mercoledì 26 agosto 2015

BUONASERA....PORTO BELLE NOTIZIE...


Vorrei chiudere una pessima giornata con una bella notizia. Vorrei che ci fosse un pò più di Giustizia in mezzo a quegli ulivi dove non c'è Pace. Vorrei vedere un pò di luce nel buio..... Forse quella che posterò stasera è un pò di luce, perchè per me è una bella notizia:
Lunedì 31 agosto alle ore 15,00 (ora italiana) prenderà il via, in diretta dal centro Tanweer di Nablus...... la RADIO!!!!!
Tutti i giorni per un'ora circa potremo ascoltare bellissima musica, voci palestinesi che sono lì, interviste, etc.etc.
Sono felice! Voce diretta ai Palestinesi! Ringrazio chi ha fatto l'offerta, Nuova Resistenza, io ho solo fatto da tramite e tremo dalla felicità. Non mancherò mai a quell'ora di ascoltarli. Divulgate perchè inizia il countdown per l'inizio!
- 4 giorni alla diretta dalla radio da Nablus!

venerdì 21 agosto 2015

LA LOTTA AL CANCRO

Questa è la seconda parte della storia di Maher Saleh, la prima parte della sua storia la trovate sempre su questo blog a questo link: http://www.samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/la-storia-di-maher.html Era stata una storia ampiamente seguita e divulgata.
In questo breve video che ho realizzato via skype, Maher vi racconta cos'è successo.
Le ultime parole di Maher sono il "coraggio palestinese", la Resistenza.

mercoledì 19 agosto 2015

MAIL BOMBING

-          Al Presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmuod Abbas
-          All'Ambasciata dell'Autorità Palestinese in Italia
Fax: 065747924 - 067005115


Ravenna, 19 agosto 2015-08-19

OGGETTO: richiesta d'intervento per un cittadino rapito

Gentile Ambasciata dell'Autorità Palestinese in Italia, come cittadina italiana, e pertanto ospitante di codesta Ambasciata sul nostro territorio, Le chiedo di inoltrare la mia richiesta d'intervento urgente al Presidente Mahmuod Abbas.

Egregio Mahmuod Abbas, premesso che :
-          il mio interesse in questa vicenda è interamente motivato dalla difesa dei diritti umani.
-          parrebbe che durante la notte del  16 luglio 2015 un gruppo di soldati israeliani abbia rapito il soldato dell'Autorità Palestinese Mahmud Sameer Ahmad Nasser dal villaggio di Betunja (Ramallah).
-          Mahmud Nasser parrebbe tutt'ora trattenuto presso la prigione israeliana di Ofer con le accuse di lancio di pietre, lancio di molotov e appartenenza ad un gruppo terrorista (i palestinesi si presume).
-          In data 18 agosto 2015 si è tenuta la terza udienza per i capi d'imputazione a Mahmud Nasser presso il tribunale di Ofer, ma: "non essendoci alcuna prova contro l'imputato, esso viene ritenuto INNOCENTE  e per il suo rilascio, israele CHIEDE 30,000 shekel".
Egregio Mahmuod Abbas, il sign. Mahmud Nasser è un'uomo della sicurezza palestinese che ha servito la sua nazione, la Palestina. Altresì Mahmud Nasser è un cittadino palestinese privato della sua libertà e trattenuto senza alcuna ragione e per il quale viene chiesto un riscatto per il suo rilascio.
Credo, inoltre, che quando il cittadino di una nazione viene rapito, sia il Governo di quella nazione a dover inervenire con trattativa e/o pagamento del riscatto.
Premesso tutto ciò, presidente Mahmuod Abbas,

LE CHIEDO DI INTERVENIRE COME PRESIDENTE DELL'AUTORITA' PALESTINA PER L'IMMEDIATO RILASCIO DI MAHMUD SAMEER AHMAD NASSER
Ringraziandola, chiedo di essere avvisata sull'esito del Suo intervento e altresì che vengano indagati presunti colpevoli, qualora si intravedesse reato, e che vengano condannati.


Distinti saluti,
Samantha Comizzoli

SUBJECT: request for aid to a citizen kidnapped

Dear Palestinian Embassy in Italy, as an Italian citizen, and therefore the host of MISUSE Embassy in our country, I ask you to forward my request for urgent action to Mahmuod President Abbas.

Dear Mahmuod Abbas, say in advance:
- My interest in this story is entirely motivated by the defense of human rights.
- It would seem that during the night of July 16, 2015 a group of Israeli soldiers kidnapped the soldier of the Palestinian Authority Mahmoud Sameer Ahmad Nasser from Betunja village (Ramallah).
- Mahmud Nasser seems still detained at the Israeli Ofer prison on charges of stone throwing, throwing Molotov cocktails and membership of a terrorist group (the Palestinians is assumed).
- On August 18, 2015 was held the third hearing for the charges to Mahmud Nasser in Ofer's court, but "since there is no evidence against the accused, it is presumed INNOCENT and for release him, israel wants 30,000 shekels. "
Dear Mahmuod Abbas, the sign. Mahmoud Nasser is a member of  Palestinian security who served his country, Palestine. Mahmoud Nasser is also a Palestinian citizen deprived of his liberty and detained for no reason and for which it is demanded a ransom for his release.
I also believe that when the citizens of a nation is kidnapped, the Government of that country is present with negotiation and / or payment of ransom.
Having said all that, President Abbas Mahmuod,

THE REQUEST TO BE PRESENT AS PRESIDENT OF AUTHORITY 'PALESTINE FOR IMMEDIATE RELEASE MAHMUD SAMEER AHMAD NASSER
Thanking you, I ask to be advised of the outcome of his intervention and also to investigate alleged perpetrators, if you find crime, and if they are convicted.


Best regards,

Samantha Comizzoli

martedì 11 agosto 2015

GAZA: UNA SOLIDARIETA' CONCRETA



Dopo l'ultimo attacco israeliano su Gaza, i gazawi hanno dovuto affrontare nuove difficoltà. Le persone malate faticano a reperire medicinali, i disabili non hanno le sedie a rotelle o anche materiale più semplice come i pannoloni. Alcuni dei disabili, che non hanno la sedia a rotelle, rimangono in casa e vengono mossi a braccia dai famigliari. La non mobilità esterna crea disturbi psicologici conseguenziali. Questo è ciò che mi ha raccontato il Dot. Hani Siliman Salamah, ricordando questi dati dell'ultimo attacco su Gaza:
-          Palestinesi uccisi 2139
-          Bambini palestinesi uccisi 490
-          Palestinesi feriti  11.000
-          Bambini palestinesi feriti 3.000
-          Soldati israeliani uccisi 64
-          Civili israeliani uccisi 6
-          Bambini israeliani uccisi 1


Il Dot. Hani ha fondato, durante quell'attacco,  l'EMGAZA.
6 missioni ed in questo momento è appena iniziata la settimana missione: comperare sedie a rotelle e pannoloni. 20 volontari fra medici, infermieri  e farmacisti. Il materiale che si acquista segue la logica del BDS e proviene dalla West Bank o dalla Giordania. Qui trovate il link sulla settima missione dell'EMGAZA: https://www.indiegogo.com/projects/help-gazan-disabilities-with-wheelchairs-diapers#/story

" Gaza è tutt'ora sofferente e ha bisogno di ogni singolo sforzo per aiutare le persone. Un sacco di lavoro necessita di un sacco di sacrificio. Crediamo nel potere del popolo. Io chiedo a tutti la misericordia e l'amore verso la gente della Palestina, e con responsabilità di agire. Dio benedica chi ha / vuol donare e che la pace sia su di voi tutti."
Così ha concluso il Dot. Hani Siliman Salamah.

Io non sono mai stata a Gaza e ho vissuto quell'ultimo attacco in West Bank, l'unico "contatto" fisico che ho avuto oltre al muro è stato il mio sangue che donai per i feriti gazawi all'ospedale Rafhidia di Nablus. A Nablus ci andammo tutti a donare il sangue il quel momento di emergenza. Anch'io credo nei popoli, come Hani, ecco perchè non mi stupisco che Gaza sia ancora in questa situazione. Mi sono appena alzata, sono andata in bagno, mi sono fatta un caffè e tra poco esco a fare un pò di spesa..... Tutte cose che quelle persone disabili a Gaza stanno vivendo,  in questa stessa mattinata, come un'incubo.
I diritti umani sono responsabilità di tutti. Ok, non siete stati voi che state leggendo a bombardare Gaza e ad uccidere tutti quei bambini, ma se vi girate dall'altra parte, ora, siete complici. Chi non può partecipare alla raccolta, può almeno divulgare quest'appello. Taggo il il Dot. Hani così potete, se volete, mettervi in contatto diretto con lui.

Forza, è la Resistenza di Dio davanti al mostro.



mercoledì 5 agosto 2015

CAMPO ESTIVO PER I BIMBI DI ASSIRA AL QABILJA

Sono quasi stanca di scrivere storiacce che riguardano l'Autorità Nazionale Palestinese, giuro. Del soggetto in quest'articolo avrei voluto parlare solo raccontando cose belle e, invece per onestà e correttezza verso chi ha lottato per realizzarlo, devo scriverla tutta la storia del

CAMPO ESTIVO PER I BIMBI DI ASSIRA AL QABILJA

I bambini di Assira ce li ho nel cuore e ogni ingiustizia, anche la più piccola, verso di loro mi fa salire la carogna. Oddio..in realtà verso tutti i bambini in particolare.
Hakima e le altre donne del villaggio hanno presentato, mesi fa, un progetto per il campo estivo per i bambini del villaggio. Workshop, giochi, istruzione. Bellissima idea, visto che i bambini non hanno nulla. Il progetto venne presentato al Ministero dell'istruzione Palestinese e fu approvato, con grande gioia di tutti.
Una settimana fa, a pochi giorni dall'inizio, Hakima va al Ministero per ritirare il cartaceo firmato e scopre che il progetto è stato, in un secondo tempo, bocciato. Chiede, quindi, spiegazioni e le dicono di aspettare la responsabile del Ministero. E' una donna.
Hakima aspetta davanti al suo ufficio fino a quando la responsabile non arriva da Ramallah. Dopo un pò di ore arriva nel suo ufficio ed ecco la spiegazione: "il campo estivo dei bambini è stato bocciato (non da lei) ma da alcuni uomini del Ministero perchè i bambini sarebbero assieme alle bambine durante giochi ed istruzione"!!!!!!!
La responsabile firma ed approva il progetto, ma invita Hakima a far firmare i fogli anche dagli altri membri del Ministero (che sono, appunto, quegli uomini in disaccordo). Hakima si presenta da loro con i fogli da firmare e le dicono "no", nonostante la responsabile di grado superiore a loro abbia già firmato.
Hakima si incazza e alza la voce. Loro le rispondono che è la legge... Quale legge? Esiste una legge in Palestina che vieta educazione e giochi in classi miste? No, in realtà non esiste nemmeno una legislazione in Palestina...
Hakima picchia i pugni sul tavolo e intanto viene circondata da una trentina di uomini, gli interlocutori nel frattempo gli girano le spalle e si allontanano. Fortunatamente fra quei 30, c'è un'uomo che vuole parlare e consiglia di cambiare leggermente il progetto scrivendo che il campo estivo sarà per due scuole, una maschile e una femminile e che i bambini saranno divisi in due gruppi per età (i più piccoli e i più grandi). Anche se quest'ultima richiesta era ovviamente già nel progetto, Hakima fa la modifica suggerita e dopo una lunga attesa i due uomini accettano di firmarle il progetto.


Sabato 1 agosto è iniziato il campo estivo per i bambini di Assira. Onore ad Hakima, compagna, lottatrice che non si arrende mai e resiste a tutti gli oppressori. Felicità per i bambini, futuro della Palestina.





martedì 4 agosto 2015

MAURIZIO MOLINARI: PERCHE’?




Quest’articolo termina con una domanda diretta a Molinari.

Ieri mattina, in un bar per un caffè, sfoglio l’edizione de La stampa di sabato 1 agosto... Molto probabilmente dimenticata su un tavolo del bar. La pagina 13 è dedicata alla vicenda del piccolo Ali, bruciato vivo. Attenzione: non ho scritto che la pagina è dedicata al piccolo Ali, ma alla vicenda (in qualche modo che mi ha fatto crescere la carogna).
Il corrispondente è Maurizio Molinari che scrive da qualche hotel di Gerusalemme e ciò che ha scritto mi fa pensare che non sia nemmeno uscito da quell’hotel, men che meno andato sul posto per VEDERE di persona e soprattutto abbracciare le vittime. Si capisce subito dal fatto che fa un errore geografico mega-grande:
- “..... non a caso la maggioranza degli attacchi, con armi e bombe incendiarie, messi a segno negli ultimi 36 mesi è avvenuto in 14 villaggi palestinesi dell’area di Nablus, il più colpito è Burin, dove si trova anche Douma...”


Guarda Molinari, è vero sì che Duma (e non Kafr Douma come tu la chiami) è nell’area di Nablus, ma se ci metti il tuo piedino davvero ti rendi conto di dove è.....
L’area di Nablus arriva fino a Qaryout, da lì poi parte l’area di Ramallah. E’ un’area molto vasta che arriva, guardacaso, fino alla Jordan Valley.
Da Nablus si passa il checkpoint di Howwara, poi sulla destra trovi la strada per Burin- Madma - Assira Al Qabilja, poi devi passare il villaggio di Howwara, arrivare al checkpoint di Zataara e prendere la strada a sinistra per la Jordan Valley e ci trovi Duma. 
Fino a questo momento il tuo errore sembrerebbe insignificante, ma cambia tutto quando viene inserito all’interno della tua teoria, cioè quella dei 100 coloni terroristi in una certa area.
Il castellino montato è, infatti, sull’ala israeliana terrorista di Price Tag che risiederebbe nell’insediamento illegale di Yhitzar (nel villaggio palestinese di Assira Al Qabilja). Insomma, tutto questo orrore, si ridurrebbe a 100 coloni esaltati (così c’è scritto a titoli cubitali). “...vivono sulle cime dell colline nell’area fra Yhitzar, Elon Moreh Har Beracha, nei pressi di Nablus, in caravan e case mobili difese da guardie armate..” . Questo è falso! 
Le case mobili e i caravan vengono installati fintanto che non hanno finito la costruzione della loro villetta del cazzo, questo in TUTTI gli insediamenti, e TUTTI sulle cime delle colline. Atresì, gli insediamenti illegali sono difesi dai soldati israeliani, dalle guardie private e dagli stessi coloni civili che sono tutti armati.
Allora guarda, Molinari, nell’insediamento illegale di Yhitzar ci sono 600 coloni, tutti esaltati. In quell’insediamento vi è sì una scuola “estremista ebraica”, ma è la stessa che c’è nell’insediamento a Qaryout, ad Ariel, a Kuffr a Dik, a Elhon Moreh, etc. etc...
Vuoi, davvero, farci credere che TUTTI gli attacchi fatti ai Palestinesi per mano dei coloni siano stati fatti da quei 100 coloni che tiri in ballo tu?
Scusa, ma ragiona, se fossero così pochi..come fanno a fare un’attacco del genere, partendo in auto da Yhitzar (esempio), arrivare fino a Duma, tirare le molotov, risalire in auto e tornare indietro indisturbati in un’area così vasta? Ma aldilà dell’aspetto tecnico; stiamo parlando di 70 anni di violenze quotidiane da parte dei coloni israeliani (fra civili e soldati) sui palestinesi, di centinaia di bambini palestinesi ammazzati, di uomini, donne, vecchi ammazzati e tu vuoi ridurlo ad un’episodio di violenza di un gruppo “sfuggito di mano a Netanyahu”? (Il Boia Netanyahu).
Propaganda sionista a parte che ho letto....le cose che mi sono saltate all’occhio sono due: la totale mancanza delle VITTIME nel tuo articolo (oltre al martire Ali, notizie sul resto della famiglia, quali sono le loro condizioni, come verranno curati, anche solo che lavoro faceva il padre o da quanto tempo vivevano a Duma) e la seconda cosa è la domanda diretta...
Sulla pagina ci sono pubblicate 3 foto: una del piccolo Ali, l’altra di coloni israeliani civili contro soldati israeliani (perfavore....) e la terza è una mappa abbozzata con alcune città palestinesi. Evidenziato su quella mappa il luogo della strage a Duma, evidenziati avaposti israeliani terroristi (secondo la tua teoria ovviamente), ma.... : 

  • perchè oltre a 4 città palestinesi (solo 4), c’è evidenziata al centro della mappa, RAWABI?

Scusa, Molinari o qualcuno della Stampa, questa ce la potete spiegare?

Attendo gentile risposta e per chi non sapesse cos’è Rawabi.. è il primo “insediamento palestinese” ancora in costruzione del quale avevo parlato qui: http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/dentro-rawabi.html

domenica 2 agosto 2015

LETTERA AI GIOVANI EBREI E/O FIGLI DI EBREI




A Voi Persone, scrivo con la speranza che c’è della Luce nell’oscurità. 
A Voi, che forse, vi sentite confusi e pressati dalla società che vi circonda e vi chiede di diventare oppressori.
A Voi, vittime, ed in bilico nell’essere colpevoli del genocidio del Popolo Palestinese.
A Voi, usati dal mostro israele per costruire il SUO regno.
A Voi, ai quali viene venduta una Terra in nome della religione, nonostante non vi sia alcuna religione su questa Terra che crei uno Stato.
A Voi, che viene promesso ciò che è stato rubato.
A Voi, dinanzi ad israele che è la vergogna dell’umanità ed offesa alle vittime dell’olocausto.

Voi avete un grande potere: potete fermare il mostro, il cancro, il nazista. israele che sta agendo impropriamente in vostro nome. Mandatelo via, lasciate libera la Palestina. Disconoscetelo e mandatelo in bancarotta. Fermate le sue 200 testate nucleari che sono 200 ipotetici olocausti.

Credo che lo dobbiate alla Storia e a NOI, figli e nipoti, di chi ha fermato il vostro olocausto.



Samantha Comizzoli 
 (e tutti coloro che vogliono sottoscriverla sacrificando, pertanto, la propria vita)

venerdì 31 luglio 2015

ALI, BRUCIATO VIVO







E’ il 31 luglio, venerdì. I nostri notiziari servi dei sionisti passano la notizia che in Palestina, a Nablus, coloni israeliani “estremisti” hanno ucciso un bambino palestinese. Pochi minuti dopo, quando vedo la reale notizia tramite facebook, l’orrore (che già era grande) diventa di misura non immaginabile alla mente umana.
I coloni israeliani, dell’insediamento illegale di Yahya, hanno attaccato due case palestinesi nel villaggio di Duma con le molotov e altro materiale per la combustione. All’interno delle due case ci sono le due rispettive famiglie, entrambi della famiglia Dawabesh.
Conosco quella famiglia perchè conosco Wael Dawabesh, lo psicologo che segue i palestinesi (soprattutto i bambini) vittime di traumi. https://www.youtube.com/watch?v=AhSK3DR9N-s
La prima casa attaccata brucia, brucia il padre del bambino, Saad Dawabesh, brucia la madre, Reham e il fratellino di 4 anni Ahmed. Riportano tutti ustioni di terzo grado. Brucia il piccolo Ali Saad Dawabesh, un anno e mezzo. Brucia vivo........
Sulla casa due scritte con le quali i coloni israeliani si sono firmati “Yahya vendetta” e “rappresaglia”.

Questa mattina ero piena di messaggi e quasi tutti dicevano quello che ho pensato anch’io... “dejavù al piccolo Mohammed bruciato vivo dai coloni un anno fa”.
Così come per il piccolo Mohammed la stampa divulga la notizia usando il termine di “coloni estremisti”. Mi spiace, io devo scrivere la verità: sono coloni israeliani, che vivono, pregano, dormono e cagano con il fucile in mano e non è reato se sparano ai palestinesi.

Buio dentro di me in questo momento, che sono qui e non posso nemmeno abbracciare le vittime.



mercoledì 8 luglio 2015

TUTTI FUORI DAI COGLIONI




Era meglio morire in Palestina, sarebbe stato meglio, davvero. Ma, hanno scelto la via della tortura per farmi pagare tutto. 
Non sono più in Palestina e non posso più pubblicare notizie e storie da lì, ma non è tutto qui... 
La mia prima notte a Roma l’abbiamo passata con la polizia fuori dall’hotel.. “temiamo attentati da parte di una certa aerea nei confronti di Samatha”. Bentornata in Italia...
La seconda notte, un’intrusione nel giardino di casa, ma eravamo ubriache e non l’abbiamo inseguito. La terza notte qualcuno ha tentato di entrarci nei computer, e ci è riuscito.
Da allora passiamo le giornate a “buttar fuori” dai nostri computer utenti che ci entrano con il nominativo “noname”, zona provenienza Tel Aviv e Milano.
Ma, credetemi, questa è la meno.... e mi sembra palese che vogliano controllarmi, non è niente di nuovo.
La novità è questa: hanno deciso di non lasciarmi muovere qui, in Italia.  Non mi ricordo nemmeno più quante città hanno rinunciato a proiettare “israele, IL CANCRO”. Ieri con una telefonata ad una settimana dall’evento, è stata annullata la proiezione a Firenze, dopo due mesi di prove tecniche ed organizzazione, ora stiamo cercando una sala di ripego, ma ci spero poco. Altri luoghi in altre città, latitano nelle risposte. La stampa? E’ scomparsa... Altri che avevano iniziato a supportarmi, scomparsi.
Guardate, non mi interessa se i diretti interessati sono gli israeliani, i servizi segreti, l’anp, le ong o i finti pro-pal. Tanto per me stanno tutti dalla stessa parte perchè divido il mondo semplicemente in due parti: gli oppressi e gli oppressori. Io sto SEMPRE con gli oppressi e loro sono dall’altra parte.
Quindi, l’intento è di farmi esistere solo nel virtuale, di non farmi “muovere” e di controllarmi attraverso il web? Ok, allora .......

Chi vuole ascoltare tutto ciò che non ho mai scritto e continuare ad avere racconti ed info sulla Palestina, organizzi conferenze e/o proiezione del film, ci sarò. Io su facebook e nel web non posto più nemmeno una virgola. Sparisco, così mi muovo in silenzio.
Lascio le due pagine facebook e il mio sito aperti per il materiale pubblicato in precedenza. Se avete qualcosa da pubblicare, potete pubblicarlo direttamente sulle mie due pagine.

Per un bel pò, israeliani, servizi segreti, anp, ong, finti pro-pal:

TUTTI FUORI DAI COGLIONI

Saluti a tutti, un giorno, tornerò.

LA STORIELLA DELLA OLIVE, LA PALESTINA


Tutte le violenze alle quali assisti o subisci in Palestina sono piccoli traumi, piccole bombe nel cervello. E’ incredibile come la mente umana, davanti ad un trauma, cancelli momentaneamente particolari per farli riaffiorare in un secondo o terzo tempo.
Qualche giorno fa mi sono ricordata di un particolare al momento del mio rapimento. Giuro, a quel ricordo c’ho pianto tutto il giorno.

Quando i soldati israeliani attaccarono il taxi, fummo fermati davanti ad un campo di ulivi. Dopo ore lì fermi, sotto al sole, il mio sguardo andò verso l’ulivo che avevo davanti. Sono scesa dal taxi e sono andata verso quell’ulivo, ero circa a due metri da esso. Ho raccolto due olive, erano piccole, le ho guardate e ho pensato che non sarei stata lì per la stagione delle olive e che quelle sarebbero state le ultime olive palestinesi che toccavo. Le ho annusate, le ho passate vicino alla guancia e poi me le sono messe in tasca con un sorriso. Era l’ultima cosa che portavo con me, della Palestina. Un soldato mi vide, si avvicinò all’ulivo, strappo una manciata di olive e le buttò in mezzo alla strada dove passavano le auto. Aveva un sorriso strafottente e con quel gesto rimarcò tutto: “io faccio il cazzo che voglio, prendo ciò che voglio, sarò qui, io sono il potere”.
Venni poi trasferita all’insediamento illegale di Ariel e poi alla prigione di Ben Gurion; avevo sempre le olive in tasca ed ogni tanto ci infilavo la mano e le toccavo.
Quando arrivai, dopo giorni, alla prigione di Givon, mi fecero l’ispezione corporale e mi fecero svuotare le tasche. Tirai fuori le due olive, e le guardai in quell’istante con un sorriso. La donna mi fece riporre il contenuto delle tasche sul tavolo. Lei prese le due olive e le gettò nella spazzatura. Le urlai “no, perchè?” e lei rispose “stai zitta”.
Ecco, me le hanno tolte, mi hanno tolto la Palestina.
L’ulivo, simbolo della Pace, che in Palestina è diventato oggetto da distruggere per gli israeliani; e testimone, altresì, di tutte le violenze sui palestinesi. Fra gli ulivi rapiscono persone, le feriscono, le uccidono.
Chi ha visto il mio secondo film, si ricorderà certamente delle parole dell'Aja Mafhuda, sugli ulivi ......
Ecco, io non ci sarò a settembre/ottobre per la stagione delle olive in Palestina; ma voi potete esserci. I palestinesi mi hanno detto che pianteranno un ulivo con il nio nome, ma sinceramente preferirei per me e per la Palestina che lì arrivassero tanti italiani e che almeno uno mi portasse in Italia due olive. 
Con questo mio, vi lascio le coordinate del Solidarity Movement fo Free Palestine. 
Contattateli e avrete tutte le info per fare la raccolta delle olive quest’anno. Sarà una bellissima esperienza e vi porterete nel cuore per tutta la vita la bellezza della Palestina.
Andateci con lo spirito che passa da questo video: