lunedì 22 maggio 2017

GARIBALDI, PER UN ATTIMO MI E' PIACIUTO (PARMA)


Sabato la statua di Garibaldi a Parma ha portato la bandiera palestinese. Per poco, certo, ma almeno per quel poco tempo, mi è piaciuto Garibaldi. Per quel poco tempo ho quasi dimenticato la porcata che ha fatto ai siciliani per "unire l'Italia". Ovviamente non vi è analisi storica della porcata fatta da Garibaldi, così come non vi è analisi storica della porcata che si chiama "israele" e compie il più lungo genocidio nella Storia. Ringrazio quei compagni di Parma che hanno acceso, anche così, un faro di luce sui prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame. Voi, solidali con i palestinesi, io, solidale con voi.

BOLOGNA-BINARIO UNO



Ecco, il film sull'accoglienza.. Il sito con tutte le info è pronto e il trailer è stato rifatto. Che partino le danze, anzi le proiezioni (credo che chi ha partecipato al film si meriti un minimo di visione da parte vostra). Ri-specifico che il dibattito ci sarà con gli interpreti, non con me. Il film è interamente auto prodotto e auto distribuito. Colonna sonora degliHudud - حدود - Confini
LINK AL SITO: http://bolognabinariouno.blogspot.it/
LINK AL TRAILER: https://www.youtube.com/


venerdì 19 maggio 2017

33 giorni di sciopero della fame

Ieri, a 33 giorni di sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi.. La Palestina tutta è scesa a loro sostegno in ogni città. Al checkpoint di Howwara, Nablus, sono arrivati in tanti..

E' arrivata un'auto di coloni israeliani, sono scesi dall'auto e con una mitraglietta hanno sparato sui palestinesi. Hanno sparato in testa a Moataz Hussein, 23 anni, di Beta (Nablus)

 e ferito un fotografo palestinese, Magdi Eshtayeh di Nablus, che al momento è stato operato e si trova in condizioni stabili.
Oggi sono stati 51 i feriti e 17 gli arrestati. Da Gaza a Gerico, i palestinesi sono per le strade a supportare i 1600 prigionieri che da 33 giorni sono ad acqua e sale; alcuni di loro hanno iniziato a vomitare sangue.
Il silenzio dei media è assordante.
Ho cercato di tradurre questa lettera... da leggere fino in fondo...


"Papà, oggi mi sono laureata. Ahh! Se tu sapessi quanto tempo ho passato a cercarti tra il pubblico, ho visto le risate dei genitori, tutti, ma di te non ho visto una risata in tutta l'esistenza ..
Tutte le ragazze con i loro padri, ma io, il mio padre..; il desiderio di te è stato sopraffatto dal soffocamento per la tua assenza ..
Ma è forte il motivo della tua assenza, padre, e si è sopraffatti dal vuoto ..
Tu dai la dignità a questo popolo, il numero di anni e la quantità di giudizio "67 vite" ..
Prometto di completare il mio successo che ho iniziato, te lo prometto, padre. E prometto di mantenere questo posto vuoto in tutta la gioia della mia vita . Questo posto è pieno di amore e di nostalgia per voi ".. 
Mittente: Tala Abdullah Barghouti
Destinatario: prigioniero politico palestinese, Abdullah Barghouti, condanna più lunga nella storia ..:
"67 ergastoli" e 5200 anni.

lunedì 15 maggio 2017

QUESTA SERA BRUCIA



15 maggio...la Nakba.

Questa sera brucia la pelle ricordando due anni fa quando mi spararono.. ( http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/la-nakba-continua.html e il video.. http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/i-due-spari.html ).

Questa sera brucia il cuore ricordando tre anni fa, Nadeen e Mohammed, uccisi lì davanti ai miei occhi e davanti alla prigione di Ofer, Ramallah ( http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2014/05/con-la-morte-negli-occhi.html ).

Questa sera brucia l'anima nel vedere il quarto martire in quattro giorni, i prigionieri politici al 29° giorno di sciopero della fame, ma soprattutto nel vedere che “fratelli palestinesi con la polizia palestinese” si sono scagliati contro gli shebab a Ramallah perchè protestavano per la Nakba....
Uno non ci crede che il proprio fratello, amico d'infanzia, compagno... ti si presenti davanti come nemico. No, non ci credi fino a quando succede. E quando te lo ritrovi davanti, tu gli apri le braccia perchè è il tuo compagno (lui, invece, ha la pistola puntata contro di te).
Chi è “umano” non c'arriva a pensare a tanto..i mostri sì, fanno queste robe qui. E' l'orrore.

Questa sera bruciano gli occhi per tutti gli occhi dei vecchi che ho visto, commossi, quando mi dicevano “noi un giorno torneremo”. La chiave...la chiave della casa da dove i sionisti li hanno scacciati, in mano.

Questa sera brucia una candela, non per ricordare chi non c'è più; ma per chi c'è, ora, per chi sogna un futuro di RITORNO.


venerdì 12 maggio 2017

COLPO DI SCENA?


E avanti con altri due...antisemiti?
Sono stati chiesti 10 mesi di condanna per Luigi e Riccardo di Torino, due compagni. Il tutto nasce da una discussione su facebook dove avrebbero scritto “quella bottega dovrebbe bruciare”. Eh, chissà quante volte abbiamo scritto che questo o quel posto dovrebbero bruciare, soprattutto i compagni che lottano e vedono la merda che dilaga. Il problema è proprio questo: chi è antisionista, antifascista, antinazista, antirazzista, etc.etc. E lotta per la libertà, contro le mostruosità che ci sono in sto mondo di merda; non fa distinzioni! Non ci si rende conto quando si da dello stronzo ad uno stronzo che c'è qualche stronzo che fa, invece, la differenza. Allora.... succede che mentre chi esprime un pensiero contro uno stronzo pensa solo che è uno stronzo; lo stronzo dice “no, non me lo puoi dire perchè io sono israeliano e tu, quindi, sei antisemita”. E ti trovi a processo...mediatico o in tribunale.
Porca miseria!
E' così, che finiamo nelle loro “liste di antisemiti”. Gli israeliani, pertanto, diventano un “loro” che non si possono toccare e tutti gli altri, che non sono israeliani, sono per “loro” gli “altri”.
Quindi: non si può dire che un israeliano è un nazista, non si può dire che quel negozio meriterebbe di bruciare perchè fa apologia al nazismo, non si può fare un film con titolo “israele, il cancro”, non si può mettere uno striscione sulla sinagoga con scritto “smettetela di bombardare ed uccidere”. Perchè se lo si fa...si è antisemiti; anche se chi mette lo striscione, chi fa il film o chi scrive...dice di smetterla di fare i nazisti ai nazisti (cioè a chiunque lo sia). Eh no, ad israele non lo puoi dire. E non si può nemmeno far notare quante banche, sistemi di sicurezza, luoghi di potere siano in mano ai sionisti. Non si può, sennò sei antisemita. Ma porca miseria...non è fin troppo evidente chi VUOLE distinguersi per “razza”?
Invece no, chi si becca dell'antisemita da sti stronzi, viene lasciato solo dai “compagni”. E' sempre stato così. Sono 70 anni che è così, mica da oggi.
Vabbè, allora...mi sa che una cosa però la posso fare...: faccio una lista di tutti coloro che si sono beccati dell'antisemita per aver contestato israele. Oh..mica siamo in pochi..in 70 anni poi....Almeno, con un click, sarà più facile darci la solidarietà.
Un abbraccio a Luigi e Riccardo, metto qui in parentesi l'articolo (http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/05/11/news/_quella_bottega_deve_bruciare_il_pm_di_torino_chiede_10_mesi_per_le_frasi_antisemite_contro_pezzana-165179533/ ). Io vi do la solidarietà perchè tanto non ho nulla da perdere; come i palestinesi.

p.s: quest'articolo verrà quasi sicuramente inserito nel dossier redatto da ignoti e a me dedicato e forse portato all'attenzione dei tribunali dal “segnalatore di professione” Ugo Volli.

p.s: solo per ricordare chi “brucia veramente”:
  • Mohammed Abu Kahder, 13 anni, rapito a Gerusalemme nel luglio 2014.. i coloni israeliani lo bruciarono vivo facendogli bere benzina.
  • Famiglia Dawabnesh di Beta, Nablus, tutta la famiglia (tranne il piccolo Ahmed che sopravvisse) fu bruciata viva nell'estate 2015 in casa sua dai coloni israeliani.
  • Ulivi della Palestina...bruciati quasi tutti i giorni.

Questi sono solo due episodi che ricordo in questo momento...

STUPRO AL BINARIO UNO DI BOLOGNA



Ieri notte un uomo ha stuprato una donna al binario uno della stazione ferroviaria di Bologna. Così dovrebbe esser data, perlomeno, la notizia; ma i media faziosi usano (ristuprando) il fatto per scrivere “un marocchino ha stuprato una donna italiana”. Spostando così il problema.
Ho fatto un film con il titolo “binario uno”, dove ho puntato il dito verso i colpevoli che hanno creato questa situazione borderline per un solo motivo economico.
Mi interessa però mettere la luce su “un uomo ha stuprato una donna”. Ne voglio parlare da donna e da donna che, purtroppo, c'è passata. Sono robe che ti modificano nell'esistenza e dove, nella maggior parte dei casi, inizi un percorso che ti apre gli occhi su una roba ben precisa: il patriarcato e l'essere uomo che è convinto che le donne siano sue, suoi oggetti. Mi spiace, dover ammettere che mentre per altri obbiettivi che ci prefiggiamo di lottare ci può essere la speranza, qui, per questa roba qui, sono assolutamente convinta che non ce la faremo mai.
Forse un giorno ci si potrà liberare del sionismo, forse della mafia, forse delle dittature; ma del patriarcato e del dominio degli uomini sulle donne, non ce la faremo mai. Perchè penso questo? Perchè le stesse donne che sono vittime di questa violenza, sono anche vittime del sionismo o del fascismo o della dittatura nella quale stanno vivendo; quindi già stanno lottando contro mostri enormi ed, altresì, gli stessi uomini stanno lottando contro a quei mostri. Quindi... se tu vai e supporti la lotta per la liberazione della Palestina, come fai poi a dire a quelle donne “guardate che dovete liberarvi anche dai vostri mariti o padri o fratelli?”. Non vi ascolteranno mai. Non è nemmeno un problema generazionale né culturale; impossibile quindi da circoscrivere. Gli uomini così sono dappertutto, sono chiunque.

Il mio solito abbraccio virtuale a quella donna che stanotte ha visto questo mostro. Abbiamo troppi, davvero troppi mostri.

lunedì 8 maggio 2017

9 maggio..moriva Ulrike Meinhof



Proprio durante le giornate di sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi, il pensiero va inevitabilmente ad una donna morta in prigionia, anni fa, questa notte.
Ad Ulrike Meinhof.
Da una sua lettera dalla prigione:
"....… La sensazione che ti esploda la testa (la sensazione che il cranio possa esserti esportato via, esplodendo),
la sensazione che il midollo spinale ti si comprima tutto nel cervello,
la sensazione che il cervello ti si raggrinzisca,
la sensazione di trovarsi sotto una corrente, continua, impercettibile che ti trascina lontano
la sensazione che ti si spappolino le capacità sociative
la sensazione che l’anima ti pisci via dal corpo, come quando non si riesce a trattenere l’urina
la sensazione che la cella si muova. Ci si sveglia, si aprono gli occhi, la cella viaggia; al pomeriggio quando entra la luce del sole, la cella, di colpo, si immobilizza. Non riesce a respirare la sensazione di movimento, di viaggio.
Non si riesce a capire perché si tremi, si geli.
Riuscire a parlare con un tono di voce normale, fatica come se si dovesse parlare forte, come se si dovesse urlare.
La sensazione di diventare muti.
Non si può identificare il significato delle parole, si riesce solo ad indovinare.
L’uso delle sibilanti – come s, sch, tz, z – è assolutamente insopportabile. Secondini, visite, cortile, sembrano un film
Mal di testa Flashes
Incontrollabile la costruzione delle frasi, la grammatica, la sintassi. Si scrive: due righe.
Alla fine della seconda riga non si ricorda più l’inizio della prima.
La sensazione di andare in cenere dentro.
La sensazione che se tu riuscissi a dire cosa sta accadendo, tutto ti verrebbe fuori come un getto di acqua bollente, che bolle per tutta la vita.
Furiosa aggressività che non trova sfogo.
Questa è la prova peggiore.
La chiara coscienza di non avere più alcuna possibilità di sopravvivenza. Totale senso di impotenza nel tentativo di opporsi a questa convinzione: le visite lasciano dietro di se il vuoto.
Un ora dopo una visita riesci solo a ricostruire meccanicamente se la visita è stata oggi o la settimana scorsa.
Una volta la settimana invece il bagno a questo significato: di scioglierti un attimo, di riprenderti – questo anche per un paio d’ore -.
La sensazione che il tempo e lo spazio si incastrino l’uno nell’altro.
La sensazione di trovarsi nello spazio di uno specchio deformato – vacillamento -,
Poi; spaventosa euforia quando si sente qualcosa – la differenza sonora tra il giorno e la notte-.
La sensazione che ora il tempo scorra, che il cervello nuovamente si rilassi, che il midollo torni al suo posto, per settimane.
La sensazione che ti abbiano strappato la pelle."