mercoledì 26 agosto 2020

QUANDO PER LA POLIZIA PALESTINESE, L'ARTE DIVENTA VIETATA

 


La famiglia del regista Abdul Rahman Zahir, ha divulgato solo ora del suo rapimento da parte della POLIZIA PALESTINESE.
38 anni, di Nablus. Regista, giornalista, padre di due figli.
Abdul Raham è stato preso dalla polizia palestinese il 19 agosto, ed imprigionato con l'accusa di aver divulgato opinioni e materiale artistico contro la leadership politica palestinese. Il 25 agosto è stata prolungata la sua detenzione. Non gli hanno permesso di parlare nè con il suo avvocato, nè con la moglie. Entrambi l'hanno solamente visto al "tribunale palestinese" proprio il 25 agosto; molto sofferente, provato e forse ammalato.
Della vicenda si sta interessando l'associazione "avvocati per la giustizia". Non si esprime, invece, il sindacato dei giornalisti palestinese e tanto meno l'università Al Najah di Nablus. (ovviamente istituzioni che non vanno contro ad istituzioni). E' incredibile come, di fatto, la Palestina non esista, ma quando si tratta di repressione o porci comodi di alcuni politici....esiste!
A me questa storia fa parecchio schifo, più schifo degli israeliani.
Invito tutti i gruppi pro-pal a prendere posizione su questa vicenda e a chiedere la libertà per il regista. Che sia un simbolo di libertà d'espressione ed artistica.
Chi non si schiera, è schierato con gli oppressori.

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