoto. Quell'uomo si era indebitato fino al collo per realizzarlo. Quel giorno arrivarono finalmente i pulcini. Lui vide vicino alla strada un gruppo di coloni, ma non era una novità che i coloni di Barqa e Yhitzar si avvicinano a Madma e agli altri villaggi. Oltretutto la super strada per i coloni israeliani passa proprio lì vicino.
Mise i pulcini dentro all'allevamento e se ne andò, era l'imbrunire.
Solo poche ore dopo il villaggio di Madma fu svegliato dalle voci di allarme degli shebab: c'erano le fiamme, gli avevano dato fuoco. I coloni israeliani avevano tirato molotov all'allevamento e tutti i pulcini (tranne uno) erano morti bruciati vivi.
Andai sul posto, quel giorno.... ( https://www.youtube.com/watch?v=VSlrkSV3ulw ) Era l'inferno. Alcuni pulcini avevano cercato di scavare nel terreno per infilarsi dentro e fuggire alle fiamme. 3499 pulcini bruciati, solo uno era sopravvissuto e la sua foto fece il giro del web. Morì dopo due giorni, intossicato. Qualche mese dopo,a pochi metri da quell'allevamento venne ucciso un ragazzo palestinese di 17 anni dai soldati israeliani. Forse è feroce dirlo, ma mi è tornato in mente quel pulcino morto in agonia.

Ne avrei altri di casi, ma mi fermo qui perchè è già troppo lungo...

ERGO: chi è mostro lo è con chiunque, forse nell'apparenza il mostro fa credere che possa amare una specie, ma nella realtà non è possibile amare una specie ed ucciderne un'altra.

ERGO 2: chi si muove con amore dentro, vuole la libertà per gli esseri viventi. Non l'orrore, non la prigionia, non la morte. Per TUTTI.

domenica 15 maggio 2016

15 MAGGIO, LA NAKBA



  1. Dal racconto diretto di una vecchia palestinese.....mio marito aveva un terreno, faceva il contadino, vivevamo dei prodotto della terra. Come tutti i Palestinesi a quel tempo. Il suo orto era a fianco ad un altro orto, di un ebreo. Avevamo un bellissimo rapporto di amicizia con loro, ci scambiavamo tutto, così come loro e noi facevamo con la Terra stessa. Un giorno, il nostro vicino d'orto arrivò da mio marito e gli disse “vado via da qui, lascio la mia terra perchè sta arrivando il “progetto israele”. Non mi vogliono, mi uccideranno se rimango qui ed uccideranno tutti voi. Questo posto diventerà l'inferno in Terra”.
    Il contadino ebreo se ne andò, lascio la Palestina. Noi siamo rimasti, ma poco tempo dopo iniziarono ad arrivare le notizie di bocca in bocca.. i soldati stanno spingendo tutti via..stanno distruggendo tutti i villaggi, le case, gli ulivi, stanno uccidendo i Palestinesi e prendendo la terra. Erano a pochi km da noi; così decidemmo di nasconderci nelle grotte. Molti Palestinesi lo facevano. Entrammo nella grotta, io e mio marito, e ci restammo per 11 giorni. Sentivamo movimento da fuori, spari. All'undicesimo giorno, dopo un po' di silenzio, decidemmo di uscire. Pensavamo che forse se ne erano andati..
    Quando siamo usciti dalla grotta, davanti a noi la Terra... piena di bandierine di israele. Era la Nakba. Riuscimmo ad arrivare in Giordania su due asini. E ora siamo ancora qui.
  2. (2014) vedo uccidere Nadeen e Mohammed davanti alla prigione di Ofer.

    Ad Ofer, gli shebab, hanno questa particolarità: si mettono la kheffia di Fatah, la bandiera di Hamas e la striscia in testa del Fronte. Non si sono mai fatti infinocchiare dalle divisioni, dai giochi di potere e soprattutto dalle sfilate dei “comitati”. Sono sempre lì, vivono lì, davanti alla prigione di Ofer. Lì sono nati, lì sono cresciuti e lì, molti, trovano la morte.
    E' il 14 maggio, ricorre la Nakba, quando in molti ci raduniamo davanti alla prigione di Ofer a Ramallah. Ho la videocamera e sto riprendendo gli scontri. Un giovane shebab mi guarda mentre mi metto la kheffia rossa e mi dice “hai gli occhi belli”. Lo ringrazio. Lui ha la bandiera di Hamas, ma proprio per come ho detto sopra, per me è semplicemente uno shebab. Pochi secondi dopo udiamo degli spari di proiettili. Gli israelìani hanno sparato a sangue freddo ad uno shebab, giovane (17 anni). E' Nadeen, amico di Mohammed, quello shebab che mi aveva fatto complimento poco prima. Nadeen, con passaporto americano, muore quel giorno da 4 proiettili che l'hanno trafitto al petto. Mohammed lo vede morire, è un suo amico. Passa solo mezz'ora e altri proiettili trafiggono al cuore... Mohammed. Mi avvicino con la videocamera all'ambulanza e vedo la testa di Mohammed, con gli occhi rivolti al contrario, due palle bianche. Mohammed, che mi aveva guardato negli occhi un'ora prima.. ora io guardavo i suoi occhi bianchi, privi di vita. E' morto quel giorno, aveva 16 anni. israele fu messo sotto indagine per aver ucciso Nadeen (passaporto americano), ma tutto fu archiviato come al solito con “errore del soldato che ha usato proiettili veri di sua iniziativa”. Tutte balle, come al solito. Ad Ofer tutti i giorni sparano proiettili veri. Sono testimone, io c'ero.
  3. (2015) mi sparano, sparano al fotografo Nidal.

    Come tutti gli anni, si commemorava la Nakba. Andiamo al checkpoint di Howwara, Nablus. Dico agli shebab “oggi mi voglio divertire”. Cazzo... manco ho fatto in tempo ad arrivarci al checkpoint che gli israeliani avevano già piazzato un cecchino sdraiato sull'asfalto, davanti a noi. Dietro a me ci sono Osai e Zaid, 15 e 16 anni. L'avevo fatto altre volte e non ci ho pensato molto a rifarlo: ho aperto le braccia per fare da scudo.. Sono bionda, occidentale, non sparare cazzo. Ma il cecchino mi tiene di mira, mi sposto veloce in modo orizzontale, ma lui mi segue nel mirino e spara. Aveva mirato al cuore. Ho la sesta di seno, mi ha aiutato quel giorno.. Frazione di secondi nel chiudere le braccia per il male e mi arriva un secondo colpo (non so ancora cosa fosse), di striscio mi prende il braccio sinistro. Abbasso lo sguardo e vedo la mia pelle friggere come le patatine nell'olio bollente e, l'odore.. Ma, nonostante mi sento mancare in quel momento, sorrido. Perchè mi sono resa conto che il risultato non era stato mortale. Mi avevano sparato, ero viva ed intera e non ne avevo più paura. ( video dello sparo al min. 0,53: https://www.youtube.com/watch?v=IhYWERtvjAY ). Sento una persona che mi porta in braccio all'ambulanza. Mi ci caricano e lì vedo che, ferito, c'era il fotografo Nidal Shteye. Quel proiettile che mi aveva preso di striscio al braccio e che mi aveva portato via un pezzo di carne, aveva terminato la sua corsa nella maschera antigas di Nidal, rompendola, e beccandogli l'occhio sinistro.
    Così come seppi dopo che quella persona che mi portava in braccio all'ambulanza, era Jehad. All'arrivo all'ospedale Rafhidia di Nablua, c'è la polizia palestinese... Questa volta non potevo dargli il nome finto (Sofia Loren), perchè sono in troppi lì a conoscermi. E così la mia presenza al checkpoint di Howwara, quel giorno, è ufficiale. E sono cazzi.....che si svilupperanno il mese successivo (ma di questo tornerò a parlare poi).
    Il momento peggiore dello sparo è stato qui, in ospedale. Perchè? Ora ve lo dico, un anno dopo... Perchè lì, ad offrirmi le cure in struttura privata e sborona, a volermi caricare in macchina..sono arrivate le persone dell'autorità palestinese che avevo denunciato pubblicamente in qualche articolo poco tempo prima. Rappresentanti di Fatah, Mr. Jawal (Masri) e altri in divisa. Sono riuscita a svignarmela perchè qualche shebab è arrivato e ha detto “lei è con noi”. Ma lì, avevo capito che il cerchio aveva iniziato a stringersi attorno a me. Due giorni dopo, Masri, mi cerca tramite conoscenze.. mi vuole al suo palazzo. Altro problema.. non posso dire “no” e non posso dire “si”. Me li sentivo addosso e non riuscivo a scrollarmeli dalle spalle.
    Un mese dopo il mio rapimento e deportazione. Nidal Shteye ha perso il 70 % della vista dall'occhio sinistro e non ha lavorato per mesi.
    Nessuno è stato mai riconosciuto colpevole per questo, manco indagato.

Solo 3 storie d'esempio, di tutti i giorni in Palestina, per dirvi che oggi, 16 maggio 2016, sono 68 anni dalla Nakba che non è mai finita.