domenica 21 ottobre 2018

LA LOTTA PER LA LIBERTA' DI KHADER ADNAN




Khader Adnan, palestinese di Nablus, leader della Jihad islamica è arrivato al 50° giorno di sciopero della fame. E' stato preso l'11 dicembre 2017 dai soldati israeliani e, da quel momento, è detenuto in detenzione amministrativa presso Jamla. E' la terza volta che Adnan è detenuto in prigione dagli israeliani senza accusa e senza processo; ovvero in detenzione amministrativa.
E' passato quasi un anno da quando fu preso per la terza volta ed ha intrapreso lo sciopero della fame per pretendere la Libertà.
Anche nelle prime due prigionie, Adnan, aveva intrapreso lo sciopero della fame. Aveva avuto supporto con presidi e proteste in Palestina e anche altri prigionieri politici avevano intrapreso lo sciopero della fame.
La prima volta fu nel 2015, poi nel 2017.
Ciò che mi fa staccar la pelle è che questa volta, è arrivato al 50° giorno di sciopero della fame, ma parrebbe esser stato lasciato solo.
Gli scontri in Palestina (anche con i martiri) ci sono tutti i giorni, certo, ma non per rivendicare la lotta di Khader Adnan. Idem per gli altri prigionieri politici (ci sono alcuni detenuti che hanno intrapreso lo sciopero della fame per alcuni giorni, ma siamo molto lontani dai numeri degli anni precedenti e sicuramente non per seguire Adnan).
Giovedì scorso Khader Adnan è stato trasferito in un ospedale militare israeliano per il peggioramento delle sue condizioni.
E' in sedia a rotelle e quasi tutte le funzioni vitali si stanno spegnendo. Nonostante questo, non gli è stato permesso di vedere il suo avvocato, né i famigliari.
Temo che quest'uomo muoia lentamente nell'indifferenza del mondo, soprattutto delle ONG che non si occupano certo del leader della Jjihad islamica di Nablus.

Tutta la mia stima e il mio rispetto per Khader Adnan.

mercoledì 26 settembre 2018

CONTRO IL 41BIS




Il 28 settembre ci sarà un presidio davanti al Tribunale dell'Aquila in occasione del processo a Nadia Lioce per dire ancora "NO al 41 bis".
Viene processata per aver fatto battitura con una bottiglietta di plastica sulle sbarre della cella (altri lo facevano, ma lei viene processata). La Lioce parteciperà in video conferenza perchè non le viene permessa nemmeno la presenza fisica al processo che la vede imputata.
Sono 16 anni che è al 41 bis. Non oso nemmeno immaginare come faccia a resistere; tutta la mia stima per una resistenza così lunga e questo nonostante i continui attacchi per farla demordere.
Il 41 bis è tortura.
Premesso che le battaglie non si fanno per Nadia, Paolo, Michela, pinco pallino; ma si fanno per la causa.... Sono al fianco di tutti i prigionieri politici che lottano contro i mostri e che lottano per la causa di tutti (anche per quelli che non capiscono).
Non potrò essere all'Aquila perchè sto vivendo un momento difficile nella mia vita; ma con il cuore sono lì.

giovedì 20 settembre 2018

STORIE FRA STREGHE




Fra streghe ci si riconosce, ci si ritrova... ed è così che ogni tanto incontro un'altra strega, che mi racconta una storia di questo o quell'altro secolo.
Qualche giorno fa ho incontrato una strega, vive al nord; mi ha raccontato dell'aborto autogestito.
Non sto qui ad aprire un dibattito sul perchè una donna abbia il diritto di interrompere una gravidanza. E' un dibattito che ritengo concluso e superato da anni. Piuttosto voglio discutere sul “come”.
Ci sono passata anch'io, qualche anno fa. Dapprima ti fanno un'ecografia e ti fanno vedere “la creatura che cresce dentro di te”. Poi un incontro per dissuaderti dal farlo. Poi, quando sei decisa ad abortire, c'è l'ospedalizzazione in un reparto dove ci sono le donne che stanno per partorire. Per non toccare i tantissimi casi di quando il “raschiamento” non è andato bene e devi rifarlo o devi prendere delle gocce che inducono alle contrazioni uterine per espellere ciò che è rimasto. Ed in tutto questo percorso, per i medici, non sei mai “urgente”. Quindi aspetti....

Beh, vi dicevo che questa strega mi ha raccontato dell'aborto autogestito.
Lei l'ha fatto.
Non si capiva, come mai le nigeriane in Italia facessero un gran uso di immuno drepressore gastrico. Ed, in pratica, abbiamo imparato da loro l'alternativa autogestita all'interruzione di gravidanza.
Dapprima si prende la RU 486, poi per 12 ore ci si infila nella vagina le pastiglie di immuno depressore gastrico (una ogni 3 ore).
Nessuna conseguenza/complicazione per la donna; questo anche per il mondo scientifico ( https://www.notizieprovita.it/voce-della-scienza/laltro-aborto-clandestino-quello-con-le-compresse-antiulcera/ )

Eppure, suona tutto molto medioevo; tutto fatto fra le cantine e con le nigeriane che ci danno la dritta. E' orribile ed è nel 2018. Forse, le lotte femministe sono un po' troppo occupate al diritto ad avere un figlio anche con utero in affitto e si sono distratte per quanto concerne l'aborto.

Ci fanno clandestine anche nel nostro corpo.

martedì 21 agosto 2018

ANCHE GLI SPICCIOLI SI PRENDONO...(mail bombing?)


Come scrivo sempre, le energie ed i mezzi impiegati per lottare devono essere proporzionati al mostro/problema che abbiamo davanti. Inutile ed eccessivo un corteo per un diritto piccolo piccolo che viene schiacciato, ma va pur sempre fatto rispettare perchè è un principìo.
Ok, voglio vedere se le mail bombing funzionano per una cosa piccolina che mi è accaduta (e molto probabilmente non solo a me).
Sto per raccontarvi la classica storiella del deposito cauzionale per fornitura di gas, MAI restituito dal fornitore di gas nonostante il contratto sia chiuso da un pezzo.
Il mostro multinazionale in questione si chiama: Liquigás.
Forniscono gas liquido in quelle zone dove non arriva la rete di gas metano. Vivevo in una casa sull'Appennino Bolognese dove non c'era il gas metano, ma, appunto, era fornita di gas liquido da Liquigas.
Ho dovuto dare 200 euro di deposito cauzionale quando ho aperto il contratto. Se alla scadenza non hai pagato le bollette, tempo due giorni e ti arrivano sms, mail e telefonate perchè non hai pagato. E....udite udite... non fanno pagamenti dilazionati delle bollette! Tutto questo per una fornitura di gas che pare essere molto più costosa del normale gas metano (che già è caro).
Ok, a parte queste info/dettagli su come lavora Liquigas; il 3 luglio 2018 ho chiuso il contratto con loro richiedendo l'emissione dell'ultima bolletta e il suo scorporo dal deposito cauzionale ed, altresì, la restituzione del MIO deposito cauzionale.
Siamo al 21 agosto e la foto che allego è l'ultima volta che Liquigas si è degnata di rispondermi. Da allora.... il silenzio.
Scusate, io scrivo quest'articolo per info e perchè può essere che anche altri siano nelle stesse condizioni; ma vi chiedo se anche voi che leggete potete provare a mandargli qualche mail...
Ci si potrà trattenere all'incirca 150 euro così, senza dire un cazzo?
Porca troia.

A fronte di quest'esperienza mi sento di consigliare a tutti coloro che affittano o comprano in zone disagiate non raggiunte dal gas metano..... la legna ed il pellet.



Indirizzo mail al quale scrivere: scnord@liquigas.com Oppure backoffice@liquigas.com