sabato 18 ottobre 2014

“CULNA GAZA” (siamo tutti Gaza)




Ieri, 17 ottobre era una data storica nella storia Palestinese, ma è stata celebrata nel peggiore dei modi.
Alla vigilia è stato ucciso un bambino di 13 anni che giocava a pallone da israele. Martire. Ma per me i martiri sono stati due. Qualche ora prima la polizia palestinese faceva irruzione ad Al Kahlil e uccideva, con lo stesso metodo di israele, un palestinese di 27 anni. Eppure quest'ultimo non è martire perchè non è stato ucciso da israele, nessuna menzione da martire e soprattutto la sua famiglia non beccherà uno shekel di supporto dall'ANP, cosa che invece fa per i martiri. Su questa vicenda la polizia palestinese si era blindata nel silenzio stampa dichiarando solamente che volevano arrestare dei delinquenti che tiravano molotov e che hanno avuto 7 feriti...... Alla faccia dell'arresto.. sparo dritto al petto. (erano in area C oltretutto) Non è la prima volta, due mesi fa è successo al campo rifugiati Askar di Nablus, in modo identico e anche quella volta dichiararono che era un delinquente senza ben spiegare di che cosa era accusato. Non c'è stupore, qui in Palestina, per fatti come questi. Sapete perchè? Perchè sono solo la punta dell'iceberg di un'oppressione continua da parte dell'ANP. E' veramente difficile scoperchiare questa pentola, ne avevo parlato un po' qui http://www.samanthacomizzoli.blogspot.com/2014/09/la-palestina-sotto-occupazione-economica.html . Ma ieri, 17 ottobre, è stata proprio la polizia palestinese a scoperchiare la pentola, con le loro mani. E quindi iniziamo da qui a far uscire la merda della seconda occupazione della Palestina dalla pentola che loro hanno aperto.
Dopo una settimana di assedio israeliano alla moschea di Al Aqsa con annessa chiusura della stessa per i musulmani davanti ad un processo di giuidizzazione di Gerusalemme, ieri, in tutta la Palestina erano state indette manifestazioni di solidarietà che dovevano iniziare dopo la preghiera delle 13,00.
Io ero a raccogliere le olive e sono arrivata vicino alla piazza di Nablus con un service. Quando sono scesa dal service mi sono trovata davanti i cammion della polizia palestinese dai quali scendevano flotte di polizia palestinese (corpi speciali). Che cazzo succede? Hanno chiuso la piazza di Nablus e vie adiacenti. Non c'era nessun modo di avvicinarsi. Non potendo affrontare gli scontri perchè non posso correre, siamo andate a casa. Ho appreso da internet che lo stesso era avvenuto a Ramallah, Betlemme ed Al Kahlil. Donne picchiate ad Al Kahlil, 20 arrestati a Nablus (dove hanno anche arrestato un fotoreporter e confiscato tutta l'attrezzatura ai media presenti). Questo è stato quello che, ieri, i media non hanno potuto nascondere e hanno divulgato e mi spiace, davvero mi spiace, vedere che le organizzazioni che difendono i diritti umani stiano silenziando tutto. Perchè chi difende i diritti umani non fa distinzioni. A me non interessa se chi li uccide è israeliano, turco, italiano o palestinese, va denunciato e fermato. Ovviamente lo scrivo perchè io non prendo soldi dall'ANP, né mi faccio pagare il bus.
Gli shebab che vengono rapiti da israele, una volta liberi, vengono rapiti dalla polizia palestinese che gli fa rimpiangere la prigione israeliana. Vi giuro, che al momento, non riusciamo a sapere quante sono le prigioni palestinesi, ma soprattutto quante persone ci sono dentro. Ogni giorno c'è la notizia di un nuovo rapito, ma il brutto è che nella maggior parte dei casi non viene data la notizia. E' un muro che parrebbe invalicabile quello della trasparenza dei dati sui prigionieri politici palestinesi nelle prigioni palestinesi. Però, con coloro che dopo un po' escono, si parla e (ovviamente senza fare nomi) quello che mi dicono lo posso scrivere.
Ero presente a Nablus, qualche mese fa, quando israele rilasciò i corpi di tre martiri dal cimitero dei numeri. Un martire era del DFLP, l'altro di Fatah e l'ultimo di Hamas. Dico “l'ultimo” perchè in piazza a Nablus arrivò per ultimo. Io stavo lasciando la piazza perchè volevo seguire il funerale del martire del DFLP (detenuto morto da 20 anni). Quando stavo per uscire dalla piazza, ho trovato la polizia palestinese che bloccava le uscite, ma soprattutto l'UCOI (corpo speciale palestinese). Sono riuscita ad uscire e alle mie spalle.......il finimondo. Era arrivato il feretro del martire di Hamas, sono partite le cariche..così...Hanno praticamente “abbracciato” chi partecipava al funerale. Alcuni di loro si sono sentiti “abbracciati” in modo violento da persone senza uniformi. Sgomenti “chi sei? Cosa voi?” risposta.. “devi venire con me, sei pericoloso”. Arrestarono (rapirono) 70 persone quel giorno che rimasero nelle prigioni palestinesi con una media di 15 giorni. Persone che non sono andate né a scuola né al lavoro per 15 giorni. Persone che sono rimate senza mangiare per giorni perchè ogni sera gli dicevano “tanto domani esci”. E invece rimanevano dentro. Molti di loro venivano portati nella stanza per l'interrogatorio, li lasciavano lì in attesa per ore, e poi venivano riportati in cella. Così nel silenzio. Continuavano a chiedergli perchè fossero in prigione e gli veniva risposto “perchè sei di Hamas, sei pericoloso e stiamo indagando”.
Sono comunque stati fortunati, questo lo dico perchè ad altri non è andata così. Un mio amico ha pubblicato su facebook la foto di Abu Mazen con una critica. E' stato convocato dalla polizia palestinese per interrogatorio.. L'interrogatorio è durato 3 giorni, si è però svolto con lui obbligato a stare su una gamba sola e ogni volta che cedeva e voleva mettere giù l'altra gamba gli arrivava una mazzata nella schiena. Altre persone sono state interrogate sedute sui vetri rotti. Tutti coloro che vengono interrogati mi parlavano di polizia palestinese/ucoi e altre persone nella stanza durante gli interrogatori, ma non sapevamo chi fossero (forse i palestinesi lo sapevano e non volevano dirmelo)..poi qualche giorno fa ho letto questo rapporto accademico https://www.academia.edu/6928226/Who_owns_the_spring_in_Palestine_Rethinking_popular_consent_and_resistance_in_the_context_of_the_Palestinian_State_and_the_Arab_Spring_ e ho trovato “chi sono quelle persone nella stanza durante gli interrogatori”. Sono gli Stati Uniti. E come mai ci sono i servizi segreti degli Stati Uniti dentro alle prigioni palestinesi durante gli interrogatori/tortura?
Questo non è un particolare da poco, è un tassello che vi aiuta a capire che non stiamo parlando di un governo corrotto e di polizia che fa schifo come in qualsiasi altro Paese. Il quadro qui è totalmente diverso: l'ANP lavora totalmente per israele. Gli interrogatori ai palestinesi sono per israele. Anche perchè non ci sono dati ufficiali, però io sono qui e il tempo passa e un po' di medie le posso fare.... L'80% dei palestinesi rapiti dalla P.P. (polizia palestinese) viene detenuto per breve tempo per interrogatorio. Dopo non scatta mai una condanna o un accusa di reato. La motivazione per la quale vengono presi dalla P.P. È perchè appartenenti ad un partito, così suddivisi: 40% Hamas, 40 % PFLP, 18 % Jihad islamica, 2 % Fatah. Attenzione..sto parlando dell'accusa che gli viene rivolta, non che questo sia vero. Moltissime persone vengono prese con l'accusa di essere di Hamas o del PFLP, ma in realtà non lo sono. E quest'ultimo aspetto vede la stessa procedura applicata da israele.
Pensavo che dopo la creazione del Governo Palestinese, qualcosa cambiasse in meglio, visto che Abu Mazen ha creato il Governo con Hamas. Invece no, la situazione è peggiorata e per tutti pure...
Ma, forse, è dipeso molto da Gaza..forse mentre israele la bombardava qualcuno stava già negoziando tutto.
Noi andavamo a manifestare con la maglietta con la scritta “culna Gaza”...siamo tutti Gaza....che ora è da ricostruire. Ecco, un altro punto che va denunciato, perchè fa schifo.
Gaza è stata distrutta da israele. Per ricostruire Gaza il negoziato ha visto al tavolo la partecipazione di Abu Mazen le Nazioni Unite e ...israele. Le Nazioni unite perchè devono mettere i soldi. Indovinate un po' a che accordo sono arrivati: per ricostruire una casa distrutta da israele a Gaza ci vorrà il “benestare israeliano”. La famiglia palestinese che vuole la casa ricostruita dovrà consegnare una modulistica compilata in ogni dettaglio, con tutti i dettagli e carte d'identità dei componenti della famiglia e attendere l'approvazione da israele (che avrà in mano tutto il malloppo di informazioni). Se israele dirà “sì”, l'ANP controllerà tutti i lavori e i movimenti di denaro che riceverà per poi pagare ad israele, questo perchè tutti le aziende che lavoreranno alla ricostruzione devono essere di israele. Quindi, alla fine, Abu Mazen paga per la ricostruzione di Gaza a colui che l'ha distrutta, israele. Durante la ricostruzione della casa, un drone sorveglierà il cantire per controllare che il sacco di cemento venga usato proprio per quella casa. Davanti a tutta questa impeccabile organizzazione, le Nazioni Unite hanno alzato le braccia soddisfatte perchè non dovranno sbattersi. Abu Mazen e israele potranno lavorare tranquilli per ricostruire Gaza.

Capita qui in Palestina che chi scrive report per l'ANP (che poi a sua volta li porta ad israele) vada dai miei amici e gli dica “perchè stai con questi persone straniere....?”.
Allora, vi dico una cosa..... io sono italiana e non è una vita che sono qui..ma l'unica volta che sono stata in un ufficio della polizia palestinese, sapevano già il mio nome prima che mi presentassi. Sono qui per difendere i diritti umani, se non fossi qui a fare tutto ciò che posso, sarei colpevole. Non faccio, come ho già detto, distinzioni nella denuncia e nemmeno nella vittima. Sto dalla parte delle vittime, sempre. Quando ero a quel funerale di Hamas facevo parte di un'organizzazione “per i diritti umani” che ha scelto di non dare quella notizia e che ha deciso di non andare al funerale successivo a Jenin dove c'era un palestinese ucciso dalla polizia palestinese.
Guarderò questa volta chi condividerà questo articolo, perchè chi dice di supportare la Palestina ed di essere contro l'occupazione e non denuncia ciò che sta accadendo per mano dell'ANP ha fatto una scelta: stare con israele, stare con i nazisti. Quindi, io con voi, non voglio avere a che fare. Non vi parlo nemmeno così come non parlo con i soldati israeliani.

Lo ribadisco: la Palestina è sotto 3 occupazioni, quella di israele, quella dell'ANP e quella del mostro economico creato dai primi due mostri. Il popolo Palestinese è vittima 3 volte.

venerdì 17 ottobre 2014

Raccolta delle olive...

Assira al Qabilja ed Azzoun




Burin per Ghassan Najjar, prigioniero politico

martedì 14 ottobre 2014

BRUCIATA LA MOSCHEA DI AQRABA



C'è l'odore dell'inferno questa mattina ad Aqraba, Nablus. Durante la notte i coloni israeliani hanno bruciato la Moschea di questo villaggio.
E' bruciata parzialmente perchè le persone sono accorse ed hanno spento il fuoco. Sulle pareti scritte in ebraico che “ricordano” Meir Kahane, estremista ebreo sionista fondatore del movimento Kach per l'eliminazione degli arabi.
Kach fu ucciso negli Stati Uniti, da alcuni Palestinesi. L'attacco di questa notte parrebbe essere partito dall'insediamento illegale di Bracha.
Dai coloni ho visto bruciare di tutto: due allevamenti (uno di pulcini e uno di conigli), un'altra Moschea, case, auto, ulivi, molti ulivi. E non posso dimenticare che hanno bruciato vivo Mohammed di Shuf'at, Gerusalemme.
L'ho scritto più volte: io non sono religiosa, ma se devo identificarli con una parola, per me loro, sono l'anticristo.


VIDEO DI MESI FA SULL'ALLEVAMENTO DI PULCINI BRUCIATO:

venerdì 10 ottobre 2014

YOUNES E IL GOVERNATORE (aggiornamento)


Non avevo più scritto aggiornamenti su Younes (nemmeno delle donazioni che stavano arrivando). C'era un motivo, perchè stavamo aspettando delle risposte...
L'aspetto più urgente per Younes era che iniziasse al più presto la cura presso Aburaya, il medico che l'aveva operato aveva usato la parola “immediatamente”. Peccato che nel frattempo siano passati più di due mesi e Aburaya continuava a non dare risposta di accettazione di ricovero a Younes.
Una settimana fa Palestine TV è andata da Younes, ed Hassan ha spiegato la sua situazione:
  • urgenza delle cure ad Aburaya
  • situazione di povertà estrema (casa fatiscente e mancanza di ogni cosa)
  • impossibilità di andare all'università

Voglio ricordare che Younes è sua una sedia a rotelle, a 17 anni, perchè l'8 di agosto ha partecipato ad una manifestazione in solidarietà a Gaza, per difendere i diritti umani; e i soldati israeliani gli hanno sparato alla schiena.
Ebbene, il servizio di Palestine TV ha portato il Governatore di Qalquilja con tutto il suo staff a casa di Younes. Il Governatore era molto arrabbiato perchè non sapeva nulla, nessuno lo aveva informato e sapete com'è....... non è bello che nella sua area ci sia un eroe abbandonato nella merda, sotto la sua responsabilità...
Così il Governatore di Qalquilja ha detto che provvederà ad ogni necessità per Younes: le cure, la scuola, i vestiti e anche la casa.
Al momento, un tecnico è venuto a prendere le misure della stanza al piano terra per poter costruire un bagno per Younes e gli hanno regalato una maglietta e un pantalone nuovi.
La cosa però che cambia lo scenario per la nostra campagna è che sabato Younes dovrebbe entrare nella clinica di Aburaya per iniziare la cura che durerà dai 4 ai 6 mesi.
Ora:
Noi abbiamo lanciato una raccolta fondi per mettere internet in casa di Younes, per comperargli uno smartphone, dei vestiti, per mandarlo a scuola e per aggiustare un po' la casa. Sapevamo fin dall'inizio che non saremmo mai riusciti ad assolvere a tutto. Luca Bauccio ci ha inviato i soldi per internet e sono arrivate altre donazioni per lo smartphone.
Al momento abbiamo installato internet in casa di Younes e pagato i primi due mesi, non abbiamo pagato più mesi perchè sapevamo che se va nella clinica non c'è a casa per usare internet.
Ma, a malincuore, devo comunicarvi che le donazioni al momento sono messe così:
  • rimanenza donazione per internet di Luca Bauccio: 35 euro (pari a un altro mese di internet)
  • altre donazioni per lo smartphone: 125 euro

Ringrazio coloro che hanno inviato per supportare Younes, ma come potete vedere siamo ancora molto lontani. So benissimo che in Italia si pagano le tasse e che la situazione economica è pessima per la maggior parte di voi. Non faccio appello alle associazioni pro-palestina perchè ho già visto che non hanno mai inviato un euro..... Non spero nel Governatore di Qalquilja. Che vi devo dire...? Niente, facciamo che dite qualcosa voi per favore?



mercoledì 8 ottobre 2014

L'IKEA (SVEZIA) RICONOSCE IL GHETTO PALESTINESE



Sono giorni che attraverso facebook le persone mi inviano link della “notiziona”..La Svezia riconosce lo Stato di Palestina..... Oggi mi è arrivato un messaggio che mi chiedeva di firmare affinchè il Governo italiano facesse lo stesso passo. Vorrei trovare un'espressione più diplomatica, ma questa storia mi ha stracciato le palle, davvero, e ancor di più chi è in contatto con me via facebook e dimostra di NON LEGGERE QUELLO CHE SCRIVO O FILMO.
  1. Di quale Stato sta parlando la Svezia? Cioè..dove sono i confini e chi li controlla? L'ANP non riesce nemmeno ad avere il controllo su un villaggio come Assira o Awarta o Howara, dico...su un villaggio. Per entrare a Gerusalemme ci vuole il visto, per andare a Gaza da qui peggio ancora....
  2. Tutta l'economia della Palestina è in mano ad israele, quindi a meno ché non si parli di una nuova forma di stato del tipo matrioska, cioè di uno staterello dentro allo stato padrone....e comunque sarebbe solo una regione di quello stato; non si capisce davvero come possa esserci lo stato di Palestina. Forse, si intendono i “ghetti” nei quali viviamo e dove israele fa quello che vuole?
  3. Ho già scritto che la Palestina è sotto 3 occupazioni: israele, l'Autorità nazionale Palestinese e per ultimo il mostro economico creato dai primi due.
Ma, sono proprio le parole del primo ministro di Svezia, Stefan Loefven, che dovrebbero aprirvi il cranio in due e farvi vomitare:
Il conflitto tra Israele e Palestina può essere risolto solo con la soluzione di due Stati negoziata in conformità con il diritto internazionale.

Il “conflitto”? Non c'è nessun conflitto, non c'è mai stato. Qui c'è un gruppo nazista militare che OCCUPA un altro popolo compiendo un GENOCIDIO. Se ometti e nascondi questo, assolvi di fatto i nazisti da uno dei più grandi crimini della storia, il genocidio del popolo palestinese. Altro segnale di grossolana complicità...: i due Stati.. Questo significa che la Svezia riconosce ad israele il diritto di esistere. Stiamo parlando, devo ricordarlo a questo punto, che israele è uno “stato” costruito attraverso la violenza del sionismo, che viola la religione ebraica, che ha rubato terra, diritto, libertà e ogni tipo di fonte al popolo palestinese. Questo non può chiamarsi “stato”, ha solo un nome: gruppo terroristico nazista. Immaginate se in Italia, avessero riconosciuto a Mussolini uno Stato di ¾ regioni e poi, dopo cent'anni, la Svezia avesse riconosciuto al resto del Paese di chiamarsi Italia. Ma di che cazzo state parlando?

E ancora.. “Una soluzione di due Stati richiede il mutuo riconoscimento e la volontà di convivenza pacifica”.
Ieri ero su un taxi, con la mia collega e il taxista. Arrivate alla rotonda di Howara, un colono di circa 17 anni ci ha sputato dentro ai finestrini. In un altro villaggio i coloni israeliani hanno massacrato un contadino che stava raccogliendo le sue olive. E così via...la moschea di Al Aqsa chiusa per i musulmani a suon di spari sui fedeli. Posto, ogni giorno, notizie di episodi di violenza immonda da parte di israele (coloni e soldati) sul popolo palestinese o comunque su chi non sia israeliano. La “convivenza pacifica” sta per “facciamo pace”? Come quando avevamo 4 anni e il mio amichetto mi rapiva la barbie? Perchè mi sembra che siamo a questo livello..e non fa ridere se si pensa a quanti stanno morendo qui e a quanti sono sotto tortura nelle prigioni, i 7000 prigionieri politici...
Appunto, non fa ridere, fa stracciare le palle, la Svezia, l'ikea che voi postate.....
La stessa commedia dell'Unione Europea che condanna la costruzione del mega insediamento vicino a Gerusalemme... E tutti gli altri insediamenti? Sono stati già condannati, vero? E....?

Chi supporta e porta avanti azioni così cancella (commettendo un crimine contro l'umanità) tutti i crimini commessi da israele. E' un complice.
Prima di riconoscere lo “Stato di Palestina” va riconosciuto israele colpevole di genocidio del popolo palestinese e va spazzato via da una terra che occupa con la violenza nazista militare e attraverso leggi militari che lui stesso ha fatto ed applica. Vanno rilasciati i 7000 prigionieri politici palestinesi, prima i bambini. Va dato il diritto al ritorno a tutti i palestinesi rifugiati fuori dalla Palestina. Va abbattuto il muro dell'apartheid, tutti i checkpoint e demoliti tutti gli insediamenti illegali. Insomma, va di fatto fermato il nazismo.
Dopo aver fatto tutto questo ci si può mettere a tavolino a discutere dello “Stato di Palestina”, dei confini (che a me non interessano), ma che in origine andavano dall'Egitto alla Siria e che ora stanno invece diventando il “Regno di Sion”.

Ma chi potrebbe mettersi a tavolino dopo passi così, non è sicuramente Abu Mazen, che occupa la Palestina attraverso una rete che nemmeno israele aveva organizzato, o forse no, forse è un'altra creazione dello stesso mostro. Sono certa che Abbas avrà un altro splendido palazzo, a Stoccolma e che le organizzazioni pro-palestina festeggeranno il secondo Stato (perchè a questo punto il primo è israele e la Palestina viene dopo..) con sfilate e ovazioni di vittoria. Buon selfie a voi tutti, noi prendiamo la merda qui.

lunedì 6 ottobre 2014

LA RESISTENZA: ANAS



Anas è stato rilasciato circa due settimana fa da israele. Fu accolto con una gran festa a Nablus. Quando lessi su di lui una breve nota, mi si spaccò il cuore e chiesi ad un amico di presentarmelo per fargli un'intervista. Non era una cosa semplice, ma accettò.
Anas è stato rapito da israele 3 volte e altre 7 volte dalla polizia palestinese. La prima volta è stato nel 2008, da allora è quasi sempre stato in prigione/i. Le modalità dell'arresto le sentirete nel video allegato.
Quando israele lo rapì la prima volta lo fece attraverso i servizi segreti. Lui diede una confessione che ribadì poi in seguito, fu rilasciata sotto pesante tortura. Da allora continuò a negare ogni accusa e da allora, tutta la prigionia che si è fatto, è stata in detenzione amministrativa. Cioè senza reato né processo. Quasi 5 anni della sua vita passati in cella e con ufficiosamente una ragione: perchè è di Hamas. A me non interessa se è di Hamas, di Fatah o del PFLP. Per me è un uomo, una vittima ed un eroe della Resistenza.
Anas mi racconta che ogni volta che si avvicinava la scadenza dei 6 mesi di detenzione amministrativa, gli veniva rinnovata. Non sapeva mai quando sarebbe uscito. Molti di quei mesi li stava passando in cella d'isolamento. Ed ecco una svolta: decide di intraprendere uno sciopero della fame. Con altri 3 prigionieri iniziano a scioperare se non gli verranno migliorate le condizioni in prigione. Dopo pochi giorni, Anas, vince. Viene tolto dalla cella d'isolamento e messo in una cella normale. Dopo un paio di mesi tutti i prigionieri politici in detenzione amministrativa intraprendono lo sciopero della fame ed inizia il famoso periodo dei 62 giorni ad acqua e sale.
Anas mi dice che in quel periodo era una vera e propria guerra dentro alle prigioni. Israele cercava in tutti i modi di punire i prigionieri che scioperavano: raid notturni nelle celle, ispezioni corporali e violenze psicologiche. Tolsero l'ora d'aria a tutti i prigionieri e gli imposero una multa perchè non mangiavano.
I prigionieri stavano (e stanno) vivendo una vita miserabile e il loro pensiero è alle loro famiglie che sono fuori, così decidono di rischiare il tutto per tutto per porre fine a quella vita. Anas fu portato in ospedale dopo 30 giorni, altri poco dopo. I muscoli non erano più nutriti da tempo ed alcuni prigionieri avevano iniziato a vomitare sangue. Anas mi dice che dall'ospedale sentivano le voci delle persone fuori che li supportavano e gli davano forza. Prima di iniziare lo sciopero avevano molti canali televisivi in prigione e da lì potevano apprendere le notizie di cosa accadeva fuori. Quando, però, iniziarono lo sciopero gli israeliani gli tolsero tutti i canali e ne lasciarono solo 3: israeliani.
Si fermarono dopo 62 giorni per la notizia dei 3 coloni rapiti. Da quel momento nelle prigioni era un massacro ai prigionieri da parte di israele. Gli scioperanti erano sfiniti e la violenza israeliana era non più sopportabile. Anas doveva lasciare la prigione dopo poche settimane, ma israele iniziò a bombardare Gaza, così, siccome dissero che non avevano tempo di occuparsi di lui...rimandarono ancora.
Anas mi dice che la libertà è tutto, se muore la libertà l'umanità ha perso.
La mamma e il fratello di Anas sono stati uccisi da israele durante la seconda intifada, sono martiri. Ma tutto questo non sembra interessare la polizia palestinese che rapisce Anas ben 7 volte. Su cosa ha fatto la polizia palestinese lo sentirete dalla voce di Anas nel video......Le motivazioni sono le stesse israeliane “perchè questa famiglia ha sempre avuto figli dei figli della Resistenza”. Servire e difendere la Palestina e i diritti umani parrebbe sia diventato motivo di rapimento anche per la polizia palestinese....

Anas mi dice che ora da giorni israele gli sta telefonando e gli dice “verremo a prenderti ancora”.


Per me è stato un onore intervistare Anas, spero che il video rimanga a tutti come importante documentazione di un prigioniero politico in detenzione amministrativa per aver difeso i diritti umani del suo popolo occupato dai nazisti israeliani.

domenica 5 ottobre 2014

LE SENTINELLE DELLA MINCHIA



Da due giorni su facebook vedo foto ed articoli su questa iniziativa di “sentinelle che pregano contro i gay” nelle piazze italiane, da Torino a Napoli. Perchè?
Perchè queste persone hanno la necessità di fare un'azione così? Non c'è la necessità, hanno già vinto: la nostra società E'omofobica/razzista.
Hanno lavorato anni nella manipolazione della società per distruggere il concetto di “amore”, facendoci diventare dei mostri.
L'amore è diventato il solo rapporto sessuale (per loro), l'accoppiamento primario. Per loro non esiste il dialogo fra due persone, il prendersi cura di una persona, una passeggiata, ridere e piangere con una persona. Per loro tutto questo non esiste e riducono tutto all'atto sessuale. Questo status mentale, per me, nasce dalla repressione. Voglio dire..se uno è libero pensa liberamente per la volontà degli altri. Se uno “ama”, lascia che anche gli altri “amino”.
E parto proprio dall'immagine che ho allegato...... del primo rivoluzionario della storia. Ho fatto la sua conoscenza prima attraverso la tentata manipolazione della società e poi da sola, leggendo i vangeli. Il vangelo secondo Matteo, soprattutto. Dove ci sono alcune verità poi state manipolate. Del tipo: Gesù era ebreo ed è stato ucciso dai Palestinesi.... Falso, (anche se non cambia il valore dell'uccisione) è il contrario e nel vangelo secondo Matteo, Gesù è cosciente di essere oramai accerchiato da loro e studia, non come salvarsi perchè è consapevole della fine che farà, ma come avere più tempo per far crescere la coscienza nelle persone. Altra manipolazione: l'agnello pasquale....forse dimenticata l'immagine e le parole di Gesù, che rispettava ed amava gli animali e non ha mai parlato di tradizione pasquale nell'uccidere l'agnello (questo nasce dalla pasqua ebraica).
Ma aldilà di queste due non verità che ho citato, è il concetto di amore che è stato manipolato.
L'amore inteso come possesso, come identificazione patriarcale di potere e di controllo che sfocia nella generazione della prole. Tutto ridotto ai minimi termini o ridotto in canali dai quali non si deve uscire.
Io posso amare un uomo, una donna, 10 uomini, 18 donne, un pesce palla, un cane, un salice piangente o una sedia e tutto questo senza chiedere nulla in cambio, perchè se dentro ho amore, ce l'ho e basta, senza condizioni o dettàmi. Questa condizione, lo ripeto, nasce dalla libertà. Gesù era un uomo libero ed amava, questa era la sua arma. “io non porto la pace, porto la spada”. Certo, perchè in una società che vive nell'”essere mostri”, la bellezza dell'amore è massacrante.
Sinceramente, io non so cosa dire a questi che vanno nelle piazze a pregare contro gay e lesbiche, sono dei mostri e io con i mostri non parlo.
Un giorno a Gerusalemme c'era il gay-pride, vicino al corteo c'era un uomo che protestava contro i gay. Disse “sapete il piccolo Mohammed, il bambino di Shuf'at che è stato rapito, torturato, bruciato e ucciso? E' successo perchè era gay”....
Ecco, che questo basti per capire che cosa sono i mostri e quanto siano lontani dall'essere umani.
Lo so che questo non ha nulla a che vedere con i report dalla Palestina, ma ogni volta che si distruggono i diritti umani, l'amore e la bellezza, mi va di scrivere.



lunedì 29 settembre 2014

LA PALESTINA SOTTO OCCUPAZIONE (ECONOMICA)

LA PALESTINA SOTTO OCCUPAZIONE (ECONOMICA)
“we know how he feels”

Quest'articolo non verrà né letto né divulgato da molti, come invece altri articoli che ho scritto. Perchè non parlo di spari, soldati, scontri in strada, muro dell'apartheid, etc. etc. verso i quali tutti (anche la sionistra) possono schierarsi ed esprimere due parole messe in croce.

Ieri ho scritto su facebook una verità, che tutti sanno qui, ma nessuno scrive:
“la Palestina è sotto 3 occupazioni:
  • l'occupazione militare israeliana
  • l'occupazione dell'Autorità Nazionale Palestinese
  • l'occupazione economica creata dai mostri al punto 1 e 2
Non so quale delle tre sia la peggiore”

Volevo, quasi quasi, fermarmi lì per un motivo ben preciso: in questo momento non posso correre, quindi non posso scappare. E se temo di non poter scappare di notte nel caso arrivassero i soldati nazisti israeliani, figuriamoci di giorno...dalla polizia palestinese che piazza amici e vicini di casa a scrivere report e a curarti su facebook.
Questa mattina però, ho letto questo di Paolo Barnard http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=948 e mi sono girate parecchio le palle. Io e G. abbiamo commentato “We know how he feels”. Sì ok, però visto che chi legge continua a fare martiri, beh allora martire per martire almeno che la verità rimanga scritta. Forse, un giorno nella storia futura ci sarà della “gente” che dirà “coglioni, falsi ed ipocriti chi viveva in quel periodo storico, qualcuno li aveva informati e loro hanno continuato ad andare in piazza contro dei burattini e a dire che avevano la speranza in tasca”.
Allora inizio con questo mio a scrivervi perchè io e G. stiamo andando verso l'autodistruzione. Ed inizio con una storia di questi giorni.
Villaggio di Asira, Nablus. Era un villaggio ridente sulla cima di una collina, ma un giorno arrivò israele e si prese la cima della collina, lasciando agli abitanti solo una fetta e dicendogli che dovevano andarsene anche da quella fetta perchè era diventata “area C”, cioè sotto il controllo israeliano. Sulla cima ci costruirono un insediamento israeliano illegale, Ithzar, dove misero, oltretutto, gli avanzi di galere israeliane. Ma su quella cima, c'era anche il pozzo dell'acqua del villaggio, che si presero. Da 10 anni i Palestinesi di Asira sono senz'acqua, ma ecco la svolta: arriva USAID assieme all'ANP e fanno partire un progetto per PORTARE l'acqua da quel pozzo rubato alla fetta di villaggio dove ci sono i Palestinesi. E' USAID, quindi sono gli “amici” americani che pagano come donazione. Questo accade nel 2012. Dopo due anni di lavori interminabili con tutte le conseguenze di disturbo in un villaggio che ha strade larghe quanto il corridoio di casa mia, un mese fa circa....viene annunciata in pompa magna l'inaugurazione per la metà del mese. Ovviamente le famiglie palestinesi che stanno per finire, ho hanno finito, la tanica dell'acqua; non la comprano e preferiscono aspettare che arrivi finalmente l'acqua dai tubi. Attenzione però, c'è un piccolissimo dettaglio: se vogliono l'allacciamento con la tubatura principale devono pagare. La cifra da pagare è a seconda della locazione della casa, quelli più lontani pagano di più, ma la media è di 2000 shekel per famiglia. Ahia...... dove li trova una famiglia di un villaggio palestinese 2000 shekel? Alcuni, pertanto, non si allacciano perchè non possono pagare.
Arriva il giorno dell'inaugurazione, arrivano 26 macchine blindo fra USA e ANP, poi tanto per gradire al taglio del nastro si aggiungono anche i soldati israeliani. I palestinesi del villaggio tutti chiusi in casa, perchè sanno chi c'è lì fuori.... Aprono l'acqua e dicono di non usare la prima che arriva perchè non è buona. Nel frattempo la cerimonia finisce e vanno tutti via. E' passata un'ora e …...dai tubi non esce più una goccia d'acqua. Gli abitanti vanno presso la sede del Comune (ANP) a protestare. Dopo varie verifiche si accorgono che le pendenze sono sbagliate e devono rifare dei lavori. I Palestinesi ricomperano le taniche d'acqua e sperano inizi a piovere presto.
Ma aldilà delle “pendenze”..prima osservazione: è USAID, una donazione, quindi perchè devono pagare per allacciare i tubi? Ma soprattutto..seconda osservazione: quell'acqua lì è dei palestinesi, che gli è stata rubata, poi è arrivato un terzo per “donargliela” assieme a chi gestirà il tutto e assieme a chi gliel'ha rubata?
Durante i 52 giorni dei bombardamenti su Gaza, è uscita una notizia: israele ha trovato un giacimento di gas, in Palestina, sapete chi è (in questo momento) sulla lista, il primo acquirente? L'ANP, che lo rivenderà ai Palestinesi. Cioè lo rivende a chi l'ha rubato.
Queste però sono ancora noccioline a confronto di altri fatti......
Io e G, un giorno, abbiamo scoperto che un terreno edificabile a Ramallah (città per eccellenza dell'ANP) costa la metà di un terreno a New York o Parigi, ed un terzo rispetto a Berlino.http://www.middleeasteye.net/in-depth/features/palestine-s-other-land-war-1213915354
Stiamo parlando di Ramallah, dove non c'è un cazzo, ma soprattutto sei un ghetto sotto occupazione militare nazista israeliana e dove, per raggiungerla, ci metti ore perchè devi passare i checkpoint. Chi li ha fatti questi prezzi?
Beh, ma i vari “Ministeri”, ministeri di uno Stato che non esiste; così come fanno i prezzi del pollame o dell'olio. Quel pollo e quell'olio che o sei un contadino e te li fai, o se non lo sei non te li puoi più permettere. Questo perchè anni fa ti hanno tolto la terra, il lavoro e il futuro non implementando con altro tipo di lavoro.
Ma torniamo alla terra e alle case..... Torno su Rawabi, un mostro Palestinese, o forse non proprio autoctono....
Rawabi, sulla strada fra Nablus e Ramallah, è il primo “insediamento palestinese”, ne avevo già parlato; ma quest'articolo mi da non poche notizie della sua mostruosità: http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/09/rawabi-city-west-bank-accusation-partnership-israel.html#
Lo stesso architetto che ha disegnato l'insediamento illegale vicino a Bil'in ha disegnato Rawabi. Lo spot televisivo per vendere appartamenti a Rawabi è tristemente falso: mostra una famiglia di carnagione chiara (senza velo la donna), con figli stile “mulino Bianco” che vivono in uno di questo appartamenti stile europeo. Io vedo, quelle donne di Asira, che vivono con i loro 25 famigliari in due stanze senz'acqua. Dov'è la gente che si vede nello spot di Rawabi? Chi sono? A chi è indirizzato questo mostro?
E' indirizzato a chi vive e lavora a Ramallah, a chi può permettersi di comperare un appartamento con quel costo e fa una “happy life” perchè è per la normalizzazione dell'occupazione. Rawabi è per l'ANP, infatti non svilupperà l'economia della Palestina perchè non c'è un negozio al suo interno, non c'è una fabbrica e chi ha investito per costruirla non è Palestinese (nell'articolo che ho linkato trovate i dettagli agghiacciati). Chiaramente a Rawabi c'è acqua, gas e luce...niente taniche.
“Nessun sviluppo economico e controllo di ogni tipo di aiuto esterno per il suo sviluppo”....questo è l'aspetto che continuo a trovarmi davanti al naso. Beh, ma allora i “prodotti palestinesi” che si cerca di incentivare tramite il boicottaggio di quelli israeliani? Ecco..arriviamo alla nota dolente per molti che credono in questo modo di “fregare” israele.... Un anno fa ho scattato una foto in un cortile di una casa di Nablu. Contenitori di plastica di prodotto per le pulizie di casa, sopra c'è l'etichettatura che sono palestinesi. Sono vuote e vengono riempite in Giordania, con il liquido per lavare i pavimenti o il cesso, israeliano. Ma davanti ad una famiglia, povera, del centro di Nablus uno può anche capire....ma davanti alle industrie israeliane che hanno aperto negli insediamenti illegali (quindi su terreno rubato alla Palestina) uno fa entrare in gioco il BOICOTTAGGIO. Però, guarda caso, anche loro stanno facendo la stessa cosa “made in Palestine”. Ci aggiungiamo poi, il “corridoio economico” che Abu Mazen sta costruendo in questi giorni per far passare i prodotti da israele alla Giordania e per poi rivenderli in Palestina o esportarli.
Anche gli aiuti economici hanno un corridoio dell'ANP, tutto deve passare sotto il loro controllo. E arriviamo alla ri-costruzione di Gaza...
Al primo giorno di tregua lessi la notizia che a camminare fra le macerie e a trattare per la sua ricostruzione era già arrivato il Qatar (gli stessi di Rawabi), ma è al tavolo dei negoziati che la manovra non è stata nemmeno nascosta un po' vergogna: Abu Mazen chiede alla comunità internazionale di ricostruire Gaza. No, scusa.....israele distrugge Gaza e tu, Abu Mazen che dovresti essere in piena opposizione, non gli dici “mò la ricostruisci”, ma chiedi a terzi di costruirla? Perchè? Troppo avventato vero? Porterebbe a rompere i rapporti che ci sono e che non sono, evidentemente, di opposizione. In più... se arriveranno aiuti economici internazionali l'ANP ne avrà pieno controllo e potrà disporne come ha sempre fatto. Ecco allora che i palazzi residenziali per pochi, continueranno a crescere e di ospedali non se ne vedrà mai l'ombra.
Ah, gli ospedali in Palestina..... Questo l'ho scoperto anche sulla mia pelle....
Vengo ferita ad Ofer (Ramallah) quindi vengo portata all'ospedale di Ramallah con codice “HBS” (heat by soldiers) questo prevede che io non debba pagare nulla, bene. Però... all'ospedale di Ramallah mi fanno solo una lastra alle ossa e poi mi dicono “non hai nulla di rotto, è una distorsione e puoi camminare”. Non mi fanno la risonanza perchè sarebbe a carico dell'ANP.... Arrivo a Nablus e gli amici Palestinesi mi dicono di andare al più presto in un altro ospedale a fare una risonanza magnetica, ma al Rafhidia Hospital di Nablus non c'è la risonanza magnetica così mi tocca andare in una clinica privata. Nella clinica privata mi dicono che in quanto “privata” devo pagare tutto. Così pago 25 shekel per la visita e poi mi chiedono 1200 shekel per la risonanza magnetica. Non ce li ho così mi metto quasi a piangere e mi fanno uno sconto. La pago 800 shekel. Darà risultato di emorragia interna, femore danneggiato e legamento crociato danneggiato, così mi dicono che devo mettere un tutore in ferro, costo 175 shekel. Io, questi soldi li avevo perchè me li avete mandati voi che mi leggete, ma i Palestinesi? No, e allora ti trovi persone non curate, shebab che non camminano più, bambini che muoiono perchè non hanno cure. Nessuna vergogna per chi sta scegliendo le piastrelle per Rawabi? Sono vostri fratelli cazzo....sono Palestinesi.
Ma, i Palestinesi che vivono in una stanza senz'acqua non possono scriverlo quest'articolo, questa realtà. Sapete perchè? Perchè dopo un giorno arriva l'intelligence dell'ANP, che si chiama UCOI, e li rapisce. Li porta in una prigione orrenda che c'è qui a Nablus e, anche solo per solo per aver pubblicato una foto di Abu Mazen con critica su facebook, vengono torturati per giorni. Oppure vengono rapiti dalla polizia palestinese, rilasciati e segnalati ad israele che se li viene a prendere senza accusa di reato e li trattiene per anni in prigione in detenzione amministrativa.
Quindi, a tutti quelli che mi dicono “non scriverle tu queste cose, sono cose fra palestinesi, lascia che siano loro a scriverle...” bel giochino che fate, vorrei scrivere chi paga il vostro stipendio di “volontariato per i diritti umani” ( e lo farò). Lo sapete, vero, che davanti a tutto questo, se faccio da scudo umano non servirà ad una cippa?
Badate bene, non sto parlando di un Governo corrotto così come in tutti gli altri Stati su questo pianeta, sto parlando di collaborazione con i nazisti nell'unico Paese sotto occupazione che non è uno Stato dove lasciano passare 4 notizie in croce sulla violenza militare per nascondere la violenza economica che hanno creato e chi ne giova. E' una situazione unica al mondo.
Io e G. abbiamo due facce come pietre, il fiato lungo, ma il terreno corto perchè oramai ce ne hanno lasciato poco. Le nostre facce sono come pietre e non ci ricordiamo più il numero dei martiri che abbiamo visto. E' grave. Viviamo in Palestina, senza soldi, dormiamo per terra e mangiamo del riso. Intorno a noi un popolo di “attivisti” che fa selfie con i gas lacrimogeni.

Paolo, ho visto il video de “la gabbia” di due giorni fa, ho visto i tuoi occhi e la tua faccia. Io e G. ti abbracciamo, da qui, con gli occhi lucidi, anche se non cambia nulla.

domenica 28 settembre 2014

FATE PACE?

Non sono capace di scrivere slogan, nè frasi fatte, nè cose in cui non credo. Non mi è mai interessato trovare consenso in quello che scrivo, mi interessa solo scrivere la verità. Ogni volta che leggo falsità o ipocrisie, sto male e reagisco male, reagisco sparando (con la penna o con la video..). Siccome il primo sparo con il video di che cosa FA la RESISTENZA PALESTINESE non basta per le troppe zucche vuote/vendute..sparo ancora.
La Palestina è sotto 3 occupazioni:
1) l'occupazione nazista militare israeliana
2) l'occupazione dell'Autorità nazionale Palestinese
3) l'occupazione economica creata dai mostri punto 1 e 2.
Non so quale delle 3 sia la peggiore. Adesso fate pace se avete litigato con il vicino di casa.....

FIGLI DELLA RESISTENZA


Nablus, Arabya Specialized Hospital. Una Donna di Tulkarem ha dato alla luce due gemelli maschi. Sono i figli di un prigioniero politico Palestinese. Israele l'ha condannato a 3 ergastoli....
Questa è già una famiglia con due figlie, ma il sogno è di avere un figlio maschio, che porti avanti la lotta, la Resistenza e la continuità del nome della famiglia.
Inutile dire che israele non concede alcuna visita di contatto, oramai non concede nemmeno più le visite. E allora..inizia la storia …. Lo sperma del padre viene messo in una capsula, in mezzo al cioccolato, che viene ingoiata da un prigioniero che sta uscendo dalla prigione.
Lo sperma arriva in una clinica privata di Nablus che effettua la prova del DNA. Da qui arriva a questo ospedale specializzato che esegue la fecondazione in vitro. Questa famiglia non pagherà uno shekel, è tutto pagato dall'ospedale; in nome della Resistenza, dei diritti umani e del Popolo Palestinese.
Non avrà mai fine il Popolo Palestinese, nemmeno con il genocidio che israele sta perpetrando.
Questa Donna, forte, alleverà i due figli maschi senza il padre, che non vedrà mai i suoi figli, ma forse l'idea che siano nati gli darà la forza per sopportare vita e morte in una cella in mano ai nazisti.
Chissà questa Donna durante i 9 mesi con quale paura ha vissuto che i nazisti scoprissero tutto. E' forte, molto forte.
Parliamo con il Responsabile dell'ospedale, Mohammed Qabalan, che ci spiega, appunto, come hanno fatto ad avere lo sperma.
Il padre, in questo caso, Atta Abdul Ghani è stato preso il 30 \ 10 \ 2002 e condannato a 3 ergastoli, e soffre di diabete, oltre al fatto che durante l'arresto gli hanno sparato e non è mai stato curato. La moglie, Rola Abdul Ghani ha incoraggiato le altre mogli dei prigionieri politici Palestinesi con il suo gesto e con le sue parole “Questo dimostra che l'occupazione non può rompere la nostra volontà e la nostra forza, e incoraggio tutte le mogli dei prigionieri di seguire il mio esempio”.
"Zaid, e Zen", i due piccoli gemelli, mi hanno fatto tremare con la videocamera in mano oggi. Ero davanti all'azione della Resistenza Palestinese, fa tremare per quanto sia forte la sua bellezza.