giovedì 22 aprile 2021

GRILLO, LA FACCIA

 



Erano anni che mi chiedevo come avrebbero fatto e, oggi, vedo che hanno scelto la strada classica. Non sto qui a scrivere alcuna difesa a Beppe Grillo; né al figlio. Le porcate di chi ha il potere ci sono tutti i giorni; alcune vengono divulgate, altre no. Quelle che non vengono divulgate, vengono tenute lì (in occorrenza).

In questo caso, l'attacco non è verso un movimento politico, ma verso il suo leader. Grillo non è mai stato “proprietario” del movimento, né dei meetup. Grillo ha prestato la faccia ai proprietari del Movimento. Anni fa, quando fui sbattuta fuori, iniziai ad analizzare tutto il corso politico andando a controllare chi aveva fondato i meetup e chi aveva fondato il Movimento 5 stelle.

La Casaleggio associati è un'azienda che crea prodotti di marketing-politica aziendale. Pertanto, dopo aver constatato che il Movimento 5 stelle è un prodotto, mi sono chiesta chi avesse commissionato questo prodotto alla Casaleggio.

E sono lì, pubblicati, lo sono sempre stati... Nei portali meetup, potete trovare i fondatori e sostenitori (iniziali): squali della politica americana che hanno fatto le campagne elettorali di Obama.

Ricapitoliamo: gli americani ideano una linea politica, danno mandato alla Casaleggio di creare il prodotto, Grillo diventa l'immagine del prodotto e il prodotto viene buttato sul mercato (le piazze) con uno scopo...canalizzare il dissenso e fare da valvola di sfiato.

Lo scopo è vecchio di cinquant'anni. Quante volte l'abbiamo visto? Verdi, Popolo Viola, Rifondazione, Radicali... Questa volta, però, la regia è di un altro livello e quindi ha una presa calcolata e a ben lunga visione.

Beh, quindi, questo che cosa a che vedere con lo stupro del quale è accusato (oggi) il figlio di Grillo?

Troppe casualità in politica non sono credibili a chi ha un occhio attento, mi spiace.

Sta accadendo che le piazze si stanno riempiendo nuovamente ed il dissenso per la plan-demia è tanto. Eh, quindi bisogna catturare quelle piazze. Il dissenso va sempre fatto sfiatare, con slogan populisti che possano abbracciare tutti (e devo dire che il livello di populismo si è ulteriormente abbassato).

Grillo si può far fuori, il movimento oramai cammina come qualsiasi altro partito politico nella storia italiana; soldatini al soldo dei potenti.

E vualà, tiriamo fuori quella roba che avevamo nel cassetto: lo stupro o il rincoglionaggio del figlio di Grillo.

Beppe Grillo sa bene che quando si va nella guerra politica, devi essere attentissimo a non fare cazzate o a non farti intrappolare in cazzate. Conoscono benissimo i nostri punti deboli, sanno come fotterti. Il figlio di Grillo, è evidente, è un punto debole perchè comunque sia andata e andrà, è un fallimento del padre.

La ragazza che ha denunciato lo stupro è comunque una vittima (sia che sia vero, sia che sia stata mandata).

Non mi sento di dare la solidarietà ad alcuno in questa vicenda, se non a lei. Grillo....il figlio.... chi ha deciso di far uscire la vicenda.... è una battaglia fra squali della politica; idem chi sta canalizzando il dissenso ora.

Come se ne esce?


Non volendo il potere! Essere contro il potere in ogni sua forma: il potere di un uomo su una donna, di una donna su un uomo, di una persona sugli animali, di un gruppo di persone su una popolazione. Io sono per DISTRUGGERE IL POTERE.



domenica 18 aprile 2021

SUL CAMMINO DELL'ORO

 Ho incontrato

Cesare Migliore

dopo più di 30 anni; eravamo compagni di classe.

E' stata energia pura conoscere ciò che è, e fa, oggi. Ne è nato questo breve documentario, all'improvviso e fatto con i telefonini. Purtroppo io ho un telefonino molto scarso.
Ma forse in futuro ci sarà tempo e occasione di realizzare un documentario tecnicamente più professionale.
Intanto lo pubblico, perchè merita veramente.
SUL CAMMINO DELL'ORO. In culo ai modelli di vita che vengono imposti.
Cesare, sìì fiero di come sei. Lo sono io per te.



mercoledì 14 aprile 2021

IL TRENO IN UN BURRONE CON TUTTA L'UMANITA'

 



Oggi sono stata a Bologna, abbastanza di corsa, per un impegno inderogabile. Prendo il treno delle 12,00 per rientrare a Ravenna, così sono a casa per le 13,15. Ma....

Arrivati a Castel Bolognese-Riolo Terme, il treno si ferma e non riparte. Passano 20 minuti e arriva l'annuncio: “signori passeggeri, il treno è fermo per intervento della polizia, ripartiremo entro 10 minuti”.

Cazzo.... cos'è successo? E poi...altri 10 minuti..mezz'ora fermi?!

Queste sono state le prime cose che ho pensato; mi sono alzata subito e ho iniziato a passeggiare nel treno per cercare di capire che cosa stava accadendo.

Polizia non ce n'era. Trovo un'addetta di ferrovie dello Stato e chiedo.... mi risponde “sono state trovate due minorenni senza biglietto e senza documenti, quindi dobbiamo aspettare la polizia che sta arrivando”.

Esco sul binario a fumare e nel frattempo anche gli altri passeggeri sono usciti sul binario; ma, niente, il tempo passa e non succede nulla.

Dopo 40 minuti arrivano due poliziotti (che erano sicuramente a pranzo). E qui c'è la svolta con un annuncio: “attenzione signori passeggeri, il treno è soppresso e termina qui la sua corsa. Per continuare il viaggio potete prendere il treno successivo”!!!!!


No, scusate eh...già girano i coglioni perchè ci metto tre ore per tornare a Ravenna, ma soprattutto..... Due ragazzine che bigiano la scuola ( e le abbiamo fatte tutti queste cose ai tempi), vengono fermate, chiamata la polizia, fermato il treno, cancellato il treno?!?

Le due ragazze che piangevano davanti ai passeggeri, alla polizia e davanti alla capotreno (costei con tanto di capelli rasati, dilatatore all'orecchio e piercing) e che aveva eseguito il tutto. Una scena immonda che ti fa capire in che cazzo di mondo siamo. Dove chi si mostra come “alternativa al sistema”, fa la capotreno e sbatte in un burrone due ragazzine che hanno bigiato a scuola e manda in merda un treno intero. Lei mi ha risposto che il mio biglietto era valido per il treno successivo... gli ho risposto “no, non hai capito, io voglio i soldi indietro anche solo per rompervi le palle. Vergognatevi”.


Siamo ripartiti da Castel Bolognese alle 13,35. Quelle due ragazzine, oggi, hanno capito che non 'è più spazio per innocenza e spensieratezza, per le risate e per avere ricordi di bigiate della scuola.

IL MOMENTO BUIO

 




14 aprile 2011, è sera a Gaza come qui in Italia. In una stradina di Gaza, un branco di mercenari aggredisce e rapisce Vittorio Arrigoni.

Vittorio sapeva scrivere bene, sapeva parlare bene, si presentava bello e bucava le menti con la sua luce. Ma Vittorio, la luce, la portava per la Palestina e contro l'occupazione israeliana.

Vittorio era diventato un problema, perchè uno così è luce nel nulla del mondo e può essere incisivo.

E allora viene pagato un gruppo di mercenari, che si prestano al miglior offerente, per farlo fuori e lasciare che diventi un'icona piuttosto che una guida di spirito/etica/giustizia.

E' sera a Gaza, è il momento buio per Vittorio e per la sua famiglia.

La sua luce è arrivata a tanti di noi e, per questo, non si può dimenticare né perdonare.

giovedì 8 aprile 2021

FILM VISIONE GRATUITA

 Buongiorno.... avrei voluto farlo per Pasqua, ma causa rottura del pc, arrivo ora.

Nel 2017 ho fatto un docu-film sull'accoglienza migranti a Bologna (presa a campione). Il film fu super sabotato ed ebbe solo quattro proiezioni. La prima fu all'Iqbal Masih a Bologna, poi a Figline Valdarno, Biella e in ultimo al ponte di Via Libia sempre a Bologna. Non c'è il dvd, e ritengo un peccato che rimanga solo sulla memoria del mio pc. Inoltre, dopo aver visto la chiusura di luoghi autogestiti e la persecuzione verso chi aiuta i migranti, lo ritengo ancora di più importante nella visione. Non è solo sui migranti, ma su tutto il bagno di sangue che creano sgomberi/affitti popolari e accoglienza. La colonna sonora è degli
Hudud - حدود
, al film hanno partecipato in tanti. Ho fatto alcune modifiche alla versione originale per motivi tecnici.
Da oggi è in visione libera su youtube. Buona visione.



lunedì 22 marzo 2021

UCCIDONO BAMBY

 Ora vi racconto una storia.




Succede che qualche anno fa, qualcuno ha portato i daini nella pineta vicino al mare a Ravenna. Già qui, ci si dovrebbe chiedere il perchè.... e anche un "chi"?
Negli anni si capirà poi, che gli unici ad avere interesse ad avere i daini lì, erano proprio coloro che gli volevano sparare.
Fino a quando mi arrivò una "soffiata", di ristoranti che si erano già accordati per cene con la carne di daino della pineta; di quella pineta lì.
Ho fermato la mattanza quell'anno della soffiata e si fermò anche l'anno dopo.
Io, poi, sono partita per la Palestina. Oggi so che negli anni successivi, altre persone si sono opposte e infrapposte (fortunatamente).
Ecco, però il mostro non si vuole mai fermare. Così hanno approvato una delibera per autorizzare il "trasferimento" dei daini di questa pineta. Ovviamente non c'è il minimo cenno alla volontà di lasciarli lì e , soprattutto, di lasciarli vivere.
I metodi per prenderli e trasferirli già ne faranno morire più della metà. Per i restanti ci saranno le zone dove verranno portati, zone di caccia dell'Appennino.
Ora, siccome il parco giochi organizzato dei cacciatori, mi ha abbastanza rotto il cazzo; e siccome mi fa schifo leggere una delibera regionale dove si scrive nero su bianco che non sanno chi li ha portati lì.... Quindi, chi doveva vigilare e amministrare il territorio...ha avuto fette di salame sugli occhi (sicuramente salame di cacciagione). E oggi, non solo vogliono fare sto massacro, ma ovviamente noi cittadini pagheremo il costo (che è ben più alto di lasciarli vivere installando metodi di sicurezza per gli automobilisti e gli agricoltori).
Così, assieme ad alcuni compagni, li ho diffidati (intanto). Tutti. Che si prendessero le loro responsabilità.
Di seguito pubblico la diffida.


  • All'ISPRA

  • Alla Regione Emilia Romagna

  • Al Parco del Delta del Po

  • Al Comune e Provincia di Ravenna

  • Alla Prefettura di Ravenna


Ravenna, 22/03/2021


OGGETTO: DIFFIDA


Egregi Enti e Prefettura di Ravenna, in rif. a delibera della Regione Emilia Romagna 1 febbraio 2021 di approvazione del Piano Regionale per il controllo delle popolazioni di Daino di Lido di Classe (RA) e Lido di Volano (FE); si scrive quanto segue.



Premesso che:


  • i daini che vivono nella zona interessata di Lido di Classe, non sono autoctoni, ma immessi da “soggetto sconosciuto” ed in “tempi sconosciuti”; come si legge in vs delibera.

  • Di questa immissione viene omesso l'esecutore ed anche il “quando”, e questo fa sì che non si individui la responsabilità; ma, altresì, fa si che si rilevi che non si sia vigilato responsabilmente sul territorio. Pertanto, pare nero su bianco che chi doveva vigilare il territorio sia stato inadempiente.

  • Solo negli ultimi anni, a fronte di proteste per gli incidenti stradali e ferroviari, e per i danni causati all'agricoltura confinante e, altresì, per pubblicazione sui media d'informazione, e proteste di soggetti diversi contro gli abbattimenti dei daini eseguite dai cacciatori; l'amministrazione ha messo delle toppe.

  • Anni fa, l'amministrazione ha posizionato reti di delimitazione solo in alcuni punti e non conformi al contenimento (così come vengono, invece, dettagliatamente descritte nel vs Piano nel caso dovessero essere in zone private).

  • In sopracitata delibera (ben dettagliata nella conta dei danni agricoli) non si fa il minimo cenno dei costi per ogni possibile soluzione (uccisione o trasferimento).

  • In sopracitata delibera non si nominano i possibili esecutori del piano di “congelamento daino”.

  • In sopracitata delibera, non vi è alcuna prospettiva di mantenimento dei daini in loco (oltretutto, forse, di costo ben più esiguo) nonostante nel resto del pianeta siano già state trovate soluzioni. Ci si chiede, pertanto, l'ISPRA (istituto per la protezione e la ricerca per l'ambiente) esattamente che cosa abbia “ricercato”?

  • Sempre in sopracitata delibera si precisa che nell'anno 2020 non è stato possibile il censimento causa Covid 19 e si rimanda al numero (presunto) dei daini in 300 esemplari.

  • Nonostante ci sia lo zoo alla Standiana, imposto dall'amministrazione pubblica, e che spopola sui giornali per “salvare” animali da tutto il mondo; in questo caso non si sia nemmeno intravisto come possibilità.

  • Nel piano di trasferimento non si fa alcuna considerazione di fondamentali aspetti. Come: numero dei daini che moriranno per l'anestesia, numero di daini che moriranno per lo sradicamento e risveglio in una zona sconosciuta, numero di daini che verranno uccisi nella nuova zona. Altresì, non si fa considerazione del fatto che nelle zone dell'Appennino Tosco- Romagnolo, nonostante il numero dei daini sia drasticamente diminuito per la caccia, hanno già la problematica degli incidenti stradali per attraversamento dei daini (con relative lamentele degli abitanti).



Premesso tutto quanto sopra citato, noi firmatari,


VI DIFFIDIAMO:


  • dal trasferire alcun daino senza aver eseguito il censimento (anche perchè pare strano che già nel 2013 si parlasse di una problematica per 300 daini ed oggi, nel 2021, son sempre 300 daini)

  • dall'eseguire alcun censimento e/o operazione di trasferimento dei daini fintanto che vi è un'emergenza sanitaria.

  • dall'addebitare qualsiasi costo di intervento ai cittadini (uccisione o trasferimento). Bensì, che venga pagato da chi ha importato i daini e da chi non ha doverosamente vigilato sul territorio.

  • Dall'omettere i nomi di aziende e/o privati, incaricati/appaltati per l'esecuzione del trasferimento/uccisione dei daini e dall'omettere costi e/o dati. Poichè potrebbe configurarsi l'omissione d'atti d'ufficio ed una mancanza di trasparenza.

  • Dal continuare al solo risarcire gli agricoltori confinanti e gli automobilisti, invece di operare per evitare i danni.

  • Dal continuare a creare il “parco giochi per cacciatori” qui o altrove.

  • Dall'avere altre “sviste” sul territorio così ampie dal permettere l'immissione di animali da parte di “sconosciuti”.


A fronte di questa diffida, si invitano tutti gli Enti destinatari e la Prefettura ad operare per la Pubblica Sicurezza ( di tutti, anche dei daini), aggiustando la recinzione dove è stata danneggiata, e a terminarne la costruzione seguendo le linee guida della del Piano Regionale approvato con la delibera. Altresì, di realizzare un piano alimentare di inibizione all'accoppiamento per i daini, così da non rivedere il problema nei prossimi anni.


Vero è che i daini sono stati portati in questa zona così come il Pino Domestico o come gli abitanti di Milano in riviera; ma uccidere non deve essere una soluzione.



Restando in attesa di Vs. gentile riscontro entro 30 gg dalla medesima.


lunedì 15 marzo 2021

ECCO CHE SUCCEDE

 




Succede che dopo fiumi di articoli su sta storia della plan-demia, trovavo inutile star solo qui a scrivere. Chi ha capito, ha capito, agli altri non possiamo spaccargli la testa in due. Ho scritto i primi mesi, poi basta....non serve a un cazzo star lì a scrivere; passiamo avanti, cioè “come ne usciamo?”.

La petizione sta funzionando, persone che si sentivano isolate perchè si perdono gli amici e anche i famigliari, ora non lo sono più. Questo è lo scopo principale.

Ma, sabato sono arrivata al banchetto abbastanza scoglionata. Eh sì perchè succede a tutti di perdere le forze quando ripensi che non vinceremo; che il mostro ha già chiuso il cerchio e fatto il giro due volte.

Scoglionata per problemi personali, forse anche di salute. Ma, in fondo, ho vissuto talmente intensamente che ci sta (oltre agli anni che passano e non portano ringiovanimento).

Ci si son messi anche quelli dell'associazione carabinieri e la polizia municipale a rompere il cazzo al banchetto (andati via muti perchè tutto in regola). Tra l'altro..... voi capite che ho passato la vita da sola girando il mondo, che son stata stuprata, sparata, rapita, imprigionata, torturata, deportata, diffamata dai media, processata nei tribunali/società/media...quindi ..voi capite che ste visite in divisa al banchetto ai miei occhi sono ridicole? Vabbè...


E poi, mentre son lì al banchetto che sabato ha avuto parecchi firmatari, arriva un ragazzo (giovane), appoggia la sua bicicletta al palo e si fionda al banchetto. “Ciao, voglio firmare”. Vedo che sa già di cosa si tratta e prendo la sua firma.

Iniziamo a parlare, mi dice che segue ciò che ho fatto/scritto da anni. Vedo che è emozionato, ma questo lo vedo dopo aver visto una cosa che mi apre in due: vedo quella luce negli occhi, quella luce che hanno pochissimi individui. E' la luce di chi vuole lottare perchè se lo sente dentro. La luce.

E allora pensi che fino a quando al mondo ci sarà ancora una sola persona con quella luce negli occhi, non avranno vinto. Ha vent'anni e poco più, ha già un merito; sono qui a scrivere (e non solo). Grazie.

sabato 27 febbraio 2021

STORIELLE DI RAVENNA (LA PISTA)

 


Da oggi inizio una nuova “rubrica”: storielle di Ravenna.

E' per vari motivi. I vari gruppi/gruppetti si preparano per le elezioni comunali, siamo tutti molto distratti dalla plan-demia, davanti a pericoli per la salute e ad ingiustizie non si può girarsi dall'altra parte.

Infatti, parto proprio da un pericolo del quale sono venuta a conoscenza per caso.

Esattamente un mese fa ho protocollato al sindaco di Ravenna, tramite pec, una segnalazione.

Presso la “Darsena” di Ravenna c'è una pista da skate board. Come potete vedere dalle foto, la pista è stata costruita in cemento (e con tondino di ferro all'interno). E' molto strana questa cosa perchè il Comune di Ravenna ha costruito una passerella in legno (stile nord Europa) per far passeggiare la gente non sul cemento; ha anche fatto il pavimento attorno alla pista da skate sempre con il legno. Ma, proprio la pista da skate che deve essere in legno per attutire le cadute.... è in cemento!

Siccome proprio una settimana prima, un ragazzino che ha avuto una brutta caduta dallo skate è finito all'ospedale (non in questa pista in particolare); essendo informata di questa situazione, ho informato il Sindaco e ho, altresì, messo due volantini informativi alla Darsena.

Eppure... è passato un mese ed il Sindaco non solo non ha risposto (e non ci tenevo che rispondesse a me, ma ponendo rimedio alla pericolosità della pista); dicevo... non solo non ha risposto, ma è addirittura uscito sui giornali locali annunciando il proseguo della passerella in legno per la passeggiata.

Ohi, ma un po' di legno da tutti sti alberi tagliati per far passeggiare i ravennati, non gli avanza per mettere in sicurezza la pista da skate?

Se un ragazzino lì cade e sbatte la testa, rischia di crepare. Ho fatto ciò che dovevo fare, l'ho segnalato e lo scrivo anche pubblicamente.

Se vi aspettate il lieto fine, non credo ci sarà; questa è la realtà.

Non sono favole, non sono novelle, sono solo storielle.





mercoledì 20 gennaio 2021

NON ME NE VOGLIATE

 





Abbiamo avuto tutti delusioni su persone nelle quali credevamo. Capita di avere stima per qualcuno e poi doverti ricredere e vedere la caduta.

Questa “pandemia” ha avuto anche questo tassello della perdita degli amici o di stima verso qualcuno.

A me è successo due volte in modo davvero sconfortante.

Non sono contro i vaccini a prescindere, così come non sono contro i medicinali a prescindere.

E' ovvio, però, che non posso essere a favore di questo vaccino; ma questo non è importante. Ciò che dovrebbe essere sempre garantita è la libertà dell'individuo di poter scegliere. Inoltre, la logica del vaccino dovrebbe basarsi sul “ti vaccini, così non ti ammali”. Quindi, perchè obbligare a vaccinarsi tutti? Chi non si vuole vaccinare e sceglie (in teoria) di ammalarsi, saran ben cazzi suoi... Così come sceglie di credere nel vaccino e si assume le conseguenze.

Invece no.

Ma ciò che collega questo concetto con l'inizio dell'articolo è questo: per anni ho avuto stima di una persona che non vestiva certo una carica a me etica, ma si era battuto per i diritti dei lavoratori, aveva lottato per lo schifo dell'amianto e aveva fatto da supporto a tutti coloro ne fossero vittime. Era stato ospite a Ravenna di una conferenza che avevo organizzato, sull'amianto.

Oggi, colui che era un giudice del tribunale di Ravenna, è consigliere alla Corte di Cassazione. Oggi, quella persona pare stia scribacchiando la legge per l'obbligatorietà al vaccino per i lavoratori; riconducendo la responsabilità della sicurezza sul lavoro al proprietario/imprenditore.

Parlo del giudice Roberto Riverso.

Quando due giorni fa, ho letto il suo scritto, mi son cascati i coglioni. Così come quando ho visto (a marzo) dopo anni di silenzio, i video di Paolo Barnard che invitava a portare le museruole in faccia per difendersi dal virus. Altra persona che stimavo da una vita.

Persone come Riverso e Barnard, sono di un'intelligenza e conoscenza economica superiore alla media. Forse conoscevano già da prima quello che sta accadendo, ma se anche non fosse, c'hanno messo 5 minuti di orologio per capire cosa stava accadendo.

Tutto quello che hanno fatto nella loro vita, cade in un burrone, ai miei occhi.

Quindi? Quindi hanno scelto da che lato sedersi; e questa volta non è il lato degli oppressi. Per la prima volta, hanno pensato a se stessi. Saranno stati tanti i motivi (un mostro troppo grande, questo sarà il mondo d'ora in poi, ho troppi anni), ma.....non me ne vogliate Giudice Riverso e Paolo Barnard... io non ci riesco.

Resterò sicuramente povera e sola come questa società sta imponendo; ma con dignità.

sabato 9 gennaio 2021

CHIUSURE E FALLIMENTI

 




Mio padre ha avuto un'attività commerciale per 40 anni. Quand'era ragazzo ci lavorava come garzone; il proprietario, un giorno, gli chiese se volesse diventare lui il padrone pagandogli ciò che gli doveva negli anni. Lavorò talmente tanto che ripagò l'attività in pochissimi anni. Quando terminai le scuole superiori, fece di tutto per darmi l'attività commerciale. Ci rimasi per qualche anno perchè non era la vita che mai avrei voluto. Nel frattempo iniziò la crisi commerciale.

Quando il negozio era chiuso per orario o per festività, mio padre ci stava dentro ugualmente. Se qualcuno bussava sul vetro perchè voleva un lampadario, lo faceva entrare. Quando era domenica e stava al bar o al ristorante, si portava sempre in tasca i conti dei noti “segna che poi pago”; così se li incontrava e loro se ne uscivano con la classica frase “ah ho quel conto da pagare...”, mio padre lo prendeva dal taschino così poteva incassare.

C'era sempre il timore di non ,riuscire a pagare l'affitto, i dipendenti, i fornitori.

Mio padre non c'è più da anni; ma mi sono immaginata cos'avrebbe fatto oggi. Sono certa che sarebbe comunque stato dentro al negozio per chi bussava sul vetro. Così come fanno tanti artigiani o commercianti in altri Paesi.

Questa mattina ho letto che lo storico negozio di musica in via Marconi a Bologna, chiude per sto massacro economico; dopo cinquant'anni. E da Rubini ci siamo passati in tanti per un motivo o per l'altro. Tristezza, rabbia.

Il complesso turistico dove lavoravo in Trentino ha chiuso ad aprile e non ha più riaperto. Fallimento. 160 appartamenti turistici, hotel e tutto il cucuzzaro. Tutto chiuso.

Così come per tutti quegli artigiani e piccoli commercianti che hanno chiuso o stanno chiudendo. Due giorni fa cercavo la merceria vicino a casa... non c'è più, ha chiuso. A Bologna avevo stretto lo stomaco quando avevo visto un negozio chiuso, vuoto...sulla vetrina aveva ancora il cartello “andrà tutto bene”.

Ogni tanto su facebook leggo il solito commento (non fra i miei contatti) : “continuate a dire che è un golpe, ma a chi gioverebbe? Per mano di chi?”.

Mi sembra impossibile che non si riesca a vedere la realtà così semplice che, come ho già scritto, è la base, della base, della base del capitalismo. I poveri sono una creazione dei ricchi, più poveri ci sono e meglio sta quel gruppetto di ricchi. Ma soprattutto: non siamo una potenza economica e mai lo saremo, quindi “serve un padrone che metta i soldi”. E che cos'è che fa gola a chi vuole occuparci? I bar, i ristoranti, i piccoli artigiani? No, che siano chiusi fa solo scendere il valore di un Paese; e quella robetta lì se la comprano quando vogliono. Quello che fa gola sono la bellezza di Venezia, Firenze, Roma, Taormina, etc.etc..

Presto, molto presto, ci sveglieremo e la lingua italiana sarà scomparsa.

La foto l'ho scattata sul freccia rossa che ho dovuto prendere per rientrare a Ravenna.


Il mondo è già diviso in due.