sabato 16 gennaio 2016

JEHAD



Chi mi ha seguito nei due anni di Palestina sa chi è Jehad Alhindi, il guerriero di Tell. Ma nell'aggiornarvi sulla sua situazione, lo ripresento a chi non lo sa.
Jehad è un amico, un compagno del villaggio di Tell, Nablus. E' il maschio più grande in famiglia perchè il padre è morto dopo essere stato imprigionato dai soldati israeliani. Qundi, Jehad è colui che ha un po' la responsabilità della famiglia.
Jehad è uno che non si piega all'occupazione nazista israeliana e non sta a compromessi. E' un lottatore.
La prima volta che gli israeliani vennero per prendere Jehad, attaccarono il villaggio, staccarono la corrente elettrica dappertutto. Gli shebab erano in strada. Gli israeliani spararono nelle gambe a Jehad, che però riuscì a raggiungere l'ospedale per farsi curare. Nel frattempo nel villaggio, gli israeliani presero in ostaggio la sua famiglia e dissero alla madre “fallo tornare qui perchè se lo prendiamo noi, tuo figlio, te lo riportiamo morto”. Lo vidi quella notte/mattina, che camminava a fatica e gli avevano sparato anche una rubber bullet in testa. Jehad scelse di non scappare e si presentò ai soldati. Sapeva che l'avrebbero imprigionato ed era ferito. Io ero a pezzi e lui mi ripeteva “ma fisc muschela” (non c'è problema). Fu la prima volta che mi sentii di dire “israele mi ha bruciato il cuore”.
Dopo un mese di udienze alle quali partecipavo sostando davanti alla prigione, il tribunale militare israeliano diede a Jehad 5 mesi e circa 500 euro di cauzione per il rilascio (io lo chiamo riscatto). Dalla mia pagina facebook, chi era in contatto con me, fece partire spontaneamente una raccolta fondi. La famiglia accettò quel dono e Jehad fu liberato dopo 4 mesi.
Quando mi telefonava dalla prigione ero felice, ma al tempo stesso stringevo le chiappe perchè sapevo benissimo che israele gli dava il telefono e israele aveva quindi il mio numero ed ascoltava cosa dicevamo (dei gran strafalcioni lui in inglese ed idem io in arabo).
Il video del momento del rilascio di Jehad è sul mio canale youtube, ma quelle immagini emozionanti sono anche alle fine del film “israele, IL CANCRO”.
Agosto 2016, io non sono più in Palestina perchè sono stata rapita e deportata. Al checkpoint di Howwara, Nablus, i soldati israeliani sparano nuovamente alle gambe di Jehad. Il proiettile gli entra da davanti e gli esce da dietro. Jehad viene portato al Rafhidia Hospital di Nablus ed operato. Viene dimesso il giorno successivo.
Poche ore dopo, quando arriva la notte, arrivano i soldati israeliani nel villaggio di Tell e portano via un'altra volta Jehad.
Da allora si aspetta e Jehad dorme su un letto di ferro tutte le notti, in cella. Non hanno ancora formulato nessuna accusa, quindi non si può far nulla.
Oggi 16 gennaio 2016 c'è stata l'udienza. E' stata nuovamente rimandata al mese prossimo.
Sapete come funziona il “rimandare un'udienza al tribunale militare israeliano”? Ora ve lo spiego.
Ammanettato e a volte con i piedi legati vieni portato dalla prigione al “tribunale”. Le udienze iniziano alle 9,00 del mattino e terminano attorno alle 15,00. Non c'è un ordine di orario e non sai quando sarà la tua. Aspetti per ore e non c'è il bagno. Per questo motivo, i prigionieri, dalla sera prima non mangiano e non bevono sennò sanno già che il giorno successivo si faranno tutto nei pantaloni o devono trattenere e visto che sarà l'unica volta che avranno la visione della mamma o dei cari....
I parenti, invece, che assistono all'udienza (max 2) devono riuscire entrare e passare tutti i controlli dalle 8,30 alle 8,45. Chi non riesce ad entrare in quei 15 minuti non entra più. Li fanno attendere per tutte quelle ore in uno stanzino piccolo, senz'aria, dove non puoi portarti nulla e non puoi uscire fino alla fine dell'udienza che ti riguarda; o fino alle 15,00 perchè hai aspettato fino a quel momento che ci fosse l'udienza.
Se l'udienza c'è, il prigioniero è “fortunato” perchè almeno avrà avuto la possibilità di rivedere la mamma.
Jehad Alhindi, il guerriero di Tell, prigioniero politico, colpevole di essere Palestinese; si è fatto tutti e due i compleanni in cella.

Le persone come Jehad sono quelle che fanno la differenza in un mondo che fa pena. Vorrei dirgli che sono orgogliosa di lui e credo che anche altri qui in Italia lo siano.

martedì 12 gennaio 2016

OFF TOPIC



Oggi in Palestina gli israeliani hanno ammazzato altri 3 palestinesi, più tutto il resto... Sono giorni che non mi collego per non leggere e ricevere merda, e non parlo di israele.
In questi giorni ero praticamente in clinica. E' così...
Ho riabbracciato colei che ha vissuto con me tutto della Palestina, fra noi due ci chiamiamo “shebab”.
Da quando sono stata deportata, è stato il primo abbraccio con il mondo che mi hanno tolto. Cioè con la mia vita che mi hanno rubato. E' stato, però, anche l'abbraccio per me più importante.
Io e lei abbiamo vissuto il mostro assieme, ci capiamo con uno sguardo e con gli occhi abbiamo la stessa visione, a 360°.
In questi giorni ci siamo fatte decine di selfie, niente, non ne va bene nemmeno uno. Abbiamo cambiato cellulare, abbiamo chiesto di farci una foto,ma niente. Il problema sono le nostre facce. Un anno di Palestina è come dieci anni di vita in un altro posto. Siamo state lì due anni. In un anno io ho tutti i capelli bianchi, lei li ha persi. La nostra pelle...diosanto, la nostra pelle..... che cazzo c'è successo...
Ieri sera abbiamo trovato una foto di esattamente un anno fa. Tutte e due a bocca aperta. Come abbiamo fatto ad invecchiare così in un anno?
Stiamo in piedi ad alcool e sigarette e stiamo ancora in piedi perchè io sono tornata ancora con le mie gambe, i miei occhi, le mie braccia. Poteva andare peggio, sarebbe bastato tornare su una sedia rotelle e la mia vita sarebbe stata molto più merda di com'è. Quindi siamo fortunate a non aver perso le gambe o la vista.
Abbiamo, però, perso altro. Abbiamo perso il futuro, la speranza. Così, oggi, ci siamo dette che cosa vogliamo veramente fare in futuro.. Ancora progetti, ma nessun posto chiaro al mondo per noi. Se devo veramente dire che cosa vorrei fare: “ stare in una casa su un'isola, con un M16 e sparare a chiunque si avvicini, a ridere e a bere, tanto non abbiamo più nulla da perdere”.
Ecco, io e lei siamo in chemioterapia perchè abbiamo il cancro. Il cancro al cervello e si chiama “israele”. La metastasi è la cosa più difficile da trattare, perchè non sono i gas che ci siamo respirate per tutto quel tempo ad averci rovinato la pelle; no, è tutta la merda che prendevamo tutti i giorni. La prendevamo e la prendiamo da voi che condividete un post/articolo dai mossad e non capite nemmeno che sono mossad, dalla “non violenza e dal pacifismo” che davanti alle torture ad un bambino reagisce con “sorry”, dal patriarcato che ha rincoglionito parte del Popolo palestinese riducendo molte delle donne a borse di make up e aspiranti trombatori molti shebab. E' stata la società occidentale a dare il colpo di grazia ai diritti umani, non i soldati con il fucile.
Ho costruito di più nel suk di Nablus, ogni volta che passavo il tempo a piangere, ascoltare e parlare con il vecchio che vende le verdure. Non chiedeva nulla, era umanità.
Ecco, davanti alla morte dell'umanità che non ho più nulla da perdere, né io né lei. Siamo in chemio, moriremo senza un poster da martiri perchè questo vostro mondo di merda vede e conosce solo ciò che gli viene venduto. E' andato perduto il desiderio di scavare e conoscere.
Io e lei abbiamo una cerchia di persone che ci amano e che noi ricambiamo in modo pessimo, siamo come mostri. Ed il bello è che io lo so, lei lo sa, ma non riusciamo a farci nulla. Sembra che sfoghiamo su di loro le nostre frustrazioni: che non hanno conosciuto ciò che abbiamo conosciuto noi, che la società è formata da persone vuote con vite vuote, che davanti all'ignoranza reagiamo vomitando.

Shebab, è andata, al mondo di merda possiamo solo mostrarci così, come i selfie che ho allegato; o con il khalashnikov dalla finestra.  

sabato 2 gennaio 2016

IL MOSTRO


 Non ho voglia né di fare un bilancio del 2015 personale né in generale sulla Palestina. Ci sono tutti gli articoli nel mio blog scritti via via per ogni cosa che è, e mi è, accaduta.
Da giorni però, voglio scrivere una riflessione su quest'ultimo periodo (dal 1° ottobre) in Palestina; anche maggiorata dall'ultimo fatto a Tel Aviv.

1a parte)
Nella foto n. 1 c'è un coltello da pasto, da bistecca, di quelli che si trovano in qualsiasi cucina e che usiamo a tavola.
Nella foto n. 2 c'è un coltello tipo trinciante, quindi di dimensioni più grandi, di quelli che si trovano in qualsiasi cucina e che usiamo per la preparazione dei cibi.
Nella foto n. 3 ci sono i soldati israeliani che, armati fino ai denti, fanno quello sappiamo tutti i giorni in Palestina da 70 anni.

Ora... se voi doveste andare ad un checkpoint dove ci sono 50/60 soldati israeliani con la volontà di ucciderne uno o di più, con quale coltello ci andreste? La logica della domanda così posta fa rispondere “con il coltellone”, con un gesto da sx a dx alla gola, si è già ammazzato un soldato. Invece, la logica di andarci con il coltello da pasto (per alcuni dei palestinesi uccisi) fa sì che dal 1° ottobre ad oggi ci siano 142 martiri palestinesi. Ci sarebbero stati comunque, anche se usavano il coltellone, non cambiava nulla. Ma, il focus è un altro.
E' “lo scopo” di andare ad un checkpoint con il coltello da pasto. Sai già che verrai ucciso, e non ci vai nemmeno con l'arma migliore che hai per uccidere?
Certo, perchè forse lo “scopo” non è uccidere, ma farsi uccidere.
Io lo so che questo concetto non va proprio giù a chi parla di “azioni della Resistenza” tipo alcuni pro- pal... ma chi sta facendo passare tutto questo per “azioni della Resistenza” è anche israele per dare motivazione “al mondo” del GENOCIDIO che sta portando a termine.
Quindi porto avanti la realtà della Palestina che io conosco, quella del mostro, del cancro, che il primo danno che fa è nella mente delle persone. Così come ho affrontato in “israele, IL CANCRO”.
Aldilà di tutte le interviste che ho fatto, alcune nel film, è sufficiente guardare questo video del 1° gennaio a Gaza.... La giornalista va dalle persone a chiedergli che cosa desiderano per l'anno nuovo. Va da questo bambino e quando glielo chiede, lui risponde “spero di morire”. Lei chiede “perchè, amore mio dici così?”. Il bambino le risponde che questo mondo lui lo odia, perchè è orribile e che lui non può andare a scuola perchè deve lavorare per portare i soldi alla sua famiglia per i fratelli più piccoli.
E' un bambino palestinese che avrà 10 anni al massimo, vuole morire. https://www.facebook.com/ShehabAgency.MainPage/videos/1273459989363085/?pnref=story

2a parte)
Ieri a Tel Aviv, uno uomo, entra in un negozio e con molta attenzione, aspettando il momento giusto e non facendo inquadrare la sua faccia dalle telecamere di sorveglianza; tira fuori un fucile automatico dallo zaino ed inizia a sparare per strada. 2 coloni israeliani uccisi e 10 feriti. L'uomo non viene preso. Iniziano le ricerche e viene divulgata la sua identità e da subito viene detto che è palestinese perchè c'era una copia del Corano nello zaino.
Allora..... può essere. Tutto può essere, così come può non essere. Per un semplice motivo: non è stato preso quando sparava o subito dopo. Il che mi fa dubitare, e mi crea un deja vù al primo di ottobre, cioè quando tutto è iniziato.
Il 1° di ottobre ad Howwara, Nablus, un'auto di coloni viene attaccata da spari. Muoiono padre e madre, i figli in auto non vengono uccisi. Gli assalitori non vengono presi al momento, ma 20 giorni dopo 5 persone vengono prese in un villaggio di Nablus, sono di Hamas. Vengono accusati dell'omicidio.
Sapete, in Palestina tutto può essere. Può essere che alcuni Palestinesi amici fra di loro si siano organizzati e abbiano fatto quest'attacco per vendicare la famiglia palestinese bruciata viva a Douma, e che il ragazzo palestinese sia arrivato a Tel Aviv e che sia un super soldato di natura e che, quindi sia riuscito a fare quello che ha fatto senza farsi prendere. Può essere che fra i tanti palestinesi che lavorano, purtroppo, per i servizi segreti israeliani ci siano il gruppo di Howwara e il ragazzo a Tel Aviv ieri. Così come può essere che lo stesso israele abbia compiuto i due attacchi e poi preso dei Palestinesi alla cazzo, tanto i processi sono SEMPRE delle commedie, non servono nemmeno le prove, agli avvocati difensori non vengono dati nemmeno gli atti e i testimoni palestinesi non sono ammessi.

3a parte.
Dopo due settimane di morti ad ottobre, attentati con coltelli da burro, veri attentati, finti attentati... parlavo con chi ha vissuto la Palestina come me. Lei mi dice una cosa “ho un'impressione e voglio parlarne con te. Samantha, ho l'impressione che stiano facendo training, che israele sia in un'esercitazione”. Non l'ho escluso subito, ma allora non ci pensavo proprio. Così ho iniziato ad osservare senza scartare anche questa ipotesi e tenendo conto che proprio io ho scritto che “israele è la più grande base militare al mondo e la Palestina, un laboratorio. I Palestinesi cavie sui quali vengono sperimentate le torture, i vari tipi di repressione, e le economie”.
Oggi, 2 gennaio 2016, il bilancio è di 142 palestinesi uccisi. Solo una parte di loro aveva fatto la volata in solitario con il coltello o con l'auto. Molte Donne, bambini, stavano solo passando di lì, davanti ai soldati in quel momento. Sono morti.
Ma aldilà di questo, ho osservato i video, le foto... Cazzo, nel 98% delle uccisioni, a compierle sono stati soldati. Soldati, capito? Non la “border police”. Soldati.
Per chi non lo sapesse... quando vogliono fare davvero i cattivi o c'è davvero una situazione a rischio, israele schiera la border police.
Seguiamo la logica di “difesa” che avrebbe israele: in una situazione così, dove secondo loro, i palestinesi fanno partire l'intifada dei coltelli, dove i coloni israeliani vogliono maggior sicurezza perchè “hanno paura”..... la West Bank non è piena di border police, ma lascia i soldatini che stanno svolgendo il servizio di leva.
israele è un mostro a 7 teste, noi non riusciamo a pensare come lui, non ce li sogniamo proprio certi pensieri così mostruosi.

4a parte.
Fra i primissimi martiri di quest'ultimo periodo c'era un bambino figlio di un martire. Andò a Gerusalemme con un coltello, venne ucciso. Lasciò una lettera indirizzata a Mahmuod Abbas, ove lo criticava per aver issato la bandiera palestinese all'ONU e per tutta la porca politica che ha fatto il non-eletto presidente. Tutti i Palestinesi sanno che per fare l'Intifada, deve essere prima fatta contro l'Autorità Nazionale Palestinese. Ed infatti, dopo 142 martiri, non è Intifada.
Anzi... ieri israele ha rilasciato 23 corpi di martiri tenuti nei congelatori per settimane. 14 di Al Kahlil (quella è già una zona molto calda..). Ehi? Dico.. già quando rilasciano il corpo di un martire scoppia la reazione. Ve lo immaginate voi, con un funerale per 14 corpi, decine di migliaia di partecipanti, quanta rabbia sale??
E chi avrebbe “trattato” per far rilasciare i corpi in quel modo? Forse... Mahmuod Abbas. Forse israele fa un altro esperimento già in progetto. Ma sta di fatto, che ai funerali, ad Al Kahlil, Mahmuod Abbas non c'era. Sapete dov'è? A trattare per lo “Stato di Palestina”.
Verrà riconosciuto nel 2016 (spero di sbagliare): saranno Ramallah (solo in centro) e Rawabi come zona residenziale. Tutto il resto è israele. Sì, perchè gli esperimenti sono quasi finiti. Il gioco è quasi finito e chi non farà parte di quello “Stato di Palestina” che si fotta, verrà rapito, sparato e lasciato morire dissanguato come i 17 martiri di Al Kahlil, o si butterà contro i soldati con il coltello da burro perchè sceglie l'eutanasia.

5a parte.
Perchè gli esperimenti sono finiti? Perchè noi siamo bruciati e israele ha vinto. Ha vinto perchè un bambino di 10 a Gaza desidera morire e noi, l'unica risposta che sappiamo dare è mandargli dei soldi. Se lui avrà la possibilità di crescere, l'unico desiderio che avrà con i soldi in mano, che noi gli mandiamo, è “andarsene dalla Palestina”. Per tutto questo si ringrazia: israele, l'ANP, le ONG, facebook e i media. Il bambino ancora non lo sa che qui si riempiono le piazze per dire quanti sono “brutti e cattivi” Salvini, Berlusconi, Renzi, casa pound, etc. etc.... Sono cattive anche le zanzare d'estate.

Buon 2016 su facebook......

sabato 26 dicembre 2015

LIBERTA'


Quest'articolo si riferisce ad una notizia di ieri, ma volevo darla a modo mio e desideravo che venisse letta, magari dopo le varie mangiate e/o festeggiamenti. Quindi la scrivo oggi.

Ieri, 25 dicembre 2015, giorno del Natale e della nascita di Maometto; la Palestina ha avuto due martiri. Una donna di 38 anni, madre, rientrava in auto nel sul villaggio, a Silwad, Ramallah. I soldati israeliani hanno crivellato l'auto di proiettili. Lei è stata uccisa da due proiettili al volto e cinque al petto. Mahdia Hammad ha lasciato una bimba in fasce, che piangeva percè non c'era la mamma.

Ma, ieri, un uomo che i media e le autorità hanno definito come “sociopatico”, correva nudo sulla battigia del mare.
Se quell'uomo avesse corso nudo sulla battigia a Rimini o ad Ostia il 25 dicembre, finiva sui TG e tutti ridevano dicendo “quello è un matto”. Ma quell'uomo correva nudo sulla battigia che va da Gaza all'Egitto, attraversando il valico di Rafah.
I soldati egiziani lo hanno crivellato di spari. E' morto, nudo, lì sulla battigia. Ed i media e le autorità chiedono spiegazioni alle autorità egiziane per aver ucciso un uomo “sociopatico” o “malato di mente”.
Per me è stato ucciso un uomo, libero. Libero in una Terra oppressa da troppi mostri e che definisce le persone “libere”, malati di mente.
Mi piace pensare che sia morto libero, quell'uomo che correva nudo nel mare attraversando Rafah. Consapevole od inconsapevole, ma in un mondo con questa società di mostri, le persone libere sono definite “malati di mente” e corrono verso l'eutanasia.

Onore a te, Uomo, Palestinese di Gaza, morto libero, senza aver ucciso, senza essere divenuto un mostro. Quelle autorità che parlano di lui, non valgono nemmeno una sua scoreggia.

mercoledì 16 dicembre 2015

ALTRA SERATA ANNULLATA




Circa 3 settimane fa sono stata invitata a presentare “israele, IL CANCRO” a Modena dal mio amico Ivan Setti in accordo con il gruppo che gestisce lo Spazio Guernica. Mettiamo la data in calendario (18 dicembre), ci sentiamo direttamente per i discorsi tecnici e.......domenica ricevo un messaggio via facebook che dice “ci dispiace, ma a causa di un problema organizzativo non possiamo più fare l'iniziativa il 18. Abbiamo provato a risolvere oggi, ma non ci riusciamo”. Dopodichè è calato il silenzio, ho chiamato varie volte, ma nessuna risposta.
Mi spiace per Ivan, perchè sta vivendo quello che molti di voi hanno già vissuto e so come si sta. Lui ha tutta la mia solidarietà e gli sarò vicina.
Con la sua insistenza e presentandosi all'assemblea (dove, guarda caso, mancavano proprio gli interessati), abbiamo ottenuto una motivazione scritta. Vi faccio copia/incolla e dopo ci sono le mie considerazioni:

Ciao Samantha, ti dobbiamo una spiegazione per la scelta di rinunciare alla proiezione del tuo documentario. Il dibattito di questi ultimi giorni tra noi è stato molto serrato e la decisione è maturata in seguito ad una serie di riflessioni che ci hanno condotto alla decisione che ti è stata comunicata. Le differenze di impostazione da te proposte e le nostre riguardano in particolare la riflessione sulla ricostruzione storica e sul ruolo del sionismo nella creazione del mondo che conosciamo: siamo convinti che entrambe le questioni, sintetizzate in particolare nel post del 14 ottobre, ci vedano confliggenti con la visione da te suggerita. Questo rende problematica la presentazione, perchè in caso di attacco pubblico su quegli argomenti, non potremmo difendere le tue posizioni e questo produrrebbe una situazione anche umanamente insostenibile. Ci scusiamo per aver analizzato così tardi la questione, perchè non è una modalità positiva quella di costruire e decostruire un rapporto con una relatrice come te. Ti inviamo un saluto cordiale. Collettivo Guernica

Ehi.... a me per il culo non mi prendete. La ricostruzione storica in quel post del 14 ottobre è, appunto, una sintesi della Storia che viene detta “falso storico” solo da chi non la conosce o dai sionisti. Aggiungo... mi volete far credere che così, per caso, qualcuno di voi si sia messo a leggere tutto il mio blog 4 giorni prima dell'evento e che poi sia venuto in assemblea a darmi della pazza o della complottista e che vi siate preoccupati, anche, di difendere “la mia posizione”?
  • se fosse una “mia” posizione, la difendo io, è mia..
  • siccome è Storia della Palestina, diritti umani, e storia del sionismo... la verità va difesa. Sempre. E anche in questo caso l'avrei difesa io se voi non ve la sentite.
  • È evidente che è un boicottaggio, non so se sia questa la motivazione. Forse avete ricevuto altre pressioni, forse no, le pressioni sono state solo interne. Ciò che conta è che voi avete ceduto, al sionismo.

Un saluto cordiale a chi di voi c'ha creduto, un dito in culo ai 4 sionisti che avete lì dentro. La mia risposta è che domenica il film verrà presentato nuovamente a Bologna, ultima tappa di quest'anno. Veniteci, sarà anche un'occasione per salutarci all'aperitivo che ci sarà dopo.

Dopodichè mi hanno proposto la produzione del dvd doppio con i miei due film. Così lo vedono tutti e i sionisti in Italia se lo prendono in culo.

https://www.facebook.com/events/1533073597012591/


martedì 15 dicembre 2015

PALESTINA: LA VERITA' DEI NUMERI




Dal 1° ottobre 2015:
  • palestinesi uccisi da israele, 122, di questi 25 erano bambini.
  • israeliani uccisi da palestinesi, 22.
  • palestinesi feriti da israele, media del centinaio al giorno (soffocati compresi)
  • israeliani feriti da palestinesi, 274, di questi 95 per crisi da panico.
  • Palestinesi rapiti da israele, 2200, si è perso il conto di quanti bambini (oggi anche uno di 7 anni)
  • israeliani rapiti da palestinesi, zero.
  • Corpi di palestinesi morti e non ridati alle famiglie, 34.
  • corpi di israeliani morti e non ridati, zero.
  • case palestinesi demolite da israele, 7.
  • case israeliane demolite dai palestinesi, zero.


E' ovvio che buttarsi con l'auto contro gli israeliani, ferendoli o uccidendoli, e facendosi poi ammazzare è un martirio e non serve a liberare la Palestina dall'occupazione nazista israeliana. Ma, vi chiedo una cosa: voi quanto tempo resistereste senza reagire?


Allego all'articolo da sbattere in faccia ai giornalisti che cancellano i numeri, una foto precedente al 1° ottobre: è la famiglia palestinese bruciata a Nablus dai coloni israeliani. Nessuno verrà condannato e sono 70 anni che questo accade tutti i giorni.

giovedì 10 dicembre 2015

DEVASTATO IL CENTRO CULTURALE TANWEER DI NABLUS


Dopo aver preso il coordinatore del centro culturale Tanweer di Nablus, nonchè speaker della radio Enlightenment VOICE of Palestine che è stata realizzata in collaborazione con l'Italia; la scorsa notte i soldati israeliani hanno devastato il centro, messo fuori uso tutti i pc, preso tutti gli hard disk. Un centro culturale che gli internazionali hanno amato, sostenuto. Wael S.a. Faqeeh non smetteremo di essere al tuo fianco nè al fianco di Tanweer Center. Anzi, ci saremo ancora di più.
israele, sei la vergogna dell'umanità, l'offesa più grande alle vittime dell'olocausto.









sabato 5 dicembre 2015

LA PELLEGRINI IN israele VINCE UN ORO DA 21 GRAMMI



Li vedete in tv e le notizie sono ovunque degli europei di nuoto a “Netanya, israele”..... Oggi, Federica Pellegrini ha vinto una medaglia d'oro, forse lei non ve lo dice, ma quella medaglia pesa 21 grammi.
Gli europei di nuoto, cioè gare sportive in piscine d'acqua, in una terra che ha tolto l'acqua al Popolo Palestinese e che viene occupata militarmente con metodi nazisti da più di 70 anni.
Federica Pellegrini, così come tutti gli altri atleti, ha scelto: non ferma il GENOCIDIO. Ecco perchè questa medaglia d'oro pesa 21 grammi.
Sapete cos'è “21 grammi”? Il peso di un cuore umano.


venerdì 4 dicembre 2015

IL CALENDARIO SULLA PALESTINA ED INTERNET.....



Ho realizzato un calendario 2016 con alcune mie foto sulla Palestina. Donazione minima 20 euro. Vi spiego il perchè....
Non so quanti di voi sanno che internet ha ammazzato il lavoro dei fotografi. Uno rischia la vita per fare uno scatto (magari prova di un crimine contro i diritti umani), o per immortalare la bellezza di un attimo; e tutto questo non può più quasi essere un lavoro. Sapete, online trovate siti che vi vendono le foto alle agenzie di stampa. Devi farne tante e caricarne tante e trovi che la tua foto viene venduta anche per centinaia d'euro, ma..... a te pagano una percentuale e poi scopri che le agenzie di stampa hanno dei “carnet annuali” e che le foto le pagano pochissimo. Una mia amica ha iniziato a caricare le foto dalla Palestina un anno fa su uno di questi siti. Dopo un anno (non avendo ricevuto alcuna comunicazione o compenso) è andata a controllare e gli avevano venduto una foto. Retribuzione: 1 dollaro. Gli ha detto “non mandatemelo nemmeno il dollaro, mi offendete, ma voglio togliermi dal sito”. Niente da fare, le sue foto sono bloccate lì con il copyright per un anno e non ci guadagna un cazzo, forse un dollaro. Con questo metodo le agenzie di stampa alle quali proponi le tue foto, non ti rispondono nemmeno, tanto sanno che possono avere foto a prezzi irrisori da quei siti online.
Ho fatto video e foto, alcune sono di una bellezza che non ci credo che le ho fatte io e come devo fare per pagarmi l'affitto?
Mi spiace, io le regole di mercato fatte dalla disumanità le voglio rompere. Ed ho comunque pensato, che per chi ama la Palestina, avere una bella immagine, un ricordo, ogni volta che guarda la data sul calendario...beh, possa solo far bene.

Ecco, quindi, ci provo. Prendo le ordinazioni entro lunedì per avere il calendario entro Natale. Ovviamente non posso anticipare la spesa. Chi lo vuole mi contatti, se fate ordini per zone è meglio così ve li faccio spedire direttamente, e ricordo che sono donazioni perchè per quanto mi riguarda le foto varrebbero di più (così come quelle di tanti fotografi).

mercoledì 2 dicembre 2015

TRADUZIONE




Ok, traduciamo il post che “offende chi tanto si da”.
Vi scrivo un paio di cose anche se non verranno lette.
Il film ha iniziato a girare il 18 aprile 2015 e fino a quando io non c'ero ha girato con pochi problemi, cioè, c'era solo qualche pro-pal che boicottava gli eventi, ma poca roba. Da quando partecipo alle proiezioni e parlo è successo che:
  • in diverse città la proiezione è saltata 2/3 giorni prima ed in alcune città la proiezione c'è stata perchè chi organizzava in modo caparbio ha trovato una soluzione in zona cesarini (un plauso a loro)
  • a Recanati l'intervento di un professore universitario di Pesaro che ha sollecitato l'ambasciatore d'israele in Italia, ha fatto sì che uscissero articoli infamanti sul mio film e che il sindaco fosse vicino alle dimissioni. Di nuovo un plauso a chi ha organizzato.
  • a Firenze gli studenti sono stati diffidati dal Rettore che, parrebbe, su ordine dell'ambasciatore d'israele ha tolto poi loro la sala autogestita. Doppio plauso agli studenti di Novoli che hanno proiettato ugualmente.
  • a Parma oltre allo schieramento davanti alla sala di antisommossa, carabinieri, digos e vigili urbani; dopo aver proiettato il film hanno ricevuto comunicazione del parroco che non avevano più la sala per la cena che dovevano fare il 4 dicembre (sala diversa dalla proiezione). Un altro doppio plauso a loro.
Chi decide di proiettare “israele, IL CANCRO”, nella maggior parte dei casi paga la scelta. Durante le proiezioni mi sento quasi sempre dire “questo film deve girare, devono vederlo più persone possibili”. Si, certo...... Nell'ultimo mese sono stata contattata da una decina di città, sparite nel nulla. Ed il bello che quando mi contattano sembra una cosa già organizzata........ almeno, richiamare per dire “scusa, non lo facciamo più per questo motivo....”. No, nulla, spariti nell'aria.

Ma, aldilà di questo, che è veramente un aspetto minore.... mi sono resa conto che quasi nessuno ha letto quello che ho scritto in questi due anni. Si mette “mi piace”, così, alla cazzo. Sapete da cosa me ne sono accorta? Dal fatto che quando parlo con qualcuno che mi ha seguito o mi conosce e mi fa domande, sono domande su concetti superati da fiumi di concetti che avevo già scritto.
Ergo: tutto quello che ho scritto per due anni è lavoro INUTILE perchè pochissimi, ma veramente pochissimi, leggono. Quindi, quando voi mi scrivete che è importante informare... mi chiedo esattamente di cosa state parlando. E su questo aspetto non mi riferisco solo a ciò che ho scritto io, ma se rileggo quello che ha scritto Paolo Barnard sulla Palestina, era lì, è sempre stato lì, scritto. Manco quello viene letto. E come per Barnard, altri. Oppure mi risponderete che avete letto... allora, scusate, se avete letto, il problema è davvero che non si riesce a fare 2 + 2. Il che è peggio.
Su questo riesco a parlarne davvero con pochissime persone. Con chi ha vissuto con me in Palestina e ci arrovelliamo su come fare.... continua a dirmi “lascia stare, non possono capire”. Eh vabbè cazzo, ma se la realtà è che non si legge, se si legge non si capisce e se si capisce non si fa una determinata scelta... scusate, ma qual'è allora lo scopo di star qui a PAGARE sulla pelle?
Ora, davanti a quest'ultima frase, sono certa, che saltano fuori i “capisci tutto tu, non ci se solo tu, individualista, egocentrica”. Dite il cazzo che volete, tanto a me e alle vittime non cambia assolutamente nulla. E dite il cazzo che volete perchè ho imparato in Palestina a riconoscere con chi sto parlando: soldati, servizi, protagonisti, sfruttatori della sofferenza e anche quelli buoni.
E ora arriviamo al “prezzo”: sono bruciata, finita. Persone che cercano di evitarmi, che spariscono, oltre al fatto che già è difficilissimo trovare lavoro, figuriamoci per me, che inseriscono il nome in Google e apriti o cielo per cosa esce.....Ecco, senza una famiglia, senza una casa, senza un lavoro e senza i soldi per comperare il pane che voi mi scrivete e mi dite “quando organizzi la proiezione del film nella mia città?”. Ooooooooohhhhh!!!???

L'avevo messo in conto, ho scelto di sacrificare la mia vita e sono anche fortunata perchè sono ancora qui, viva e posso dire “si-no-vaffaculo”. I martiri no, i martiri non possono più essere qui a mandare a fare in culo.

Ieri gli israeliani hanno ammazzato un bambino di 15 anni a Betlemme ed una ragazza che andava a scuola di Nablus (c'è il video in rete che i soldati le tirano il coltello vicino per poter dire che voleva accoltellare). La conoscevo. Così come conosco Wael, Jihad, Abud, Fadel e tanti altri che ora sono su quei letti di ferro, dentro a quelle celle, dove ti sbattono le porte per darti fastidio, dove devi pisciare, mangiare, dormire, fumare quando lo decidono i nazisti israeliani. Ed io apro facebook e vedo che cadete nei teatrini della propaganda, che non si fa 2+2 perchè non si è letto o non si è capito e per di più il film che rischia di non girare quando mi dite che “deve esser visto”. Non ho postato le foto dei due giovani martiri di ieri, né ne ho dato notizia proprio per tutto quello che ho scritto qui: è INUTILE, anzi, forse sono io che farei parte di teatrini se continuassi così.

Concludo: a Parma mi hanno chiesto quali progetti ho per il futuro. Non lo so, sinceramente non lo so perchè non so come vivrò. Ho i sogni, avrei voluto fare un film decisivo che ho in mente, ma pezze al culo a parte, credo sia inutile farlo e non sarebbe prodotto da israele come i film, invece, che stanno girando. Quindi farebbe la solita fatica ad essere visto.
Grazie ai pochi, pochissimi, che ci sono ancora a sorridere e a lottare (veramente, non per finta).

Plauso ad israele, non ha nemmeno bisogno di mandarci l'isis.