domenica 31 dicembre 2023

LA GRANDE BALLA GENERA ALTRE BALLE (7 OTTOBRE)

 E' da quei giorni che voglio scrivere questo articolo; mi sono più volte trattenuta perchè l'unico motivo per scriverlo era svuotarmi di ciò che volevo dire. Motivazione strettamente personale, quindi e con brutte conseguenze. La motivazione non era sufficiente per sopportare le conseguenze.

Ieri, però, ho visto quel vergognoso servizio del New York Times sul 7 ottobre. Nel servizio si parla di stupri da parte dei palestinesi sulle donne israeliane che erano al rave in mezzo al deserto. Si parla di orrori sui loro corpi, di mutilazioni, di traumi...

Ecco la motivazione per scrivere ciò che segue: una balla, genera altre balle. Ecco perchè è importante scrivere sempre la verità, anche se fa male a chi sta con la Resistenza.


Premesso che la Palestina è occupata da 80 anni e ha visto ogni orrore possibile ed immaginabile, torniamo a quel 7 ottobre.

Abbiamo visto le immagini e c'hanno raccontato che:

  1. il 7 ottobre, un gruppo si palestinesi ha varcato il muro/confine fra Gaza e ciò che viene chiamato “israele”, preso il controllo di una base militare israeliana (che poi è semplicemente un insediamento israeliano), preso le armi, preso degli ostaggi, ucciso diversi israeliani e iniziato ad avanzare verso la Cisgiordania (Palestina occupata).

  2. uomini della Resistenza palestinese si sono calati dal cielo con parapendii e paracaduti sul rave israeliano “Nova”, nel deserto e hanno rapito coloni israeliani.

Questo è quello che c'hanno raccontato e fatto vedere nei video/foto. Andiamo a verificare prima il secondo punto, il rave. Quando ho visto il video, il giorno stesso, dei combattenti che arrivavano con i parapendii ed i paracaduti, ho avuto la sensazione che non fossero palestinesi. Poche ore dopo, in rete, iniziano ad uscire i video delle israeliane che vengono prese dal rave, caricate su delle motociclette e portate via.... noto che in almeno due video, le ragazze si filmano da sole con i loro cellulari e che stanno “ridendo”. E, ancora, vedo persone che non mi sembrano palestinesi (anche dall'audio). Non scrivo nulla, non dico nulla. Una settimana dopo, su un sito web che uso per verificare la fonte di video e foto, trovo la sbugiardata: il video dei paracadutisti è antecedente (è del 27 settembre) e si tratta di soldati egiziani in una manifestazione celebrativa (tipo le frecce tricolori). E' lo stesso video. Sempre in quei giorni (quindi una settimana dopo) esce il riscontro di una di queste “donne rapite” e che figura nei secondi video; viene identificata all'estero e sta bene (questo da altra fonte, non dallo stesso sito web).

Ora torniamo all'evasione da Gaza e presa delle armi.

Per giorni ho aspettato (e anche voi) che il gruppo della Resistenza palestinese arrivasse al confine con la Cisgiordania o che arrivasse a qualche prigione israeliana per liberare i prigionieri palestinesi. Dal confine di Gaza a Jenin, in auto, ci si arriva in poche ore. A piedi magari ci vuole qualche giorno.....ma non sono mai arrivati. Dopo due settimane è circolata la notizia che sarebbero “tornati indietro” ??!!?

Allora: 1° dal confine fra Gaza e israele non passa uno spillo che gli israeliani non lo sappiano, 2° anche se riesce a passare una persona, viene fucilata all'istante da una torretta israeliana 3° anche se in quella torretta, quel giorno, ci fosse stata una spia, chi ha varcato il confine verrebbe ucciso entro pochi metri. Non esiste, ripeto, non esiste che passino una quarantina di palestinesi e che riescano a scorrazzare in un insediamento israeliano, armati. Ed i fatti confermano che non quadra perchè non ha alcun senso che una volta entrati...spariscano o tornino a Gaza. Ma anche qui, torniamo alle prove visive: i video. Sono girati video dove i palestinesi uccidevano gli israeliani sulle strade, fermando le auto. Anche qui, quando li ho visti, ho visto che chi sparava non erano palestinesi (e oltretutto non avrebbe avuto alcun senso ucciderli, ma farli prigionieri). Nel frattempo nelle “notizie ufficiali” sale in numero delle vittime israeliane e nelle notizie “non ufficiali ed in sordina” esce la prova che a sparare nei kibbutz ed uccidere gli israeliani, sono stati gli stessi soldati israeliani.

Intanto è bene ricordare che tutti e tutte gli israeliani sono SOLDATI, non esistono israeliani “civili”; israele è basato sull'essere soldato. E', pertanto, ovvio che ci siano dei morti anche fra gli israeliani...ma mentre stavano combattendo però, come sempre.

Se tutto questo, tutto quello che è accaduto il 7 ottobre, è stata una balla creata in tre dimensioni per arrivare allo scopo finale e già deciso da tempo, deve essere tenuta in piedi con ogni mezzo (soprattutto se i numeri delle vittime parlano da sole). Ed ecco qui che ci tirano fuori la storiella degli stupri sulle israeliane....

“Le donne israeliane stuprate”.... Intanto da quello che ho scritto prima, è dubbio che ci siano state delle donne fatte ostaggio a quel rave; perchè è una balla, come ho spiegato sopra.

Per come conosco io la Palestina, posso dire di aver assistito a botte sulle donne in famiglia, a “commenti schifosi” verso le donne per strada, a tentativi di palpeggiamento; ma non ho mai, mai sentito di una donna stuprata in Palestina. Non è la mia, volontà nel difendere i palestinesi su ogni cosa. E' oggettivo e vi spiego il perchè (anche se darà fastidio) agli uomini palestinesi.

La repressione sessuale in Palestina ha un livello altissimo, dalla seconda intifada in poi. Le donne non possono ballare, non possono girare con le braccia scoperte, non possono fumare in pubblico, non possono andare in bicicletta, non possono nemmeno andare in giro mano nella mano con il proprio marito, e non si può stare in una stanza da sola con un uomo. E' stata l'Arabia Saudita a portare queste modalità. E mi preme precisare che le donne palestinesi lo SCELGONO. Puoi vivere così, o puoi scegliere di non vivere così; di non portare l'hijab, di vivere a Ramallah, di fumare...etc.etc.. Sono le stesse donne che quando vengono a vivere qui in Europa, scelgono di vivere con l'hijab oppure no.

In Palestina la pelle è sacra. Chi ti sfiora la pelle ha varcato il confine. Questa pesante repressione non ricade solo sulle donne, ma anche sugli uomini. Un uomo palestinese vive la repressione sessuale a tal punto, che se succede che ti abbraccia o ti sfiora la pelle....può raggiungere l'orgasmo. La sessualità fra due coniugi (perchè solo così se ne può parlare) viene vissuta in segreto e solo fra due coniugi.

Se un uomo palestinese tocca una donna in pubblico, arriva il “processo sociale”. Viene escluso dalla comunità e se è in un villaggio viene buttato fuori dal villaggio. Non è un fatto di “leggi” è convinzione sociale e di fede.

Un amico mi raccontava che una volta lo misero nella cella assieme ad un gruppo della Jihad islamica. Fortunatamente lo trasferirono subito...ma quando era in cella con loro, mi raccontava che quando in tv c'erano delle donne, quelli della Jihad islamica coprivano la tv con un telo.

Ora portate quello che vi ho detto nel contesto di quei giorni a Gaza, dove (se appunto sono palestinesi di Hamas o Jihad islamica) i combattenti palestinesi si sarebbero trovati davanti le soldatesse israeliane. Scusate eh...ma le soldatesse israeliane, per quei combattenti, sono “nemici” di guerra; e null'altro. Mi spiace dirlo papale papale, ma per un combattente palestinese, una soldatessa israeliana non è una donna; ma una macchina che uccide bambini senza scrupolo.

Tutte queste soldatesse israeliane che ora stanno denunciando via i media, gli stupri e le mutilazioni stanno eseguendo gli ordini di israele. Fa tutto parte della novella che si sono inventati per...... essere autorizzati socialmente a distruggere Gaza, compiere il Genocidio e poi...riconoscere lo “Stato di Palestina” in quel francobollo di terra che è Ramallah più Rawabi. Dove vi abiteranno Mahmuod Abbas e il resto della cricca delle autorità.

Che molto probabilmente non ci sono stati gli stupri, va denunciato in nome della verità e soprattutto per non inficiare tutte quelle volte che uno stupro c'è veramente. E va denunciato per tutte quelle bandiere cavalcate per creare consensi ad hoc: i diritti delle donne, di omosessuali e lesbiche, degli animali, dell'ambiente, dell'essere vegani. Tutte bandiere che israele ha sponsorizzato mentre uccideva i palestinesi.

Mi spiace, per chi ha sognato con i paracadutisti che liberavano la Palestina o con i combattenti che varcavano il confine di Gaza. C'ho sognato anch'io e continuo a sognarci. La Resistenza palestinese esiste e sta combattendo ogni giorno, come sempre, da 80 anni, sulla terra centimetro per centimetro, martire dopo martire.


La foto è del riscontro video dei soldati con parapendio.




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