lunedì 11 dicembre 2017

3 GIORNI DI RABBIA....?


Gerusalemme 10/12/2017 soldati israeliani prendono un bambino palestinese di 14 anni

Indire 3 giorni di rabbia in Palestina è come indire 4 ore di sciopero della cgil qui in Italia. Ho aspettato senza scrivere nulla, perchè ho immaginato che finisse come sempre...
Quando ho visto i vecchi tromboni di partito lanciare i 3 giorni di rabbia, mi sono detta “davvero? E perchè 3 e non 4?”. No, ma scusate eh... ma di che cazzo si sta parlando? Della Palestina, no?
100 anni di oppressione, di rapimenti, di torture, di uccisioni, di furti da parte di israele.... E arrivano sti vecchi tromboni di partiti palestinesi (tutti) ad indire 3 giorni di rabbia....
E invece, anche questa volta, gli shebab che si mettono subito in moto pronti a morire, ve l'hanno messo nel culo.
Perchè? Perchè oggi erano 5 giorni ed erano ancora lì a farsi sparare, arrestare ed uccidere senza il comando dei partiti. E non per Gerusalemme, ma per la Palestina (io le pagine facebook degli shebab le leggo....).
Certo, ci sarà un calo delle manifestazioni fra un po', anche a Beit Ill, o a Gaza; perchè arriva la stanchezza fisica, gli impegni di studio e/o lavoro (per chi ce l'ha). Ma, i palestinesi non si fermeranno mai e per il solito semplice motivo: non hanno nulla da perdere perchè gli è già stato tolto tutto.
Sabato a Bologna non si camminava dalla tante gente che c'era, nella città addobbata con le stelle israeliane... E su facebook leggo “intifada” e ci sono i leader dei partiti palestinesi che annunciano la “lotta” con tweet e post.... Dai porca troia, andate in Palestina e cercate di capire che cazzo sta succedendo sennò unitevi a quelli di sabato per lo shopping in centro, è meglio.
Alcuni dati di questi giorni che i media si dimenticano di dire:
- sono stati feriti 17 soldati israeliani da lancio di pietre e molotov sulle auto.
- sono stati feriti 1302 palestinesi da proiettili veri, rubber bullet, gas e bombardamenti.
- 5 palestinesi uccisi a Gaza.
In questo momento, israele, sta tenendo ancora in arresto i corpi di 15 palestinesi uccisi, martiri. Vi pubblico i loro nomi e dati affichè si sappia:
1) Abdel-Hamid Abu Sorour, 19 anni, proveniente dal campo profughi di Aida, Betlemme, ucciso il 20/4/2016.
2) Mohammed Nasser Mahmoud al-Taraira (16 anni), di Hebron, è stato martirizzato il 30/6/2016.
3_ Mohammed Jabara Ahmed al-Faqih (29 anni), da Surif, Hebron, e fu martirizzato il 27/7/2016.
4_ Rami Muhammad Za'im Ali al-Urtani (31 anni), da Nablus, è stato martirizzato il 31/7/2016.
5_ Musbah Abu Sbeih (39 anni), da Silwan nella Gerusalemme occupata, è stato martirizzato il 9/10/2016.
6_ Fadi Ahmed al-Qanbar (28 anni), proveniente da Gerusalemme occupata, e martirizzato l'8/1/2017.
7_ Adel Hassan Ankoush (18 anni), del villaggio di Deir Abu Meshaal, è stato martirizzato il 16/6/2017.
8_ Baraa Ibrahim Atta (18 anni), del villaggio di Deir Abu Meshaal, è stato martirizzato il 16/6/2017.
9_ Osama Ahmed Atta (19 anni), del villaggio di Deir Abu Meshaal, è stato martirizzato il 16/6/2017.
10 - Nimer Mahmoud al-Jamal (36 anni) dal villaggio di Beit Surik, martirizzato il 26.9.2017.
11_ Bader Kamal Musabih, della città di Deir al-Balah, fu martirizzato l'11/2017.
12_ Shadi Sami Al-Hamri, della città di Deir Al-Balah, è stato martirizzato il 3/11/2017.
13_ Muhammad Khair al-Din al-Buhaisi, della città di Deir al-Balah, è stato martirizzato il 3/11/2017.
14_ Alaa Sami Abu Ghorab, della città di Deir Al-Balah, è stato martirizzato il 3/11/2017.
15_ Ahmed Hassan al-Sabakhi, del campo profughi di Nusseirat, è stato martirizzato il 3/11/2017.
Le forze di occupazione israeliane hanno anche arrestato 134 giovani palestinesi, tra cui 54 bambini.
Buon natale Palestina?


p.s.: sta battuta non posso evitarmela.. “ma progetto dreyfuss, non la divulga sta notizia?...http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/12/07/avvelenamento-da-tallio-arrestato-nipote-delle-vittime-_bc78ecc7-e495-4a03-9576-c6dd99951943.html “

martedì 21 novembre 2017

PROCESSO DA IMPUTATA: I GIORNALI OGGI...



Mi hanno mandato la foto di due articoli usciti oggi su “il retto del carlino” e “il corriere” di Ravenna. Sono anonimi :)
Eh...non c'è il nome di chi li ha scritti, nonostante ieri i due giornalisti fossero lì in aula a prendere appunti (non do permesso per le registrazioni), con le loro facce... Vabbè...
I due articoli fanno pena. Non perchè dicano il falso, ma come articoli fanno pena.

Da lettrice malcapitata, dò i voti a come a scuola:
  • padronanza della lingua, capacità espressive, logico linguistiche: 0,5 ( Si esprime in modo scorretto pur se comprensibile; usa un lessico improprio)
  • Conoscenza specifica degli argomenti richiesti, aderenza alla traccia: 1 (Non ha capito la consegna e mostra una limitata conoscenza dell’argomento)
  • Capacità di organizzare un testo: 1 (Svolge il discorso in modo frammentario o incompleto)
  • Capacità di elaborazione critica, originalità e/o creatività: 0 (Manca di originalità, creatività e capacità di rielaborazione)

Voto complessivo attribuito alla prova: 2,5

Non hanno colto la lezione di giornalismo, ma non avevo dubbi. C'è una frase però che mi ha colpito: “da qui si vede la differenza fra essere un giornalista ed un blogger”. Non ho capito in che senso intendessero loro, ma il senso che posso dargli io è uno solo: voi siete piegati a 90° e dovete scrivere ciò che dicono i vostri padroni; io non ho padroni.

Coraggio....

lunedì 20 novembre 2017

MAURI

Sabato 18 novembre abbiamo salutato il compagno Mauri. E' stata vergognosa la presenza della digos al funerale, schierati per vedere chi c'era al cimitero della Certosa di Bologna. Ancor più vergognoso l'articolo uscito sul "il retto del carlino" il giorno dopo, dove come "vecchie checche da avanspettacolo", la digos parla di cori e petardi contro di loro.
E' falso. L'auto è stata presa a "vaffanculo, merde, andate via". Giustamente. Ma, i cori, i botti, i fuochi d'artificio erano tutti per Mauri. Eravamo lì per lui.
Sulla morte, non trovo mai le parole giuste....solo il silenzio e il coro per Mauri:
"Mauri è vivo e lotta assieme a noi, le nostre idee non moriranno mai".

PROCESSO DA IMPUTATA (CMC)



Questa mattina vi è stata l'ennesima udienza a Ravenna per la denuncia di diffamazione aggravata a mezzo stampa della CMC (cooperativa muratori cementisti italiani) ove sono imputata. In aula, difesa dall'Avv. Ettore Grenci e, fuori dall'aula..digos, carabinieri e “giornalisti”. Spero che quest'ultimi abbiano avuto una lezione di giornalismo ascoltando il mio esame.
Come saprete, il 15 agosto, il presidente della CMC, Matteucci, è morto per infarto. Rimane in piedi la costituzione civile, rifiutata dal giudice, invece, “l'improvvisata” di un sostituto testimone senza essere stato messo agli atti. (Giustamente).
Non essendoci l'esame del testimone dell'accusa, si è passati al mio esame e contro-esame. Lo pubblico affichè possa servire ai prossimi.
Forse, la frase con la quale chiudo il mio esame, mi procurerà un'altra denuncia, da parte della comunità ebraica. Ma, lotto per il diritto di ognuno di avere la libertà di definire israele per ciò che è.





MIO ESAME

Sign Giudice rettifico su quanto scritto “muro che separa israele dalla Palestina” con “muro israeliano in Palestina”.
Una breve, ma indispensabile, premessa per contestualizzare ciò che è oggetto di denuncia:
  • cos'è il muro?
    E' lungo 752 km, alto 10 mt. Il 70% è in cemento, il restante in barriera o barriera elettrificata o in costruzione. Non segue la green line riconosciuta nel 1949 anche da israele, ma segue piuttosto la costruzione degli insediamenti camminando di pari passo. Talvolta la sua costruzione dell'insediamento è in simultanea con la costruzione dell'insediamento. Fanno parte del muro i checkpoint, i gate, le torrette armate. La costruzione del muro è iniziata nel 2002 e l'intera opera venne presentata come “muro di difesa”, ma questo solo nella versione internazionale (website difesa israeliana in inglese); nello stesso website in versione ebraica era presentato come “muro di separazione”. Di questo si accorse una giornalista che contestò l'utilità del muro per fermare gli attacchi palestinesi, visto che oarte dei palestinesi erano nei territori del '48 per “annessione”.
  • Cosa sono gli insediamenti?
    Gli insediamenti illegali israeliani sono colonie dette “illegali” perchè violano la green line e gli accordi di Oslo. Il procedimento per la costruzione è questo: in primis arrivano i soldati israeliani che consegnano l'avviso cartaceo ai contadini palestinesi che quel pezzo di terra è diventato “zona c” ovvero sotto il controllo israeliano e che la zona adiacente è diventata “zona b”. Il tutto per motivi di sicurezza. Il contadino ha poche ore/giorni per lasciare la casa e la terra. I soldati israeliani piantano le tende e stazionano sul posto, nel frattempo la terra viene recintata. Le tende militari diventano container ed iniziano i lavori di costruzione delle case a pari passo con la costruzione del muro in cemento, nella maggior parte dei casi.
  • Come vengono costruite le case?
    In blocchi di pietra tagliati dalle colline della Palestina. La Palestina è piena di cave che dono diventate anche una devastazione ambientale. Le case sia che sono israeliane o palestinesi, pertanto, sono costruite da questi blocchi di pietra dove fra l'una e l'altra pietra, sì, ci sono quei cm di cemento... E' questo un punto fondamentale ed è bene ricordare che i palestinesi non possono costruire case (pochissime).
Ora... un'azienda o una cooperativa che costruisce grandi opere (Dal Molin, Sigonella, TAV, dighe..) è credibile che vada fin là per mettere due cm di cemento fra una pietra e l'altra e non partecipi alla costruzione del muro davanti a quella casa?
Tutta la documentazione della costruzione del muro è segregata al ministero della difesa israeliano Tel Aviv.
Io ho appreso di questo coinvolgimento da una conferenza pubblica nel Comune di Ravenna dove i relatori erano Moni Ovadia e l'allora assessora Elettra Stamboulis. Poco dopo uscì la vignetta di Gianluca Costantini; ma soprattutto le loro dichiarazioni in quella conferenza furono confermate dal web giornale sionista “informazione corretta”.
Erano fonti autorevoli ed io, da cittadina, non ho fatto altro che ripetere la loro notizia. Attribuìì con un “forse” il 20% alla Pizzarotti di Parma perchè in quel momento vi era in ballo la costruzione della ferrovia Gerusalemme-Tel Aviv, ma con un “forse”(...mia deduzione).

Andiamo ora sul termine “nazista”....
Citazioni di fonti più autorevoli di me ed oltretutto, tutti ebrei.
“Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti” di Norman Filkenstein.
“Ciò a cui stiamo assistendo è uno spettacolo triste: i discendenti delle vittime dei nazisti stanno trasformando Gaza in un campo di concentramento” di Zygmunt Bauman
“israele, un partito fascista per il quale terrorismo e menzogna sono gli strumenti” di Albert Enstein
“il tribunale di Norimberga era falso, ce ne vorrebbe uno vero per israele” di Gilad Atzmon.

I miei stessi film sono prove della fondatezza di queste affermazioni.

Ma soprattutto:
  • A quell'epoca dell'accaduto uscivo da una campagna elettorale e comunque ero un personaggio pubblico politico. In quanto tale avevo il diritto di una critica politica.
  • Oggi.... ho vissuto in Palestina per due anni, in quella prigione a cielo aperto. Teatro di ogni tipo di orrore e violenza alla quale ho assistito ed ho vissuto. Ho documentato tutto limitandomi ad accendere la telecamera e ho cercato di fare da scudo umano con il mio corpo quando i soldati israeliani sparavano ai bambini. Per questo motivo mi hanno sparato, rapita, imprigionata, torturata e deportata.

Io, oggi, il diritto di chiamarli nazisti, lo pretendo!

mercoledì 15 novembre 2017

DELLA VIOLENZA, DEGLI STUPRI, DELLA MERDA, DELLA DIGNITA'




Ci sono avvenimenti della vita che non te li togli nemmeno se ti freghi la pelle con la paglietta di ferro facendo la doccia. Sono questi avvenimenti che creano la persona. Si esprime ciò che si aveva dentro con violenza. Alcuni diventano “luce” perchè avevano dentro di sé un lumino, altri diventano merda perchè dentro di sé avevano solo lo stronzo di ciò che avevano mangiato. In entrambi i casi, ripeto, si rivelano con violenza; perchè è violenta la luce che illumina la merda ed è violenta la merda che cresce e si muove.
Non è che aver subito stupro e molestie, mi dia adito a parlare, ma fa parte di me, di ciò che sono; della mia violenza.
Uno stupro è quando la parte più intima di te viene presa senza il tuo consenso, contro la tua volontà.
Una molestia sessuale è quando una tua intimità viene toccata e un tuo muro difensivo viene passato senza il tuo consenso. E per “intimità” non intendo solo zone fisiche del corpo, ma anche zone mentali.
Stupro e molestia hanno due muri che vengono infranti: il corpo e la mente. Se alla molestia e/o allo stupro cerchi di difenderti con il muro della forza fisica o con il muro della mente, si innesca un'altra violenza che è quella dell'inferiorità al mostro che ti sta prendendo.
E' banale ciò che ho scritto fino a qui? Beh, forse è meglio ribadirlo e mi va di ribadirlo in questo modo: senza aver mai usato “donna” o “uomo”.
Parto infatti da ciò che dovrebbe essere ovvio per scrivere il seguito.
(Da “educazione siberiana”): “ …..... un branco di lupi che erano messi un po’ male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l’importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio. Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco per unirsi agli altri, però poi lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l’emozione di dividere la preda con i compagni.
Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anziché i lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole:
“Ho vissuto la mia vita da lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo a cui non appartieni, perché hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni né al mondo dei lupi né a quello degli uomini … Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più”

Una persona che accetta che il proprio muro venga infranto in cambio di lavoro, successo, soldi è una persona che sceglie di vendere la propria dignità. E' una merda. Non è una vittima di stupro e/o molestia. Ha scelto. Si può pulire i cessi e non fare film, ma si vive con la dignità.
Una persona che compra il passaggio del muro di quella persona per dargli lavoro, successo, soldi è una persona che compra la dignità altrui. E' una merda. Puoi masturbarti, e con gusto, fra le mura di casa tua. Non hai bisogno di comprare la dignità altrui; questo è un altro tipo di gusto.
E' inaccettabile che una merda venga, oggi, venduta come “luce”. Ovviamente anche chi fa quest'azione di “vendere merda come luce”, è una merda.
Se lasciamo che la merda si espanda, sarà sempre più difficile vedere la luce.
E' inaccettabile, pertanto, che venga anche solo presa in considerazione o in discussione chi ha scelto di farsi toccare, usare, scopare, in cambio di carriera o altro; ancor di più che venga riconosciuta come “vittima”.
E' inaccettabile che ci si indigni e si scenda in piazza per le “donne vittime di aver scelto” che, in realtà, si stuprano da sole facendosi usare da bandiere spettacolarizzanti la loro scelta.
“me la son dovuta far leccare per far carriera”. Questa sarebbe la dignità da portar come bandiera?
La dignità sta in tutti quegli uomini e donne (lupi) che hanno scelto di non vendersi, hanno scelto di vivere alla fame. Tutti quegli uomini e quelle donne che dicono “no”, tutti i giorni....stringendo i denti, per la fame.
E' dura, sapete?
Ma è senz'altro più dura per chi, invece, è veramente vittima di stupro/molestia.
Penso a tutti quegli uomini e donne, che vengono stuprati/e e/o molestati ogni minuto nella mente e nel corpo; nelle prigioni.
Penso a tutti quegli uomini e donne, che vengono molestati/e dalle merde che hanno preso potere.
Penso a tutti quegli uomini e donne, che hanno urlato “no”, che si sono difesi, che lottano e picchiano con voce e pugni per continuare a difendersi.
E' dura, sapete?
Oggi, viene smerdato un uomo che ha allungato le mani su aspiranti attrici che volevano far carriera (e hanno scelto), per illuminare una donna che fa l'attrice e che però ha ammazzato i bambini palestinesi (vedi Wonder Woman). (solo per fare un esempio).
Insomma, oggi, l'importante è che abbiate la figa e vi propagandiate come vittime. Uomini e donne vi faranno icona.
Da donna, stuprata, sparata, rapita, imprigionata, torturata e deportata..il mio messaggio a chi si è venduto la dignità, a chi ha comprato la dignità, a chi vende la storia di chi ha venduto e comprato, a chi scende in piazza per la storia di chi ha venduto e comprato:
“merde, io vi sputo, con violenza”.

E questo, mi sentivo di scriverlo, per le vere vittime e per gli eroi che dicono “no” e che tirano pugni...con violenza.