venerdì 9 agosto 2013

SOFFOCARE I BAMBINI DI KUFFR QADDUM

Come tutti i venerdì mattina il villaggio di Kuffr Qaddum si prepara per la manifestazione, ma prima di ogni previsione i soldati entrano nel villaggio ed iniziano a sparare nella piazza piena di bambini.
C'è solo il tempo di correre, qualcuno tira qualche sasso per cercare di fermarli. Ed infatti riescono a contenere il gruppo di soldati per un pò di tempo. Arriva intanto la voce che oltre ai soldati ci sarebbero 8 auto della border Police israeliana. Forse sono lì perchè hanno intenzione di arrestare qualcuno.
Ma, eccoli, che dopo aver sparato i gas lacrimogeni a distanza, ora scendono correndo dalla collina e fanno irruzione nel villaggio. Sparano molti gas dentro alle case a sound bomb. Concludono l'operazione facendo entrare il bulldozer nel villaggio.
Il risultato che hanno ottenuto oggi è stato soffocare 5 bambini ( tra i 4 e i 7 anni) e una nonna di 75 anni, dentro le loro case con i gas. Si sentiranno orgogliosi di questo? Forse per le loro ambizioni lo sono. Per i vostri occhi, come per i miei, gli abitanti di Kuffr Qaddum sono gli eroi. Anche eroi di 4 o 7 anni, che resistono.

domenica 4 agosto 2013

Mia risposta a Marco Travaglio, Furio Colombo, Numa e il M5s

LA VEDETTA

Villaggio di Asira, Nablus, Palestina. Avevo già parlato del villaggio di Asira, del centro per le donne e del problema dell'acqua. In tutti i luoghi dove è stato costruito un insedimento illegale fra le ripercussioni che ci sono nei villaggi, c'è anche quello dell'acqua. Quando nasce l'insediamento, l'acqua cambia e diventa inquinata e non più potabile. Alcuni abitanti di Asira hanno fatto analizzare quell'acqua dopo che moltissimi di loro (soprattutto i bambini) stavano male. Nell'acqua c'è l'ameba. Sono quindi costretti a comperare taniche d'acqua, ovviamente, costa molto. Fortunatamente è partito questo progetto per portare una nuova fonte d'acqua che soddisferà Asira, Burin e Madma. I coloni però non gradiscono, anzi non vogliono che l'acqua arrivi ai villaggi; pertanto gli attacchi da parte loro sono continui. Quasi quotidianamente arrivano ad Asira nel cantiere dell'acqua. A volte lo attaccano di notte (come si vede dalle immagini della telecamera di sicurezza) e appiccano il fuoco. Altre volte vengono di giorno per tentare una manifestazione con annessa violenza. I lavoratori del cantiere vengono presi a sassate dai coloni. Il terreno antistante al cantiere (piantagione di ulivi) è stato bruciato più volte. L'ultima incursione della settimana scorsa è stata durane le prime ore del mattino. I coloni sono arrivati e hanno preso a sassate i lavoratori. Questa volta sono stati fermati dall'esercito, che ha però ben pensato di approfittare e fare incursione nella casa antistante al cantiere. Nessun danneggiamento, ma in quella casa ci vive una famiglia con bambini. Potete immaginare cosa significhi trovarsi i soldati alla mattina presto in casa? E cosa significhi per i bambini che vivono in quella casa?
Per non farsi cogliere impreparati nel cantiere, un lavoratore sta tutto il giorno sul tetto. Di vedetta. Ad Asira ci sono 40° all'ombra in questo momento. Eppure qualcuno è sempre su quel tetto a guardare quel maledetto orizzonte dove sventola impropriamente la bandiera d'Israele.
Tutto questo accade nonostante Asira abbia il permesso per il progetto dell'acqua e questo progetto sia finanziato dagli U.S.A.. Non faccio, purtroppo, conto dell'aspetto umano di un villaggio intero senz'acqua dal 2002; perchè chi sta portando avanti l'occupazione usando tutti i mezzi possibili non ha nulla di umano.





venerdì 2 agosto 2013

Lettera a chi non mi conosce o mi conosce poco


Cara persona,
tu non mi conosci o mi conosci solo perchè ti hanno parlato sommariamente di me. Io sono bella. Io sorrido. Io sono donna. Io esisto e resisto ad anni di menzogne che hanno inventato su di me. Una macchina del fango costruita ad arte per distruggermi. La tua politica e i tuoi mezzi d'informazione mi sta censurando così tu non saprai che io esisto.
Molti amici mi hanno dimenticata ed abbandonata perchè erano stanchi di stare al mio fianco, perchè il prezzo che si paga è molto alto. Ma, sono forte e continuerò a resistere nonostante tutto il male che mi stanno facendo.
Ti invito a leggere le mie parole, ad ascoltare la mia voce. Se mi conoscerai amerai il mio sorriso, la mia forza, il mio carattere pacifico. Io aspetto tutti a braccia aperte. Io non ho mai allontanato nessuno. Io ho sempre avuto rispetto per tutti. Ho visto molto sangue e ho versato molte lacrime, ma resisto. Il tempo mi ha cambiata e mi ha trasformata facendomi diventare sempre più piccola rispetto al mondo che mi circonda, ma io resisto. Qualcuno ha abusato di me, qualcun'altro mi ha usata e in molti mi hanno colpita fisicamente o moralmente. Ma io resisto.Ti hanno parlato di me come se stessi vivendo un conflitto, ma non è la verità. La verità è che io sto subendo dei crimini. Ho subito ogni tipo di crimine. Ho bisogno di giustizia. Vieni fra le mie braccia. Io ti aspetto. Sempre. Capirai che io non sono lontana del cuore. Vieni ad abbracciare le mie lacrime e il mio sorriso.

La Palestina

Letter to those who do not know me or I know little

Dear Person,
You do not know me or know me just because you have spoken briefly about me. I am beautiful. I smile. I am woman. I exist and to resist years of lies they invented on me. A mud machine built on purpose to destroy me. Your politics and your media is censoring me so you will not know that I exist.
Many friends have forgotten and abandoned because they were tired of being at my side, because the price you pay is very high. But, I'm strong and I will continue to resist despite all the evil that I're doing.
I invite you to read my words, listen to my voice. If you know me you will love my smile, my strength, my peaceful character. I expect you all with open arms. I have never turned away anyone. I have always had respect for all. I saw a lot of blood and I shed many tears, but I resist. The time has changed me and I turned and made me more and more small compared to the world around me, but I resist. Someone has abused me, someone used me and struck me in many physically or morally. But I resist.They have talked about me as if I were experiencing a conflict, but it is the truth. The truth is that I'm suffering of the crimes. I suffered every kind of crime. I need justice. Come into my arms. I'll wait. Always. You will understand that I am not far away of the heart. Come to embrace my tears and my smile.

The Palestine

giovedì 1 agosto 2013

IL CUORE IN MANO:STOP THE PRAWER PLAN



Come annunciato nei giorni precedenti, oggi, era la giornata delle manifestazioni contro il Prawer Plan. Un piano razzista e di apartheid che prevede l'eliminazione di 40,000 beduini nel Negev. La pulizia etnica della Palestina.
La manifestazione più grande nella West Bank è a Ramallah.....ma anche no. Arriviamo a Ramallah e troviamo degli autobus pronti per partire, per dove non si sa. Dopo 40 minuti di strada, arriviamo al check point di Hizme, siamo nel Negev. Sorpresa!
Quando scendiamo dagli autobus i soldati e la border police stanno già sparando ai palestinesi presenti. Ma il gioco cambia, perchè è aumentato il numero dei manifestanti e perchè moltissimi sono internazionali. Così, pisciano subito fuori dal vaso arrestando un palestinese. La manifestazione continua nonostante l'accaduto e le sound bomb. Poi, dopo averci circondati, iniziano a stringere il cerchio e a spingere (in nessuna direzione). Colpiscono due colleghe dell'ISM: ad una spingono la faccia contro a qualcosa di metallico (eravamo schiacciati nelle prossimità di un'autofficina), alla seconda invece sferrano un pugno nello stomaco.
Ogni tanto si fanno le solite risate...Ma, ecco, la bellezza che vince all'improvviso. Alle nostre spalle c'è il check point con la sua barriera di rete metallica. Dietro alla rete metallica ci sono dei bambini. Sono di là, aldilà. Iniziano ad intonare lo slogan della manifestazione e catturano l'attenzione di tutti. Ci dimentichiamo dei soldati, della border police e della sua violenza. Qualcuno lancia due bandiere palestinesi a quei bambini e la loro immagine, dietro alla barriera, che urlano gli slogan, cantano, ridono e si arrampicano su quell'orrore per sventolare le bandiere; è di una bellezza sconvolgente. E' la Palestina che ti prende il cuore in mano e lo avvolge di lacrime, sangue e sorrisi.
Questi sono i bambini che il Prawer Plan e il silenzio dell'occidente faranno sparire. Urlatelo a tutti, non siate complici. Loro, oggi, hanno urlato su una barriera dove non ci si può arrampicare. E sono bambini.


martedì 30 luglio 2013

NEGARE L'ACQUA..

 Oggi sono stata ad Huwarta, Nablus, per parlare con due famiglie di beduini accampate qui da poco. Solitamente sono accampati vicino ad Hebron o nel Negev, ma per il periodo estivo vengono qui perchè gli animali devono avere spazio per muoversi. Ricordiamoci, comunque, che sul Negev sta per piovere il Prawer Plan che intende mandar via da quell azona 70,000 beduini...
Due famiglie con molti bambini. Nessun attacco di coloni per il momento... Gli altri beduini di Huwarta sono stati meno fortunati: i coloni li avevano attaccati e gli avevano rubato una pecora.
Queste due famiglie, però , ci raccontano che Israele gli ha negato l'acqua per vivere. Non hanno acqua da bere, nè per loro nè per gli animali. Così, ogni tanto, devono fare dei km con la tanica a rimorchio, attraversare la collina e andare a comperare l'acqua. "Costa molto l'acqua", ci dicono. Questo è un altro metodo di Israele: se togli l'acqua agli esseri viventi, gli togli la vita. Quindi, oltre al Prawer Plan che incombe, i beduini devono fare anche i conti con i soliti metodi.
Come si fa a negare un bicchiere d'acqua ad un bambino?


sabato 27 luglio 2013

PIANTIAMO UNA TENDA....

Beit Ummar, accerchiata dagli insediamenti illegali d'Israele continua ad alzare la testa in nome della Giustizia. Oggi, abbiamo partecipato ad un'azione dimostrativa: piantare una tenda (finta) davanti all'insediamento illegale. Molti attivisti presenti, soprattutto israeliani. Dopo circa 10 minuti sono arrivati i primi soldati, dopo 30 minuti il numero era spropositante. Poi, è arrivata anche la border police. La differenza fra esercito e polizia è che l'esercito non può compiere arresti. L'esercito ha divise verdi, la border police ha divise verde/grigio ed elmetti neri.
Molte telecamere, macchine fotografiche e molti attivisti internazionali hanno sicuramente contribuito ad evitare azioni violente o arresti. Abbiamo avuto la visita alla tenda di alcuni coloni, non per annunciare la fine dell'occupazione ovviamente. Dopo circa due ore, un ufficiale dell'esercito si è presentato alla tenda con una fotocopia che "provava" che quella è zona "C", zona militare  e di insediamento israeliano e che non potevamo stare lì. Peccato, che quel foglio sia illegale, così come l'insediamento... C'è stato lo sgombero della tenda e delle persone.. Ho forse filmato uno sgombero illegale? Direi proprio di si.
Alcuni dei soldati ridevano e sfottevano i manifestanti, per loro, i crimini che commettono ogni giorno forse sono un gioco.
Ho visto l'insediamento da vicino oggi: molto verde, piscine...
Oggi i manifestanti palestinesi denunciavano che non possono più bere l'acqua perchè da quando hanno costruito l'insediamento si è inquinata. C'è, molto probabilmente, l'ameba nell'acqua, così come in tutti gli altri villaggi dove sono stata dopo la costruzione degli insediamenti illegali.
Togliere o avvelenare l'acqua ad un popolo e poi non riconoscerlo nemmeno un popolo...

venerdì 26 luglio 2013

Kuffr Qaddum Resiste!




Come ogni venerdì Kuffr Qaddum si prepara per la manifestazione. Non mollano nonostante i due anni di arresti e violenze, nonostante il periodo di ramadam, nonostante i 42° all'ombra.
I soldati arrivano prima della manifestazione e fanno pressione sul gruppo poco numeroso per l'ora.
Inizia la manifestazione: canti e marcia. La collina è presidiata dall'esercito e dalla polizia d'Israele (la collina è palestinese). Ma, eccoli, all'imporvviso scendono e iniziano a sparare. Sound bomb, gas lacrimogeni e granata gas. Ma nonostante le corse per schivare ciò che sparano, non si arretra. Si prende fiato e si risale, sempre in avanti. Oggi l'esercito ha portato un bulldozer che toglie tutte le pietre e la terra dalla strada e le accumula per fare una barriera. Non importa, il villaggio ha i trattori e rimetterà la strada a posto. Questa è Kuffr Qaddum, la Resistenza. Qui si sono visti internazionali arrestati, bambini torturati, feriti, martiri, episodi di ogni violenza. Ma Kuffr Qaddum resiste. Al prossimo venerdì, sempre più avanti su quella strada e sulla strada della Giustizia.