lunedì 8 settembre 2014

ISRAELE CHE SPACCA LA TESTA AD UN BAMBINO



Sta per iniziare la scuola in Palestina. I genitori di Mohammed gli comprano tutto l'occorrente. Ha 16 anni ed una vita davanti, anche se vive a Gerusalemme, città sotto occupazione nazista.
E' bravo a scuola Mohammed e i suoi genitori lo amano.
E' sera e a Gerusalemme ci sono degli scontri, come sempre, perchè i soldati israeliani attaccano i Palestinesi. Per rapirli, ferirli, distruggergli la casa; insomma un concentrato di violenza alla quale rispondono gli shebab.
Gli shebab sono tutti coloro che stanno in strada e Resistono, anche solo non spostandosi dalla strada quando arrivano i soldati e sparano, oppure tirando dei sassi a quei mostri armati fino ai denti.
E' sera e Mohammed è in strada con gli shebab, durante gli scontri. I soldati nazisti israeliani sparano una rubber bullet dietro al cranio di Mohammed. Sono a distanza ravvicinata e Mohammed cade a terra. Gli altri shebab cercano di fermare i soldati, ma non riescono a fermare quella violenza su Mohammed.....
E' a terra e i soldati israeliani si accaniscono su di lui prendendolo a calci in testa anche se gli avevano già sparato.
Mohammed viene portato all'ospedale, ha un trauma cranico e un'emorragia celebrale.
Per 6 giorni rimane attaccato ad una macchina e il suo papà attaccato a lui.
Ieri, Mohammed è morto. E' martire. 16 anni, pronto per andare a scuola.
Questo è quello che è accaduto, qualsiasi considerazione possiamo fare è inutile a mio avviso. E' già sufficiente divulgare i fatti. E' una delle tante tragedie in Palestina. Nessuno fermerà la prossima perchè il mostro israele ha l'appoggio dei nostri “stati civili”.

- Governo italiano, assieme ad israele, hai spappolato la testa di un altro bambino Palestinese.-

Sento la puzza del sangue che hai fatto versare.

SULL'APPELLO PER LA FAMIGLIA DI HOWARA....



Il giorno 6 agosto 2014 avevo scritto quest'importante ed urgente appello: http://www.samanthacomizzoli.blogspot.com/2014/08/appello-tutti-i-politici-in-italia-ed.html

Erano le settimane calde di Agosto, quindi ho preferito aspettare un po' prima di scrivere quello che sto per scrivere...
Molti, moltissimi di voi mi hanno scritto offrendo il proprio aiuto, anche economico per questa famiglia, soprattutto per la bambina che ha necessità urgente di trapianto di midollo osseo. Vi ringrazio tutti, davvero.
Non è stato l'unico mio appello per aiutare persone qui in Palestina e devo dire che sempre, sempre, voi italiani avete risposto con tempestività e generosità. Questa si chiama solidarietà, ma è anche muoversi concretamente per la difesa dei diritti umani.
Quest'appello però, nel suo specifico, era per i politici italiani e le organizzazioni umanitarie che da tempo si sono RIEMPITI LA BOCCA con la difesa dei diritti umani e il “Pace in Palestina”, o robe simili....
Ecco, sapete quanti di loro hanno risposto? ZERO.
Non ha risposto SEL, né Rifondazione Comunista, né i 5stelle, né le “organizzazioni umanitarie”.
C'è stato il loro silenzio su una bambina che sta morendo e sul resto della famiglia che ha i restanti figli con il diritto di ritorno in Italia per continuare il trattamento per l'anemia mediterranea.
Perchè ve lo scrivo?
Beh, intanto perchè quando inizio una cosa vado fino in fondo e non ne scrivo solo per scriverne, poi perchè molti di voi, come ho già detto, mi hanno scritto. Ma, soprattutto per dire a coloro che stanno in silenzio, magari passeggiando con una piccola bandiera palestinese in nome dei diritti umani, che, VOI VE NE FOTTETE DEI DIRITTI UMANI.
Questa bambina e la sua famiglia valgono meno degli altri? Le loro vite sono nulla per voi?
Perchè non vi siete mossi?
Forse perchè è facile far credere con 4 foto sulla stampa che vi sta a cuore la vita delle persone, impossibile invece per voi salvare una vita, anche una sola.

A chi mi legge e ha offerto il proprio aiuto, ricordatevi di questa vicenda e del comportamento dei chiamati in causa. Ricordatevene ogni volta che pubblicheranno un “link” o una “foto” o faranno una dichiarazione. Ricordatevi, la famiglia di Howara non può dimenticare......

sabato 6 settembre 2014

APPELLO: HANNO TARPATO LE ALI A YOUNIS



Sono tornata nel villaggio di Azzoun, Qalquilja, come avevamo promesso ad Hassan per una persona della quale ci aveva parlato.
Non siamo lì per fare un report/video fine all'informazione, ma usare questi mezzi per salvare una persona.
Si chiama Younis, ha 17 anni e vive ad Azzoun con una famiglia numerosa, molto povera. L'unico lavoro che ha il padre è “battere” le olive nella stagione delle olive. Poi c'è uno dei fratelli, che è un genio della matematica e ha iniziato ad insegnare. I restanti della famiglia sono donne o fratelli che non lavorano. La casa, nel centro del villaggio, è fatiscente.
Anche Younis è un genio, per le lingue, e stava studiando inglese all'università di Qalquilja.
Ma a Younis, israele, ha tarpato le ali.
E' venerdì 8 agosto quando, dopo la preghiera, circa duecento shebab vanno verso il muro che circonda Azzoun. E' una marcia di solidarietà a Gaza, non è nulla di organizzato dai “comitati”; sono solo gli shebab del villaggio che vogliono sostenere, la sorella, Gaza.
Quando arrivano vicino al muro dell'apartheid un gruppo di soldati inizia a sparare gas lacrimogeni, poi arriva un altro gruppo di soldati che sparano sound bombs.
Gli shebab stanno scappando da questo gruppo, sono di spalle che stanno correndo.... Ma i soldati iniziano a sparare proiettili veri e colpiscono Younis nella schiena con un proiettile.
Younis è a terra, gli shebab cercano di rialzarlo, ma lui dice “non mi sento le gambe”. Gli shebab sollevano Younis e lo portano lontano dai soldati che stanno continuando a sparare. Non c'è l'ambulanza sul posto e il primo centro di soccorso è a Qalquilja, che però non è attrezzato per un caso del genere. Da qui, inizia un calvario lungo ore, per riuscire a portare Younis al Rafidhia Hospital di Nablus.
E' stato colpito alla colonna vertebrale. Younis è figlio di una famiglia povera ed è su una sedia a rotelle. Non hanno i soldi per mangiare, figuriamoci per affrontare una situazione così. Younis che ha 17 anni, che vuole andare a scuola, che non ha internet, che non ha attrezzatura che lo porti dal piano superiore a quello inferiore dove si esce sulla strada.
Israele gli ha tarpato le ali.
Nonostante le lacrime nel vedere il padre che piange e i piedi di Younis che non reagiscono alle centinaia di mosche nella casa, io, Simonetta e G. non vogliamo lasciare Younis con le ali tarpate dal mostro.
Stiamo costruendo una campagna per sostenere economicamente Younis. Per permettergli di andare a scuola, di muoversi, di studiare. Di avere una “vita”.
Nel giro di poche settimana divulgheremo il tutto, ma, sapete perchè inizio a scriverne ora? Perchè non voglio che Younis sia escluso dalla campagna che lo riguarda, senza nemmeno cliccare “mi piace” sulle sue foto perchè non ha internet.
Hanno il computer in casa, ma non hanno internet perchè non possono pagarlo.
Ecco, mi piacerebbe che con lo stesso spirito con il quale avete aiutato la famiglia di Jehad quando è stato arrestato, ora in Italia qualcuno ci aiutasse a mettergli internet in casa, così che non sia completamene isolato, e magari possa anche usarlo per studiare; ma soprattutto perchè partecipi alla sua campagna, che vi possa rispondere direttamente quando lo salutate......
Servono 200 euro per l'installazione e per pagargli internet almeno per un anno. Inizio io, metto 40 euro dei soldi che mi avete mandato per me, come donazione per SHOOT.
Ci voglio credere, voglio crederci ancora una volta che anche chi non può, possa tornare a volare. Il mostro non deve vincere, l'amore vince.

Grazie a tutti coloro che risponderanno per Younis.


SCONTRI AD OFER: UNA RISATA LI SEPPELLIRA'

Beh, devo dire che oggi videoriprendere un soldato che andava via con il fucile zoppicando per una pietra e un gruppo di soldati che scappavano perchè gli hanno tirato indietro un fumogeno sparato da loro stessi...il tutto ad Ofer, ne è valsa la pena. Ferito da proiettili veri ad una gamba, purtroppo, uno shebab.


mercoledì 3 settembre 2014

ATTACCO ISRAELIANO A NABLUS



Avevamo passato una bella serata ed eravamo pronte per dormire, come in qualsiasi città di 135 mila abitanti durante l'estate.
E' l'una di notte, una di noi si sta incremando la faccia, pronta per andare a letto, ma......booooom!
E' una bomba, una sound bomb. I soldati israeliani sono qui, nel centro di Nablus. Usciamo in strada per capire esattamente dove sono e sentiamo altre bombe.
Ok, il tempo di mettersi le scarpe e iniziamo a correre. E' l'una di notte. In quel momento mi viene un dubbio “cazzo..siamo distanti dal luogo delle esplosioni e non c'è nessuno in strada, solo noi tre....non vorrei incontrare i soldati prima di arrivare da qualcuno, dagli shebab...”.
Non faccio in tempo a finire la frase che arrivano verso di noi 3 jeeps di soldati israeliani. Ho anche la Kheffia rossa al collo.....
Passo lungo senza correre e attraversiamo la strada per andare dove c'è luce, loro non si fermano. C'è andata bene.
Arriviamo a piedi a Sharatell con alcuni shebab che incontriamo lungo la strada. Pochissimi shebab, devo dire, e il motivo può essere uno solo: i soldati sono qui per rapire shebab.
Nel frattempo ricevo altre telefonate da altre zone, i soldati sono anche a Ras El Ain, Rafhidja e Al Najah. Sono dappertutto, c'è anche la border police.
Iniziamo a supportare gli shebab anche solo con la nostra presenza e le telecamere. Urlo varie vole che siamo internazionali e stiamo documentando con un video quello che faranno; i soldati israeliani, di risposta, ci puntano con il laser del fucile e ci sparano contro a distanza ravvicinata il gas lacrimogeno, più volte.
Quattro ore... a Saharatell, di spari e raid nelle case, gli ho urlato di tutto a quei mostri. Hanno devastato anche un centro sportivo, una scuola materna femminile e un centro di recupero per i disabili.
Finalmente verso le 4,00 si allontanano e vediamo jeeps in altre strade. Ci incamminiamo verso la piazza di Nablus e salutiamo la maggior parte degli shebab. Coraggiosi, come al solito, non si spostavano nemmeno se puntati dal laser del fucile.
Quando arriviamo nella piazza incrociamo un taxi con le portiere sporche di sangue. Il taxista ci dice che ha appena portato un bambino al Rafhidia Hospital: i soldati gli hanno sparato ad una mano. Ha 14 anni.
Decidiamo di andare all'ospedale per vedere cos'ha lasciato israele quando se ne è andato.
Il bambino è sotto shock e il proiettile gli ha perforato la mano. C'è un altro ragazzo ferito da rubber bullet ad una gamba, al petto e alla testa. E' già fasciato e sta bene.
Poi vedo un padre di 60 anni piangere all'ingresso dell'ospedale. Suo figlio sta urlando dentro all'ospedale, si lamenta e chiama gli shebab.
Il figlio si è gettato del terzo piano per non farsi prendere dai soldati. Credo abbia qualcosa di rotto internamente. Non siamo sciacalli dell'informazione e non facciamo pressioni né per fare domande a chi sta piangendo, né a chi sta lavorando.
Un medico ci chiama per documentare tutto comunque quando devono trasportare il ragazzo in sala operatoria. Lo filmiamo con la bombola di ossigeno sulla barella e il sangue ovunque. Questa è l'immagine della “pace” creata da israele.
Torniamo a casa distrutte. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, ma siamo consapevoli che non fermerà il prossimo attacco dei soldati israeliani in Palestina.

Stanno dando il sangue e il resto del mondo va a gin-tonic.

lunedì 1 settembre 2014

WALEED, IL BAMBINO CHE SORRIDE PER TORTURA



Villaggio di Azzoun, distretto di Qalquilja, West Bank, Palestina. Sono 500 i bambini rapiti da israele in questo momento e detenuti nelle prigioni israeliane.
Il villaggio di Azzoun ha un triste primato: ha il più alto numero di bambini rapiti da israele. 70 bambini.
Hassan, un funzionario del Municipio ci aggiorna sul fatto che alcuni sono stati rilasciati, ma altri sono stati rapiti. Pertanto il numero dei bambini al di sotto dei 14 anni in mano ad israele è ancora quello. 70 bambini.
Chiediamo di poter intervistare uno dei bambini rilasciato da israele. Al Municipio di Azzoun, arriva Waleed, 14 anni.
Il bambino è stato detenuto alla prigione di Megiddo per 3 mesi. Aveva 13 quando l'hanno preso. Ma, è importante fare un passo indietro, ad un mese prima dell'arresto. Quando i soldati perpetrano su Waleed una violenza....
Waleed è con alcuni suoi amici sulla collina, stanno raccogliendo delle foglie d'uva , che qui si usano per cucinare. Arrivano i soldati israeliani, prendono Waleed per il bavero della maglietta per spingerlo dentro alla jeep militare; ma devono aspettare che arrivi un'altra jeep. Gli fanno un paio di foto con le mani legate e poi...si mettono a fare questo “gioco” con Waleed.
GLI METTONO UNA SOUND BOMB DIETRO ALLA SCHIENA E LO FANNO CORRERE AVANTI ED INDIETRO DAL CANCELLO DELL'INSEDIAMENTO ILLEGALE DI MA'ALE SHOMRON. I soldati israeliani lo guardano e ridono aspettando che la sound bomb esploda.
Non esplose la bomba, ma Waleed ne torna a casa violentato psicologicamente. Dice ai suoi genitori che ha incontrato i soldati, ma non dice cos'è successo.
I genitori però si accorgono che il bambino continua ad avere movimenti nervosi con il corpo e che ha un sorriso “nervoso”.
Un mese dopo, marzo, Waleed viene arrestato dai soldati israeliani. Viene picchiato da loro, gli legano mani e piedi con manette di ferro, e viene portato per una notte ad Howarra. Lì viene denudato e lasciato nudo per ore, facendolo abbassare in ginocchio in continuazione.
Passerà la notte da solo; la mattina successiva gli faranno firmare un foglio scritto in ebraico. Waleed, ha 13 anni, è ovviamente sotto shock, e firma. Su quel foglio c'era la dichiarazione che lui tira pietre ai soldati ed ai coloni. Il giorno successivo viene trasferito a Megiddo, senza indumenti, con i soli pantaloni calati sulle caviglie. I vestiti gli verranno dati dagli altri prigionieri.
Lo processano e lo condannano a 3 mesi nella prigione di Megiddo, che Waleed sconta in una cella assieme ad altri 10 bambini.
Chiediamo a Waleed che cosa vuol fare da grande, perchè sarebbe bello scrivere un lieto fine (almeno di speranza) in questa storia. Ma Waleed risponde “non ci penso...”.
Ho davanti un martire, di 14 anni. Una vita distrutta, una famiglia distrutta.
Il sorriso, l'espressione più esplicativa della felicità, sul volto di Waleed è invece una conseguenza di una tortura violenta di israele.
Quel sorriso, non lo dimenticherò mai, è stato come ricevere una pugnalata ogni volta che lo faceva, ed in 25 minuti d'intervista lo avrà fatto 200 volte.


Allego solo un breve video dell'intervista a Waleed.
La versione integrale sarà visibile in un secondo tempo.



domenica 31 agosto 2014

7000 PRIGIONIERI IN MANO AI NAZISTI



Questo report lo scrivo senza pubblicare il nome dell'intervistato per garantirne l'incolumità e per poter scrivere tutto quello che mi ha detto, anche a telecamera spenta.

Raed lavora per i diritti dei prigionieri politici Palestinesi. L'avevo già incontrato durante lo sciopero della fame di 52 giorni terminato a giugno. Non era stato uno sciopero generico sui diritti dei prigionieri politici in Palestina, ma con l'obbiettivo di fermare la detenzione amministrativa.
Israele tiene in prigione tramite la detenzione amministrativa (cioè senza accusa, senza processo) più di duemila persone. Quando dichiararono che interrompevano il processo non capimmo il perchè. Dopo c'è stato tutto il periodo che iniziò con i 3 coloni rapiti e poi Gaza.... E i prigionieri? Dimenticati.

“Durante lo sciopero della fame, fatto con acqua e sale, erano 5000. Ora i prigionieri politici sono 7000, dei quali 500 bambini.Sono un aspetto molto importante in Palestina, nella sola Gerusalemme dopo che i coloni hanno ucciso (bruciandolo) il bambino Mohammed, hanno arrestato 700 persone. Tutte senza accusa. Ci auguriamo che in questi negoziati in Egitto si ottenga che vengano liberati tutti i prigionieri politici” Così inizia Raed....
“A Gerusalemme alcuni dei Palestinesi arrestati hanno il passaporto israeliano, non come il resto della West Bank. Quindi, in questi casi, le condanne sono diverse anche se il trattamento in prigione è lo stesso.”
A questo punto mi soffermo sul numero e faccio un ragionamento con Raed... Se prima dell'attacco di Gaza, erano 5000 e ora ce ne sono 2000 in più (7000) e nei negoziati in Egitto stanno parlando di liberarne 2000, non torniamo allo stesso numero del punto d'inizio? Raed mi risponde che infatti fino a quando non saranno liberati tutti i prigionieri il problema rimane e comunque negli ultimi arresti ci sono prigionieri che erano stati rilasciati con la vicenda di “shalid” e ora sono stati imprigionati ancora.
Attualmente ci sono 400 prigionieri in detenzione amministrativa (fra di essi c'è anche il Dott. Yousef di Nablus, a Megiddo). Quindi, anche se hanno fatto lo sciopero della fame per fermare la detenzione amministrativa, hanno continuato ad applicarla. Durante l'attacco su Gaza ai prigionieri politici di Hamas sono state vietate le visite con l'esterno e anche fra prigionieri (solamente andare in un alta cella per parlare con qualcuno..). I prigionieri vengono trasferiti di prigione in pessimo stato, scalzi. Vengono fatti raid interni alle celle e i soldati israeliani gli portano via tutto quello che trovano. Tutte punizioni..

“credo che i prossimi giorni saranno molto tesi per i prigionieri.....” “molto probabilmente riprenderanno lo sciopero della fame”.

Allora mi scappa una domanda : “scusami, ma perchè si sono fermati con lo sciopero della fame?”
E Raed mi dice che per le condizioni fisiche non potevano continuare....
M insisto “ok, ma in quel momento un cambio per continuare la protesta ci poteva stare, ma perchè fermarsi dopo 52 giorni senza aver nulla in mano?”

“era un periodo molto complicato, avevano rapito i 3 coloni..non era il momento di continuare...”

Ci ritorno sulla domanda, ma a telecamera spenta e gli faccio notare che mi ricordo di quel giorno quando annunciarono lo stop dello sciopero, era mercoledì sera. La notizia che i 3 coloni erano spariti è stata due giorni dopo, il venerdì....

E qui arriva la seconda rivelazione... “c'erano molti motivi, ma Hamas ordinò ai prigionieri di interrompere lo sciopero della fame”.

Attenzione...:
  • Hamas “ORDINA”quindi significa che se è stato ascoltato per la fine, forse era anche coinvolto fin dall'inizio nello sciopero della fame e non solo come partecipante.
  • Ritorno alla dichiarazione del leader di Hamas di qualche giorno fa.... che mi ha fatto incazzare e che diceva che alcuni attivisti di Hamas avevano rapito i 3 coloni.
  • Passo successivo..Gaza e i negoziati che vengono condotti da Hamas.
  • Ultima foto:Hamas che festeggia in Palestina per la vittoria (che in realtà non c'è)

Mesi fa, quando sparirono i 3 coloni, avevo ipotizzato che fosse stata la Resistenza come passaggio di testimone alla protesta dei prigionieri. Oggi mi è stato quasi confermato. Vedremo se i prigionieri politici riprenderanno lo sciopero della fame, ma mi preme ribadire che dopo tutti questi passaggi che vi ho riassunto qui sopra, nulla è cambiato. Ci sono ancora, anzi sono di più, 7000 prigionieri politici Palestinesi e la West Bank continua a vivere sotto occupazione militare nazista. Il muro, i checkpoint, i rifugiati, gli insediamenti, i prigionieri politici.


venerdì 29 agosto 2014

NABLUS ZONA MILITARE

ingresso di Burin


Il 28 agosto Nablus è stata chiusa dai soldati nazisti israeliani e definita “zona militare”. Nessuno entra e nessuno esce. Questa è stata la notizia pubblicata dai media locali e che ho divulgato. Voglio però dare qualche dettaglio in più di quello che è successo.
Il tutto è iniziato due giorni prima nella zona dei villaggio di Burin e Madma. I soldati sono arrivati di notte, chiuso la strada e attaccato facendo dei raid ai quali hanno risposto gli shebab. Di giorno, poi, sono entrati nella scuola di Burin e hanno sparato i gas lacrimogeni dentro alla scuola. Molti i bambini soffocati. Quando è scesa la stessa notte hanno rifatto il raid nelle case e rapito Ghassan Najiar, un padre di famiglia, un bravo ragazzo.
Arriviamo al 28, durante il giorno, chiudono i checkpoint di Zaat'ara e Howwara, quindi chiudono Nablus e la dichiarano “zona militare”. Dopo circa un'ora riaprono i checkpoint dove si erano formate code interminabili e lasciano chiusa solo la zona dei villaggi di Madma e Burin.
Si arriva poi a quest'ultima notte dove, per non avere un cazzo da fare, sono passati con 6 jeeps e una jeep grande per arresti nei villaggi di Burin, Assira e Urif; sparando gas e sound bombs. Così...tanto per rovinare la notte, soprattutto ai bambini.
Ma, attenzione alla motivazione...: qualche giorno fa si sono persi un colono israeliano a Gerusalemme. Io l'avevo buttata lì come battuta.. “chissà che film ci fanno su adesso”, e invece il film l'hanno fatto veramente.
Il 28 hanno ritrovato il colono israeliano morto a Gerusalemme e quindi per motivi di sicurezza hanno chiuso l'accesso a Nablus e adoperato altre misure, sempre per motivi di sicurezza/difesa....
Allora, non si sa cosa sia successo al colono; se si sia suicidato, se abbia avuto un malore, se sia stato ucciso e se sia stato ucciso da un altro colono o no.
Ma, questa è l'apartheid, dove la vita di un colono vale mille vite di chi non è israeliano, dove israele fa quello che vuole. Tutti i giorni, da cent'anni. E dove, una vita persa viene usata come scusante per motivare le violenza sioniste.
Ogni notte si teme per chi israele rapirà questa notte. Sono passata da Howwara checkpoint oggi verso le 16,00; c'erano già i soldati nazisti israeliani che fermavano le auto....e la notte ora è arrivata.
Ho un'immagine di oggi negli occhi: ad Assira i bambini mi sono corsi in contro con i bussolotti di gas nelle mani e mi hanno detto “guarda Samantha, ieri notte i soldati israeliani sono venuti e c'hanno sparato questi mentre dormivamo...”

Buona notte dalla Palestina occupata dal mostro nazista israeliano.

martedì 26 agosto 2014

LA PALESTINA E' LIBERA? ISRAELE SE NE E' ANDATO?



Poche righe perchè ogni volta che leggo su facebook “la Palestina è libera” mi viene voglia di spararmi.
Solo alcuni pensieri-flash:
  • ieri sera nelle piazze in West Bank c'era Hamas a festeggiare (almeno abbiate l'onestà di dire cosa c'è nelle foto che pubblicate). Ovvio che a Gaza festeggiassero tutti, sono finiti i bombardamenti...
  • questa mattina molti Palestinesi, e anch'io, ci siamo svegliati con la voglia di andare al mare perchè fino a ieri non potevamo andarci, c'è il muro con i checkpoint e i Palestinesi non possono andare di là.... Ma nulla, rimaniamo con la voglia perchè siamo ancora sotto occupazione israeliana.
  • Vedo gli amici di Hassan che pubblicano le foto del loro amico che è morto due giorni fa perchè i soldati gli hanno sparato al checkpoint, così come è stato tante e tante volte e purtroppo sarà ancora. Perchè siamo sotto occupazione israeliana.
  • Stanotte hanno rapito altre persone e attaccato altri villaggi perchè siamo sotto occupazione israeliana.
  • Se guardate la cartina geografica della Palestina (oramai non ambisco più al fatto che leggiate un libro o guardiate un film) noterete che Gaza è una striscia sul mare, poi c'è un bel pezzo di terreno sulla destra denominato territorio del '48 e poi c'è la West Bank..bene tutta questa si chiama PALESTINA, però è sotto occupazione israeliana.
  • Da questa mattina il numero dei prigionieri politici presi da israele è salito a più di 6000. In pratica ogni famiglia qui è coinvolta. Avevano fatto lo sciopero della fame, ad acqua e sale, 3 mesi fa. Alcuni di loro stavano morendo vomitando sangue dopo 52 giorni.. Ricordate? No, dimenticati. Però loro sono ancora lì perchè siamo sotto occupazione israeliana.
  • “la guerra è finita”, “la Palestina è libera” e “mai “più morti palestinesi”. Stronzi che siete. Li avete ammazzati e due volte e soprattutto ve ne sbatterete dei prossimi che ci saranno perchè siamo sotto occupazione israeliana.
  • Ci sono state 2100 morti, più di 11000 feriti con danni da disabilità permanente. Glielo diete voi con le vostre fotine di merda ai bambini che hanno perso i genitori e ai genitori che hanno perso i figli che tutto questo è accaduto per avere un porto e le 6 miglia di pesca e non per LIBERARE LA PALESTINA?
  • Un mese fa avevo mandato a Jehad una foto della spiaggia di Tel Aviv vuota dai turisti e gli ho detto “guarda, un giorno ci potremo andare, tutti i Palestinesi ci potranno andare, liberi”. Jehad è detenuto da israele....come glielo dico ora che è svanito tutto, che siamo ancora sotto occupazione nazista israeliana, che il giorno prima altri sono stati rapiti e che c'hanno fottuti?

Vi lascio, devo andare in un posto e perderò ora per passare quel mostro che vedete nella foto, così come tutti i Palestinesi. Tremo per quel che succederà …....

lunedì 25 agosto 2014

I 3 COLONI RAPITI ED HAMAS....


martire di Gaza, morto con il sorriso

Oggi, 25 agosto 2014, mentre molti di voi sono in spiaggia con le granite, qui in Palestina siamo arrivati a più di 2100 martiri (dei quali 500 bambini) uccisi da israele a Gaza, più quel che succede in West Bank.
Da quando è iniziato l'attacco? Circa due mesi fa, dapprima qui in West Bank rapendo più di 600 shebab, e poi con Gaza. Iniziò per 3 i coloni israeliani “rapiti” vicino ad Al Kahlil (West Bank). Quando i 3 coloni furono ritrovati morti, israele iniziò a bombardare Gaza. Fu chiaro, al momento del ritrovamento, che era stata una messa in scena israeliana per avere la scusante di chiudere il cerchio accusando Hamas di terrorismo dal quale si deve difendere. Ma, ieri, il leader di Hamas fa questa dichiarazione (che vi riporto con copia/incolla):
Sotto quello che aveva sondato il sabato 23 agosto 2014 giornali e vari media arabi sulle traduzioni parziali al fratello Khaled Meshaal, capo dell'ufficio politico del movimento di resistenza islamica Hamas circa l'uccisione di tre coloni ebrei in Cisgiordania nel giugno scorso durante un'intervista con global news sito Web Yahoo News su venerdì 22 agosto 2014 e pubblicato oggi, per motivi di precisione, come la traduzione letterale del soggetto nel rapporto pubblicato sul sito Web: Passata la torcia per la prima volta che i membri di Hamas..--non la leadership politica del movimento — erano dietro l'uccisione di tre coloni israeliani in Cisgiordania, in giugno, ma ha difeso l'uccisione di azione contro l'occupazione sionista "illegittimo".

"Siamo stati informati non in anticipo di questa azione da un gruppo di membri di Hamas", "ma siamo consapevoli che le persone sono scoraggiate sotto occupazione e oppressione può fare tutti i tipi di lavoro."

E quando è stato chiesto direttamente se membri di Hamas effettuarono il rapimento di adolescenti israeliani, ha detto Mashaal: "sappiamo che le confessioni dell'inchiesta israeliana. E la leadership politica non era a conoscenza dei dettagli. Abbiamo imparato di esso più tardi...

"A nostro avviso, i soldati e coloni in Cisgiordania attaccanti ed è che risiedono illegalmente in territorio occupato è stato rubato e il diritto alla resistenza dei palestinesi."

E abbondantemente e tema dello show, la RTT è anche completa della torcia sul tema durante l'intervista ha detto: "questo gruppo di Hamas nelle indagini di Hebron e israeliano recentemente ha rivelato che sono dietro questa operazione contro questi coloni armati che si dedicano con migliaia di coloni loro aggressione sui territori palestinesi, la leadership di Hamas e non sappiamo...Successivamente questa usanza...Questa parte della reazione per l'occupazione e l'insediamento della Cisgiordania come occupato territorio diritto internazionale e sono conformi alle norme e il diritto all'autodifesa è riservato per tutti."

Mashal ha detto "ciò che abbiamo imparati nelle indagini israeliane basate sull'arresto di alcuni elementi di Hamas. Basato su queste indagini, questi elementi di Hamas sono fatto così...Sto parlando di qualcosa a seguito di indagini israeliane ha annunciate di recente. Siamo nel politico leadership di Hamas non conoscono, ma che era vero, si tratta in un contesto di autodifesa contro gli occupanti israeliani, siano essi soldati o coloni.Quelli non sono civili residenti altrove in. Residente a Gerusalemme e Cisgiordania è territorio occupato di diritto internazionale e in conformità con gli standard dell'America".

In pratica il leader di Hamas rivendica il rapimento dei 3 coloni fatto da alcuni attivisti di Hamas senza aver ricevuto l'ordine dal vertice ed altresì dice che ne è venuto a conoscenza dagli interrogatori israeliani......

Queste sono due dichiarazioni gravissime per la Resistenza, molto probabilmente anche false.
Se i 3 coloni fossero stati rapiti con uno scopo, quello scopo poteva essere solo lo “scambio” con i prigionieri politici così come era accaduto in passato. Invece, li hanno trovati morti, con decesso datato al momento della scomparsa, a pochi metri dal luogo della scomparsa e con la dichiarazione di un giornalista israeliano (ora sparito) che era su un'auto vicino alla loro e avrebbe assistito al loro incidente d'auto.....
Nessuno rivendicò il rapimento.
Sicuramente Hamas, agli occhi dei media occidentali risulterà ancora più temibile rivendicando ciò, peccato che dichiarare altresì di averne preso notizia dagli “interrogatori israeliani” non dalle informazioni interne al partito, faccia pensare che Hamas creda ad israele, abbia totale accesso ai verbali d'interrogatorio e soprattutto avvalli la versione divulgata da israele.
E, allora, qui, è giusto dire un paio di cose.......
E' giusto dire che in occidente passa solo il nome di Hamas perchè Hamas vuole questo. Qui i Palestinesi sanno tutti benissimo che la Resistenza Palestinese è composta da Al Fatah, PFLP, DFLP, Jihad islamica ed Hamas. Tutti stanno sparando razzi, tutti loro. Ma chi “dialoga” è Hamas, perchè? E perchè nei negoziati ci sono solo richieste riguardanti Gaza, nulla sul muro dell'apartheid, sui checkpoint, sugli insediamenti illegali?
Quando si intraprende una lotta è bene capirne l'obbiettivo, sennò non si sa verso dove si sta andando.
Fare azioni o dichiarazioni che possono danneggiare la Resistenza, mi porta a pensare che della Resistenza non gliene freghi un cazzo. Se queste azioni/dichiarazioni poi, servono solo a stare maggiormente sotto ai riflettori e ad avere più consenso, eh beh...allora l'obbiettivo è chiaro.
Spero di sbagliarmi, ma questa lotta soprattutto mediatica di Hamas, che porta i giornalisti a documentare un'esecuzione di spie, non aiuta la Resistenza.
In questo momento in West Bank, Hamas sta sfilando ovunque con le bandiere, distribuisce adesivi alle auto che passano. Cresce il consenso...
Quando però si tratta di andare ad un checkpoint ed affrontare i soldati nazisti...no....Hamas non c'è. Non c'è nemmeno quando organizza perchè arriva al checkpoint e poi se ne va, lasciando lì gli shebab che hanno aderito, a morire. Così come altri partiti.
E spero di sbagliarmi ancora quando penso che ne uscirà vittorioso, con molti consensi, forse con il controllo anche della West Bank, con Gaza, e con il Sinai che Morsi voleva dargli....
Ovviamente non sto parlando degli shebab di Hamas, che vanno a morire ai checkpoint. Ho ancora negli occhi Mohammed morto a Qalandia....
Gli shebab, sono shebab, senza divisioni, loro, per me, sono la Resistenza. Per alcuni dei loro leader, invece, sono carne da mandare al macello.
Faccio un esempio al quale ho partecipato: Qalandia, un mese fa. Non era organizzata da Hamas.. Ma: 10 mila persone al checkpoint di Qalandia, di notte, con lo slogan per liberare Gerusalemme.
Ok, ma se si organizza di portare 10 mila persone per liberare Gerusalemme, come minimo hai un piano... Invece no, gli shebab stavano là davanti al buio con i riflettori negli occhi, a farsi ammazzare e quelle 10 mila persone erano diventate inutili ed utili sono per i media che (ho scoperto dopo) facevano addirittura la diretta streaming.
Se si vuole liberare Gerusalemme, non si va da quel mostro che è Qalandia, passi da altri punti, dove 10 mila persone (forse anche meno) avrebbero raggiunto l'obbiettivo... E questo non lo dico io, ma chi lotta ed è nato qui.
Ovviamente tutti supportiamo Hamas, così come supportiamo la Jihad, il PFLP, il DFLP ed Al Fatah. Sì, perchè supportiamo la Resistenza Palestinese. Supportiamo gli shebab. Ma, almeno voi, che come me lottate per i diritti umani; non perdete mai lo spirito critico, l'umanità e la libertà di dire la verità.
Non voglio con questo mio sfiduciare totalmente l'azione della Resistenza, ma non voglio schierarmi a prescindere. Ho ancora questa speranza: che la situazione creata dalla Resistenza porti i coloni israeliani ad andarsene per paura e per sfinimento.

Non avrei voluto scrivere queste riflessioni, ma oggi Hassan di 14 anni è morto. E' stato ucciso al checkpoint di Beit Furik dai soldati israeliani. Quel giorno a manifestare contro i soldati c'erano solo una decina di shebab. Erano soli, nessun partito gli ha detto di andare lì, ma nessun partito era lì con loro. Sono stanca di vedere giovani martiri e di sentire dalle loro voci “non ho futuro, io so che morirò presto”. Mi spiace e mi sento colpevole di non essere stata venerdì scorso a Beit Furik.