giovedì 9 novembre 2017

ATTENZIONE: PER CHI CERCA LAVORO ALL'ESTERO...




Scrivo questa piccola tragedia personale (una delle tante nella mia vita), non per sputtanare l'agenzia per la quale ho lavorato, ma affinchè sia d'informazione per chi cerca lavoro all'estero.

In quest'Europa di sta ceppa siamo in tanti a buttarci nel lavoro stagionale all'estero. La scorsa estate anch'io ho lasciato i miei piccoli lavoretti bolognesi per fare la stagione in Spagna (buon stipendio, vitto e alloggio compreso) in più a lavorare sulla Costa Brava non è male. Forte anche di un sapere... con una legge del 1975, per i lavoratori che rimpatriano anche solo dopo pochi giorni (quindi non dipende da quanto tempo si lavora all'estero), l'I.N.P.S. Paga l'indennità per rimpatriati che è pari alla disoccupazione, per 6 mesi. La si può richiedere solo una volta senza essere legati alla durata del lavoro, dalle volte successive si parte da un minimo di 12 mesi.
Così, sentite altre esperienze che pur avendo lavorato solo pochi giorni, godono dell'indennità di disoccupazione, sono intenzionata a fare lo stesso. Ne ho diritto....
Però mi faccio tutta la stagione (luglio ed agosto). Nel mentre, mi reco all'ufficio per l'impiego spagnolo per richiedere il modello U1, che è quello che richiede l'Inps per liquidare il lavoratore dell'indennità (oltre a busta paga e contratto).
Lì in Spagna scopro che l'agenzia interinale che mi ha fatto il contratto ha sede legale in Lettonia, a Riga e che quindi l'U1 deve essere emesso da là. Allarmata chiamo l'agenzia e vengo subito tranquillizzata che ci penseranno loro a richiederlo e farmelo avere.
Finisco la stagione, sono pronta a rientrare in Italia, ma ancora l'U1 non me lo danno...
Rientro in Italia e il giorno dopo vado subito all'ufficio di collocamento a Bologna per fare la D.I.D. (dichiarazione d'immediata disponibilità al lavoro). Anche questo è un passaggio fondamentale per ricevere l'indennità, che ho fatto.
Nel frattempo, dopo ripetute mail e messaggi whatsapp alla mia agenzia, mi mandano un documento che si chiama A1 (quindi non quello che avevo richiesto). Li ricontatto chiedendo che cazzo era sta roba che non avevo mai chiesto.... e mi dicono che mi faranno avere l'U1 entro 30 giorni. Siamo al 5 settembre. Ok?
Poi, cerco un patronato che mi presenti la domanda. Porto tutta la documentazione che ho e anche loro mi dicono che non appena avrò l'U1 di protocollarlo direttamente all'Inps.
Inizio a massacrare di mail la mia agenzia senza avere risposta.....
Ad ottobre iniziano a tornarmi indietro le mail perchè pare non funzioni più l'indirizzo mail dell'agenzia....
Il 13 ottobre mi chiama il patronato dicendomi che l'Inps chiedeva l'U1...gli faccio presente che secondo la legge è l'Inps che deve richiederlo all'ente estero qualora il lavoratore ne sia sprovvisto, ma mi consigliano di insistere a chiederlo io all'agenzia che mi ha assunta...
Ri-scrivo alla mia agenzia, usando altri indirizzi mail, e il “solito” con il quale ho parlato (sempre per scritto) mi dice che mi ha cercato telefonicamente proprio il giorno precedente per chiedermi l'indirizzo per inviarmi via posta l'U1...!???!!
“L'indirizzo”...mi hanno fatto il contratto di lavoro...ce l'hanno l'indirizzo, vabbè...gli rispondo e lui mi risponde che è stato inviato per posta.
Ne sollecito l'invio via mail per urgenza perchè l'Inps ne ha bisogno subito. E lì parte di nuovo il silenzio.... Fino a quando mi risponde dandomi un indirizzo mail della sede dell'agenzia in Lettonia che si sta occupando della mia richiesta.
Siamo a due settimane fa.
Le scrivo e mi dice che si interesserà appena avrà tempo...
Passano i giorni, son passati mesi e io, nel frattempo, sto terminando i soldini.... ok?????
Arriviamo a lunedì scorso:
vado all'Inps a protocollare un ricordo “che come è scritto nel loro sito nella pagina di questa legge, è l'Inps che chiede l'U1 al paese estero qualora il lavoratore ne sia sprovvisto”. Protocollo all'ufficio Inps di Bologna e la tipa che se ne occupa si incazza perchè dice che non è vero, oltretutto per la Lettonia che non è convenzionata con l'Italia.
Esco e controllo le mail sul cellulare (visto che ero lì, magari mi arrivava l'U1 e lo consegnavo subito...).
E, trovo l'ennesima doccia fredda di sti stronzi: mail della sede in Lettonia della mia agenzia che mi riferisce che hanno tentato di avere l'U1, ma che la prassi è che vada il diretto interessato nell'ufficio dell'Autorità lettone a chiederlo e pertanto che DOVEVO ANDARE IO IN LETTONIA ALLO SPORTELLO A RICHIEDERE L'U1.
In tasca ho le sole 5 euro per tornare con il bus a casa.
Quando sono sull'autobus e mi viene da piangere, decido di chiamare la mia ex collega, per aggiornarla...le avevo detto io di come fare a prendere sti indennità, sicuramente sarà messa come me; ma almeno ci sfogheremo in due...
La chiamo, lei è nel Lazio; mi lascia raccontare tutta la storia e alla fine mi dice “Samà, mi spiace che ti sia andata così...me l'hai detto tu dell'indennità....ma io l'ho presa, già dal mese scorso, con i tuoi stessi documenti”.
Sbang!!
Mi suicido?
Chiamo il patronato (per capire se sono loro che hanno scazzato). Chiamo un amico di un altro sindacato (per avere un altro parere). Ed entrambi mi danno la stessa risposta: “sì, in altre regioni liquidano senza impuntarsi su questo documento, anche perchè la prova del lavoro gli sarebbe già stata data con contratto, buste paga e A1), ma qui in Emilia – Romagna fanno così. Non si può fare nulla.
Torno a casa....e fortuna che non abito al quinto piano....

Faccio un passo indietro: nel mentre che si aspetta l'indennità, se inizi a lavorare, la perdi. O meglio, ti verrà data quando rismetterai di nuovo di lavorare. Quindi, io, da settembre ad oggi...ho rifiutato dei lavori perchè ero convinta che mi stesse arrivando l'indennità....
Arriviamo a martedì: quando scrivo direttamente all'ufficio per l'impiego in Lettonia, spiegandogli tutta la storia. Questi mi rispondono inviandomi un modulo di richiesta per l'U1 (in lettone), da rimandare in Lettonia compilato e firmato e per posta, non via mail.
Lo stampo, lo compilo (usando google traslate) e lo firmo e glielo mando via mail per accelleare i tempi e chiedendo gentilmente di anticiparmelo via mail e i tempi...
Arriviamo a questa sera: dalla Lettonia mi rispondono che la mia firma su quel modulo di richiesta potrebbe essere non autentica e pertanto che aspetteranno il modulo via posta e che da suo ricevimento passeranno altri 15 giorni più la spedizione.

Ora:
  1. l'agenzia per la quale ho lavorato in Spagna ha ovviamente una sede fittizia in Lettonia per non pagare le tasse.
  2. Mi hanno scritto una marea di balle e non si sono minimamente preoccupati di mettermi in contatto prima con quest'ufficio in Lettonia al quale dovevo richiedere il modulo.
  3. L'Inps in Emilia Romagna se ne fotte.
  4. La mia collega... (sono felice per lei che ha preso l'indennità), lei, al quale gliel'avevo detto io e io ….no.

L'agenzia per la quale ho lavorato si chiama workeurope.eu , mi ha mandato una mail questa sera dove mi propongono un lavoro in Finlandia......non so ancora cosa farò, sto messa di piangere.

Che questa storia insegni una cosa: il primo che sostiene che le persone non hanno potere, si legga questa storia. Guardate quanto potere hanno di rovinare la vita ad una persona.


Arriviamo ad ora: temo ad aprire le mail...tanto sono sicura che non ci sarà nulla di buono, ma decido di pubblicare l'articolo. Non si sa mai, magari a qualcuno può servire, o magari a qualcuno viene un'idea di come fargliela pagare (almeno quello, cazzo).

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